Dalla rubrica libri di Interni (e non solo) ecco 12 titoli di libri pubblicati nell'anno che sta per chiudersi che ricorderemo

Nella rubrica libri sul design e l'architettura di Interni, ogni mese, da gennaio di quest’anno, abbiamo selezionato 5 titoli. Una scelta sempre difficile perché naturalmente, e non solo in Italia, le pubblicazioni interessanti e di qualità sono state molte di più. Per tentare di rimediare e rendere omaggio alle più interessanti, ecco una piccola carrellata dei titoli di quest’anno di cui – per motivi di spazio – non siamo riusciti a parlare.

In tutto, 12 titoli da cercare in libreria per trascorrere le Feste con i protagonisti che hanno scritto la storia del design e dell’architettura.

1. L’architettura in 100 parole

Ci piace cominciare questo mini-tour in libreria dal vivace volumetto scritto dall’australiana Louise O’Brien (interior designer) insieme alle illustratrici Dàlia Adillon e Leanne Daphne.

Un libro consigliato per bambini dai 6 anni in su (ma che piace anche ai grandi) nato a partire da una semplice domanda: si può riassumere l'incredibile storia dell'architettura moderna in sole 100 parole?

Da Zaha Hadid all'Art déco, le autrici ci hanno provato, affrontando il difficile lavoro di selezionare le 100 voci fondamentali per avvicinare i più piccoli al grande e variegato mondo dell’architettura.

Il risultato? Un giro del globo (meravigliosamente illustrato) tra architetti pieni di idee, progetti ecosostenibili ed edifici incredibili.

2. Progettare con metodo

È uscito proprio in questi giorni il libro curato dall’architetto Paolo Favole che raccoglie 20 anni di lavoro dello Studio Albini Associati, nato nel 2004 da un’idea di Marco e Francesco Albini. Uno studio di architettura che si è tenuto fedele a quel procedere 'pezzo per pezzo', nel solco della “ricerca paziente” di Le Corbusier, che è sempre stata la cifra del lavoro del grande Franco Albini dagli anni Trenta del secolo scorso.

Un vero metodo di lavoro: rigoroso, attento e responsabile. E che forse, proprio grazie a questi valori, è riuscito a superare indenne lo scorrere del tempo, le mode, e oggi continua a essere una bussola efficace per progettisti curiosi e, soprattutto, non impazienti.

Un libro che, attraverso venti anni di lavoro dello Studio, aiuta a comprendere meglio questa precisa visione dell’architettura e del mondo del progetto.

3. I luoghi del design in Italia

Ecco un testo che - finalmente - non risponde alla domanda 'cos’è' ma 'dove si trova' il design. Per farlo, i giornalisti Antonella Galli e Pierluigi Masini hanno viaggiato in lungo e in largo per il nostro Paese fino a comporre un itinerario in 14 tappe.

I luoghi del design (che abbiamo già presentato in aprile) offre un viaggio inedito nel mondo del design, un percorso che permette al lettore di dialogare con gli oggetti e comprenderne l’origine fatta delle ispirazioni, delle vite e del talento dei protagonisti che hanno accompagnato la nascita e lo sviluppo del design italiano.

Si parte dalla capitale indiscussa che è Milano per arrivare al MAXXI di Roma, alla Costiera Sorrentina e poi a Murano, al Poltrona Frau Museum e agli splendidi mosaici della Fondazione Bisazza.

Per farla breve: un travel book per appassionati di design da consultare per mettersi in viaggio e imparare a valorizzare il patrimonio del nostro Paese.

4. A life together

Sull’opera del finlandese Alvar Aalto esistono già decine di pubblicazioni. Ma questo imponente volume, scritto dal nipote Heikki Aalto-Alanen a metà 2023, rende finalmente omaggio alla meno conosciuta figura della sua prima moglie (e collaboratrice preziosissima): Aino Marsio.

Architetta e designer a sua volta, tra i fondatori di Artek insieme al marito e agli amici Maire Gullichsen e Nils-Gustav Hahl, Aino Marsio è stata una progettista di talento e una figura importantissima per il lavoro e il pensiero di Alvar Aalto.

