Fra virtuosismi funzionali e estetici, la cucina si delinea ancora come lo spazio più complesso da progettare. E più sfidante, naturalmente

Riducendo all’osso una sommaria analisi tipologica, forse è corretto dire che esistono due tipi di cucine.

Il primo tipo è la cucina come summa di competenze produttive, artigianali e tecnologiche al servizio di materiali e dettagli formali. La funzionalità naturalmente non può passare in secondo piano, ma quello che conta è il lavoro sui dettagli estetici che tende a esaltare materiali e finiture.

Il secondo tipo è la cucina performante, in cui la funzione è discriminante nelle scelte formali. Proporzioni, piani di lavoro e qualità tecnologica degli elettrodomestici sono il vero oggetto di attenzione progettuale. Semplificando ovviamente si tende a non integrare le sfumature e le complessità che in realtà il design della cucina contiene. La stratificazione delle funzioni, che vanno dalla convivialità all’igiene, dalla conservazione del cibo alla sua trasformazione. Aggregare tanti significati e funzioni è complicato, eppure è il lavoro imprescindibile dei brand di settore. L’innovazione si gioca nel dettaglio e nella capacità di portare al limite la competenza produttiva, oltre che progettuale.

Le novità dei marchi in questa Interni Designer’s Week parlano di una tensione verso prodotti che spacchettano funzioni e aree di intervento progettuale. Il tentativo è di dare una sempre più grande possibilità di scelta di materiali, finiture e composizioni. E ovviamente di performance tecnologiche. La parola d’ordine sembra essere: personalizzazione. A cui si aggiunge un livello di frammentazione e sofisticazione delle funzioni tecnologiche che a volte lascia a bocca aperta.

Signature Kitchen Suite, che ha appena inaugurato il primo flagship store europeo qui a Milano, ha presentato Vino Cantina, un prodotto per la conservazione del vino. Dieci ripiani, con zone a diverse temperature, riduzione del rumore e della vibrazione, funzione Smart Knock Door che permette di vedere all’interno semplicemente bussando sul vetro dell’anta. Acciaio inox per l’interno e guide progettate per ridurre al limite la movimentazione del vino. Vino Cantina si connette ai dispositivi wireless per le elementari funzioni di controllo e di diagnosi. Un prodotto di questo tipo, oltre a collocarsi nell’hi-end, si rivolge a un pubblico veramente esperto e appassionato, aderendo al motto “True to Food”, che parla di rispetto e di attenzione per la qualità del cibo.

Il lavoro di Boffi DePadova naturalmente è di segno completamente diverso. La nuova cucina Sloane si inserisce nel solco della grande tradizione del brand con un lavoro di ricerca sul dettaglio formale e materico. L’elemento caratterizzante è la maniglia incassata nello spessore dell’anta, pensata per esaltare le caratteristiche dei materiali. Le finiture possono essere scelte per creare contrasti, per armonizzare l’insieme, per sottolineare i tagli e le geometrie delle superfici. Le finiture delle essenze, dei masselli e dell’acciaio sono esclusive e pensate per costruire effetti visivi unici, che si sommano a una certa aerodinamicità dell’insieme. Secondo Piero Lissoni, Sloane è una cucina che può essere paragonata a una macchina da corsa: un pochino più internazionale nel complesso, con nuove sezioni e nuovi materiali.

Lo store di Dada invece ospita Intersection, un progetto di Vincent Van Duysen. Il gioco estetico qui è la creazione di una gamma infinita di composizioni lineari, angolari e a isola che creano variazioni di luce e ombra. L’elemento radicale del progetto è il top di 50 millimetri: un dettaglio scultoreo che elimina la maniglia da ante e cassetti, inseguendo un trend che cerca la linearità a tutti i costi. L’effetto visivo è di grande impatto, soprattutto grazie ai virtuosismi nella lavorazione dei materiali. Un dettaglio che da sempre fa parte del Dna del brand.