Nuovi angoli dedicati a sé. Tra riedizioni d’autore, novità e opere di grande impatto, gli scrittoi per avere uno spazio personale

Lo smart working sta trasformando gli spazi delle nostre abitazioni, ma non sempre si ha la possibilità di avere una stanza per sé con una postazione di lavoro domestica. Oltre a dividere gli ambienti con paraventi, accessori o creare piccole zone di lavoro con dei piani free standing a parete magari a scomparsa, una soluzione è data dagli scrittoi, arredi compatti e versatili, che possono assolvere a tutte le funzioni. Dalle riedizioni di grandi classici a quelli appena presentati con soluzioni tecnologiche innovative, sono realizzati con i materiali più diversi, dal vetro al legno ai marmi preziosi, possono diventare vere zone di lavoro con piani estraibili, cassetti funzionali e dotati di prese USB nascoste. Nello shooting si sono volute creare ambientazioni d'effetto tra opere d'arte contemporanee all'interno di una galleria d'arte a Milano, Osart Gallery, e pezzi d'autore.

Scrittoio Max, design Antonio Citterio per Maxalto, reinterpretazione contemporanea dei classici secrétaire, con cassetti e piano a ribalta; qui è nella versione rovere spazzolato con struttura a X verniciata nickel bronzato. Sedia Filo, design Ronan & Erwan Bouroullec per Mattiazzi, in massello di faggio verniciato giallo. Portamatite Lampedusa di Enzo Mari per Danese. A parete, Phil Sims, #505 (Untitled red) e #506 (Untitled blue), oli su lino montati su tavola, Osart Gallery, Milano.

Lo scrittoio D.847.1 disegnato da Gio Ponti nel 1947 fa parte delle riedizioni Heritage Collection di Molteni&C, in collaborazione con Gio Ponti Archives. È in massello di frassino tinto miele con puntali in ottone; piano con terminali curvati che assomigliano a un’ala d’aereo e piccolo cassetto con frontale arrotondato, destinato a diventare un segno distintivo di molte produzioni di Ponti. A pavimento, specchio-maschera multicolore Friends di Stephen Burks per Salvatori in marmi diversi. A parete, Dan Halter, Things Fall Apart, stampe a getto d’inchiostro su carta da archivio, intrecciate a mano, Osart Gallery.

Scrivania Iren, design Kensaku Oshiro per Poltrona Frau, con due piani sovrapposti scorrevoli che variano da 119 a 149 cm di apertura, attrezzata per collegamenti elettronici; piano in pelle con cuciture tono su tono e parti a vista in frassino tinto wengè. Sopra, una scatola in legno di Emanuela Frattini Magnusson per Bottega Ghianda, con coperchio fatto di due parti che si incastrano delicatamente. A parete, Dan Halter, Space Invader (Expat 1), borse in plastica intrecciata recuperata, e Monopoly Social Contract, stampa a getto d’inchiostro su carta da archivio, intrecciata a mano, Osart Gallery.

Albini Mini Desk, disegnato da Franco Albini nel 1949, di Knoll, con piano in cristallo trasparente, base in tubolare di acciaio a sezione quadrata, cassettiera in rovere tinto nero con due cassetti e vano posteriore. Pouf Pof tondi, completamente imbottiti e tappezzati in tessuto con cucitura pizzicata sul perimetro del sedile e fascia con maniglia decorativa realizzata in gomma, di Connubia. A parete, Jeanne Gaigher, Lavender II, acrilico, olio su tela e veli, Osart Gallery.

Scrittoio ottagonale Surf con piano e gambe in fashion wood rovere fossile e staffe in metallo laccato moka shine, collezione Day Collection Alf DaFrè. Sedia Ruelle design Philippe Tabet per Infiniti, in alluminio pressofuso, gambe in alluminio estruso, schienale in polipropilene e seduta forata, colore rosso. A parete, Vincenzo Agnetti, Ritratto (di inventore), feltro blu, lettere incise a fuoco e dipinte, Osart Gallery.

Consolle Pa’ 1947 disegnata da Ico Parisi nel 1947, collezione Cassina I Maestri, è in legno di massello di frassino tinto nero con dettagli in ottone satinato cromo: il piano presenta sui due lati quattro scassi a intaglio entro i quali sono avvitati i puntali dei bracci superiori delle gambe dalla caratteristica forma a Y divergente. Sedia One to One di Naoto Fukasawa per Bottega Ghianda in acero a sezione quadrata. Lampada portatile Salt & Pepper, wireless di Tobias Grau. A parete, Dan Halter, Footsack Empire, borse in plastica intrecciata recuperata, Osart Gallery.

Scrivania curva a ponte Olivia di Armani/Casa, con cassetto, top in conchiglia verde maculata e gambe in lacca platino e ottone chiaro satinato. A parete, Dan Halter, Rifugiato mappa del mondo (China-centric), borse in plastica intrecciata recuperata; sul piano, E=Congiunzione, scultura di Mirella Bentivoglio, travertino, entrambe di Osart Gallery.

La scrivania Luis, design Luca Roccadadria per Cantori, con base d’appoggio in metallo a X, piano con vano portaoggetti e tappetino in econabuk, si può trasformare in toletta grazie all’aggiunta di uno specchio ellissoidale. Sgabello Stulle di Connubia, con struttura in tondino di metallo curvato e sedile con rivestimento tessile. Bicchieri Les Endiablés, in cristallo soffiato a bocca, design José Lévy per Saint-Louis. A parete, Katharien De Villiers, In other news, tecnica mista su tessuto stampato, Osart Gallery.

Styling Carolina Trabattoni - Foto Paolo Riolzi