Questo libro ha il merito di concentrarsi sull’aspetto più privato e meno conosciuto del loro sodalizio, raccontandolo attraverso le loro voci grazie al corpus di lettere private ritrovato in un baule nella soffitta della Riihitie House, la celebre casa-studio degli Aalto a Helsinki, e pubblicato al centro del volume.

5. Sul design

Comincia dalle aule del Bauhaus di Weimar la parabola artistica e progettuale di Annelise Else Frieda Fleischmann, destinata a diventare celebre con il nome di Anni Albers e a essere ricordata per il suo ruolo di “pioniera del design tessile”.

Per rendere omaggio al suo genio creativo, Johan & Levi ha finalmente raccolto in un volume, per la prima volta in italiano, 15 saggi scritti dalla Albers in diverse occasioni e utilizzando un metodo molto particolare, che ricorda da vicino la tessitura. In pratica, Anni Albers, con la macchina da scrivere, componeva frasi e paragrafi su singoli fogli che poi incollava gli uni agli altri fino a formare un rotolo continuo, senza le interruzioni tipiche dei libri a stampa.

Un libro-omaggio (e un po’ libro d’artista) dedicato all’artista e maestra che, al Black Mountain College (la scuola sperimentale nel North Carolina che aveva accolto gli Albers in fuga dal nazismo) ripeteva sempre ai suoi studenti: «Bisogna esplorare luoghi dove nessuno prima di noi è mai stato».

6. The emotional power of space

«Come il suono, lo spazio ci avvolge, ne siamo immersi, ci attraversa. Indica i nostri percorsi, definisce i nostri movimenti e comportamenti, i nostri ritmi; incornicia le nostre interazioni con gli oggetti, le superfici e le persone, struttura i nostri sguardi e punti di vista».

Così affermano Ila Bêka e Louise Lemoine, documentaristi in movimento sul confine sottile tra cinema e architettura. E sempre attenti all’uso dello spazio: quello pubblico (come nel ciclo Homo Urbanus, dedicato alle città del mondo) e quello privato (come negli interni delle case disegnate dai grandi architetti: la Villa Lemoine di Rem Koolhas o la Moriyama House di Ryue Nishizawa).

In questo libro autoprodotto Beka e Lemoine mettono per la prima volta nero su bianco la propria visione nel libro The Emotional Power of Space. Un volume che raccoglie 12 conversazioni con altrettanti architetti interessati al rapporto tra l’uomo e l’ambiente in cui vive, da Álvaro Siza a Jacques Herzog passando per Bijoy Jain e Anne Holtrop.

7. Pattern & design

Forse non tutti ricordiamo che il termine anglosassone 'Pattern' deriva dal latino 'patronus', che vuol dire modello o, in questo caso, la ripetizione di un elemento grafico a fini decorativi. Tutti, però, li abbiamo visti e amati nei tessuti, nella carta da parati, nelle ceramiche come negli arredi. Ecco allora un libro imperdibile (nonostate le dimensioni imponenti) curato dalle superesperte di design Anna Mainoli e Alessandra Coppa, che - per la prima volta - raccoglie i pattern più significativi mai realizzati nel design moderno e contemporaneo.

Dalle rigorose geometrie tessili create da Anni Albers e Günta Stolz negli atelier del Bauhaus alle fantasie floreali e zoomorfi fino alle eccentriche ripetizioni lanciate da Memphis negli anni Ottanta, senza tralasciare le sperimentazioni digitali più recenti.

Un volume prezioso che è anche un prontuario di forme utilissimo per gli studenti e i professionisti di oggi. Ma che permette anche una rilettura del 'progettare' come atto in continua oscillazione tra minimalismo e massimalismo estetico.

 

8. The laboratory of the future

Tra le 'pubblicazioni miliari' del 2023, non possiamo non citare i due volumi che compongono il catalogo della Biennale di Architettura, conclusa lo scorso novembre a Venezia.

Non solo per il prestigio dell’appuntamento internazionale in sé ma anche perché (come anticipato su Interni Magazine a maggio) The Laboratory of the Future è stata un’edizione ricca, discussa e stimolante.

