Una fuga senza rimorsi in universi fantasy. Ecco cosa succede quando il progetto si concede all’arte e alla moda

Forse c’è bisogno di sognare un po’, dopo un anno come questo. Mischiare le carte e ibridare i generi e le discipline è il modo più divertente per farlo bene.  Design e arte, progetto e moda, decoro e architettura. Cerchiamo strade che portano fuori di qui, in un mondo un po’ fiabesco, un po’ magico, in cui tutto va bene. È un balsamo per cuori impauriti. E forse c’è bisogno di uscire dagli schemi e concedersi di destrutturare il rigoroso edificio del design, per brevi incursioni in mondi diversi. Il décor, il lusso, il dettaglio artigianale che si scopre antidoto contro la funzionalità freddina del tecnologico.

Qui vogliamo parlare di fine art, di arte contemporanea, di rivisitazioni e invenzioni di mondi fuori dall’ordinario.

Le strade, conosciute e sconosciute, dell’immaginazione e della favola sono state scelte da molti brand. “È un invito a esplorare una dimensione intima” spiega Marco Morandini, art director di Visionnaire. “La prossimità fra arte e furniture è la cifra del marchio”. Lo showroom milanese è un luogo diverso dal solito, con un bistrot, uno spazio espositivo e una galleria, la Wunderkammer che accoglie le mostre di giovani artisti seguiti da Morandini. “È una passione che costruisce dialoghi fecondi e ispira le collezioni Visionnaire. A volte ci affidiamo totalmente agli artisti e lasciamo che progettino lavori di fine art, quasi dei pezzi unici” spiega il curatore. “Per questa Designer’s Week ospitiamo Paolo Leonardo, un artista torinese che lavora su antiche foto di nudo”. L’allestimento ricorda gli interni del primo Novecento, una piccola fuga dalla metropoli pandemica.

La carta da parati si presta ai voli di fantasia. La nuova collezione di Londonart si chiama The Daydreamer, appunto. È disegnata da Giopagani, artigiano/artista che esplora abitualmente mondi paralleli scaturiti dalla sua ricerca estetica e artistica. Sperimentazione cromatica e pennellate materiche sono ispirazione per il décor contemporaneo. Il linguaggio di Giopagani è eclettico e denso di immaginazione. La percezione delle superfici gioca con le prospettive e con pattern che si ripetono senza mai sembrare uguali.

In un modo diverso, ispirato all’immaginario rinascimentale e all’invenzione di micro presenze fiabesche, Ginori 1735 presenta il nuovo decoro Arcadia, disegnato dal fashion designer Orazio Stasi. Arcadia è un mondo perfettamente felice, rasserenante, in cui niente di male può avvenire. È un tributo gentile alla spensieratezza. Così fiori con gli occhi, piante baffute, cavallucci marini, angeli e diavoletti sparsi qua e là popolano con leggerezza e delicatezza l’armonia dei giardini all’italiana disegnati su piatti, vassoi, tazze e teiere.

E infine, la moda e i marchi del grande lusso come Bentley Home e Trussardi Casa. E, naturalmente Versace Home. Gli ori e i fregi della maison milanese sono abbinati a decori ispirati a una natura lussureggiante, ricca. Un giardino dell’Eden abbondante e inesauribile riprodotto sulle collezioni di porcellana, sui dettagli dell’homewear, sulla biancheria e, volendo, su guantoni da box e sugli skateboard. Un total look portato alla sua espressione eccessiva e coraggiosa, in cui la cura dei dettagli è espressione della straordinaria manualità del made in Italy.  Straordinario che si ritrova anche nelle atmosfere del nuovo showroom di via Durini. Il pezzo clou del 2021 e la poltrona Versace Venus, un omaggio al ready to wear della collezione fashion.