Rimodulare gli ambienti e gestire la flessibilità è il mantra del nuovo abitare. A cui risponde il mondo dell'arredo...

Dal co-working al co-living, i nuovi modi di vivere e lavorare stanno cambiando gli spazi domestici e dell'ufficio. Abbiamo bisogno di ri-modulare gli ambienti per avere spazi condivisi, multi funzionali, adattabili alle molteplici attività. Flessibilità, leggerezza, libertà, questi i parametri con cui abbiamo progettato lo shooting Dividere&Unire: arredi versatili che articolano gli ambienti e creano nuove connessioni

In tutto il servizio i nastri colorati giapponesi Washi tape in carta di riso biodegradabili di Kamoi Kakoshi di MT Masking Tape collegano gli arredi e dividono gli spazi creando ironicamente nuove aree. I protagonisti sono i paraventi, traslucidi, in cristallo stratificato, in pelle intrecciata, in legno serigrafato, semplici o accessoriati che schermano completamente o lasciano intravedere quello che sta al di là. Ma anche piccoli divisori da tavolo che delimitano uno spazio personale senza essere troppo invasivi e anche divani fonoassorbenti che creano isole ove poter lavorare, ascoltare musica, librerie iconiche bifacciali o sedute con grandi schienali avvolgenti.

Da sinistra, paravento Set disegnato da Giuseppe Casarosa per Ceccotti Collezioni: i moduli prevedono due altezze e larghezze e possono essere accessoriati con appendiabiti, mensole e specchi; i pannelli sono imbottiti e rivestiti di tessuto mentre i telai sono in frassino. Tavolo Toa, design Robin Rizzini per Pedrali, con gambe in pressofusione di alluminio e piano in rovere sbiancato. Sopra, il pannello Toa Folding Screen, sempre di Robin Rizzini per Pedrali, pieghevole e leggero, può essere facilmente spostato da un punto all’altro del piano per definire la propria postazione di lavoro, isolata sia a livello spaziale che acustico: ha struttura di metallo rivestita in tessuto sfoderabile. Accanto, il vaso Bambù di Enzo Mari per Danese, in ceramica opaca. Sedia 118 di Thonet GmbH, in legno massello con finitura in faggio mordenzato nero e seduta in canna d’India, design Sebastian Herkner. Cloud divide gli spazi ma è anche una libreria: disegnata da Ronan & Erwan Bouroullec per Cappellini, è diventata un’icona e in questa versione si compone di due moduli posti in verticale aggregati mediante clip a pressione; è in polietilene bianco. Tavolo Tripè di RadiceOrlandini DesignStudio per S•CAB, costituito da più elementi collegati mediante giunti in alluminio pressofuso a tre razze, qui a doppia colonna, con piano in stratificato effetto marmo nero Impero.

Da sinistra, paravento Balla di Giacomo Balla, collezione Cassina I Maestri di Cassina, in legno tamburato e cerniere in ottone satinato orientabili in entrambe le direzioni con decorazione serigrafata sui due lati: disponibile in due varianti cromatiche, qui nei toni del blu e del verde. Il disegno originale fu ideato da Balla nel 1917 e rappresenta i principi del movimento futurista. Tappeto Volumia della collezione Prospettive Fantastiche, design MM Company per Matteo Pala, annodato a mano in lana New Zealand e seta. Paraventi Sunrise con struttura in metallo e rete in cuoio, disponibile in tre forme e dimensioni; nella foto la finitura in bronzo dorato con cuoio toscano marrone e quella nichel nero con cuoio toscano nero, design Franco Poli per Midj.

Sopra: Paravento Swing, design Alessandro Di Prisco per Mogg, in metallo con base in marmo o cemento. La base permette la rotazione destra o sinistra dello schermo. Poltrona CH78 Mama Bear, design by Hans J. Wegner (1952) per Carl Hansen & Søn, con gambe in rovere e imbottitura in tessuto Kvadrat, Hallingdal 65 grigio. Nella pagina accanto: Separé Plot disegnato da GamFratesi per Poltrona Frau, modulare a due, tre o quattro elementi. La struttura minimalista fa risaltare i pannelli centrali di pelle intrecciata con motivi più o meno fitti a forma di cerchio e quadrato nei colori della gamma ColorSphere a nuance tono su tono (come nella foto) o a contrasto. Poltrona scultorea Armada con schienale alto a guscio, in pelle, che crea uno spazio intimo e riservato, design Doshi Levien per Moroso.

Da sinistra, paravento componibile Rayures, design Ronan & Erwan Bouroullec per Glas Italia, con pannelli incernierati, realizzati in cristallo Flutes stratificato e temperato negli speciali colori giallo e lilla, in finitura neutra, con specchio all’estremità. Il divano Kokoro, design Federica Biasi per Manerba, fa parte di un sistema di sedute, box system, pannelli divisori: permette di creare una zona di intimità grazie all’alto schienale che avvolge la seduta con funzione fonoassorbente; la base è predisposta per essere cablata. Paravento rivestito con il tessuto Burano di Rubelli stampato in puro cotone corposo e resistente, adatto anche per imbottiti, che rappresenta l’isola colorata di Burano in tre diversi vesti cromatiche: nella foto quella policroma. Tavolini Oikoi di Davide Frattini Frilli, costituiti da strutture metalliche bianche a forma di case con piani colorati riposizionabili. A pavimento, la stampa serigrafica Sette (il Leone) della Serie della Natura di Enzo Mari per Danese, su carta dropjet paper.

Styling Carolina Trabattoni - Foto Paolo Riolzi