Che, sotto la direzione di Lesley Lokko, architetta e scrittrice nata in Ghana e cresciuta tra Stati Uniti e Inghilterra, è riuscita a portare a Venezia decine di progetti e lavori di altissimo livello attorno a temi come: la migrazione, il concetto di confine e di identità culturale, la globalizzazione e i legami tra migranti, per citarne alcuni.

Non tanto con l’obiettivo di emozionare (e sarebbe stato facile) ma di proporre al pubblico soluzioni utili a immaginare (e - poi - costruire) un futuro comune più equo e positivo. I due volumi del catalogo ne sono il documento prezioso. E ripercorrono l’intero itinerario espositivo dei Giardini e dell'Arsenale fino alle due sezioni della Mostra Internazionale curata da Lesley Lokko: Force Majeure e Dangerous Liasons.

9. Gianfranco Frattini design

«Come progettista io nasco in bottega» amava dire di sé l’architetto e designer Gianfranco Frattini, talentuoso allievo di Gio Ponti e poi, con il suo studio, collaboratore di alcune delle più importanti aziende, da Cassina ad Artemide, oltre che fondatore nel 1956 - con Livio Castiglioni - dell’Associazione per il Disegno Industriale.

Questo libro, che arriva in libreria dopo il successo della mostra a lui dedicata nel corso dell’ultima Design Week, mette soprattutto al centro il suo profondo interesse per l’artigianato, per la manualità e per i processi industriali capaci “di fare un uso intelligente della macchina”. Arricchito da schizzi, fotografie e ben 58 schede prodotto, qusto volume (insieme a qualche curiosità) cerca di raccontare con cura la vera anima dei progetti di Gianfranco Frattini.

10. Architettura e liturgia

A proposito di scenari urbani: quante volte, al di là delle personali convinzioni religiose, ci è capitato di sentir dire quanto siano brutte le chiese contemporanee? Edifici che, nel travaglio della ricerca di nuove modalità espressive, e all’interno di città soffocate dal traffico e dall’incombere delle case, rappresentano una sfida progettuale nel tentativo di mantenere il loro valore di riferimento urbano, pur senza emergere come avveniva un tempo.

Per saperne di più, ecco il libro del giornalista Leonardo Servadio che, nel solco tracciato dalle due Note pastorali del 1993 e del 1996 della Commissione per la liturgia della Conferenza Episcopale Italiana, racconta bene in che modo l’arte del progetto ha cercato di interpretare questo tema complesso.

11. Manuale di storia del design

Da un lato la storia del design che segue la normale linea del tempo, dall’altro tanti carotaggi, approfondimenti 'in verticale' che permettono di approfondire la storia di un materiale, di una particolare tipologia o di un concetto preciso, mettendo queste voci in collegamento con scienza, moda, nuove tecnologie ed economia.

Si struttura così il libro scritto da Domitilla Vardi e Vanni Pasca che in 280 pagine e 450 illustrazioni ripercorre la storia del design, dalla metà dell’Ottocento fino al prodotto-merce dei giorni nostri.

Un libro agile, facile da consultare e che riesce a riannodare i fili da seguire per leggere i continui cambiamenti di questa disciplina. E che, probabilmente, è anche un invito alle giovani generazioni a cercare nuovi modi per progettare e fare le cose.

12. Brutalist Italy

Come abbiamo anticipato nella rubrica di settembre, è il momento della riscoperta del brutalismo. E questo libro ne parla in un modo del tutto nuovo e (per l’Italia) estremamente interessante.

Perché cerca di rispondere alla domanda: cosa rende gli edifici brutalisti italiani diversi da quelli di altri paesi? Per scoprirlo, il libro dei designer ed editori londinesi Murray e Sorrel prende in analisi più di 100 architetture italiane tra case, come il complesso di edilizia sociale Le Vele di Scampia, chiese come il Santuario di Nostra Signora delle Lacrime di Siracusa, ma anche scuole, stadi di calcio e cimiteri attraverso le 140 immagini dei fotografi di architettura Roberto Conte e Stefano Perego.

Si scopre così il rapporto complesso del brutalismo con la storia italiana perché, per prendere le distanze dal fascismo, nel dopoguerra si sviluppa nel nostro Paese uno stile architettonico moderno che, però, attinge a riferimenti estetici del passato.