Laufen lancia un’esperienza digitale (dagli effetti vintage) per presentare le collezioni – e non solo – in un modo realmente immersivo. Ad alto tasso di creatività

Realtà virtuale ed esperienze immersive. Lo sviluppo di tecnologie digitali è stato accelerato dalla pandemia, ora le promettono tutti, ma come è navigarci, ma soprattutto fruirne, in modo effettivo e concreto?

Il progetto di virtual space appena lanciato da Laufen si distingue dagli altri: per gli effetti vividi, le grafiche (dalle intermittenze) vintage, il paesaggio sonoro stratificato, le emozioni cablate. Quattro gli spazi narrativi da esplorare: Urban, Desert, Forest e Artist. Ma non solo, l’azienda svizzera, non di certo nuova alle contaminazioni creative, ha coinvolto l'artista Monique Baumann che con i suoi collage analogici ha creato tre opere in edizione limitata. Perché larte entra anche in bagno, se la materia è plasmabile.

Live experience online, ben oltre il prodotto

Mentre le applicazioni di realtà virtuale sono tutt’altro che esaltanti e stentano a creare una vera live experience online, Laufen lancia un progetto, ad alto tasso di creatività, tecnologico ma anche artistico, dove la dimensione digitale e quella fisica si incontrano. Ed emozionano.

Laufen virtual space (guarda qui) è infatti l’esplorazione di un mondo onirico attraverso quattro ambientazioni dagli effetti vintage che rimandano alle grafiche dei videogiochi anni Ottanta nelle quali si muovono (sfarfallanti) i prodotti della collezione Kartell by Laufen, mentre prendono vita storie stratificate come collage che invitano lo spettatore a viaggiare con la mente. Ben oltre la dimensione dell’ambiente bagno.

Un mondo da esplorare tra digitale e analogico

Basta un clic e in scena appaiono collage animati semi interattivi. Nascono spazi surreali che restituiscono l’illusione di poter essere toccati pur restando immersi completamente nel mondo digitale. Un viaggio di processo e progresso che narra una storia nella quale i prodotti Laufen prendono forma e si muovono con delicatezza.

Un modo diverso di navigare attraverso scenari immersivi creati ad hoc per presentare i prodotti, ma non solo. Il primo virtual space si focalizza sulla collezione Kartell by Laufen ma ci saranno nuove ‘avventure’ che vedranno protagonisti altri prodotti Laufen, e altri mondi.

 

Diversi livelli di interazione

La pandemia ha limitato per lungo tempo i contatti personali, riducendo la comunicazione a incontri virtuali. Se le cose, si spera, stanno tornando lentamente alla normalità, indietro non si torna: il cambiamento cè stato e sarà irreversibile, non per niente da mesi si parla di ‘nuova normalità. Attraverso i suoi virtual space, Laufen propone una piattaforma che facilita le interazioni dell’azienda con il mondo reale e con chi non può essere presente fisicamente in un certo luogo, a una determinata ora. L’obiettivo è quello di connettere le persone su diversi livelli di interazione.

Nuove modalità di business che riducono i confini tra digitale e fisico

Se i settori del design e dell’arte, con i format delle fiere e dei grandi stand fieristici, sono rimasti invariati per oltre mezzo secolo, la rivoluzione digitale ha introdotto nuove modalità di business. È indubbio che internet ha cambiato radicalmente il modo in cui le aziende producono, espongono e presentano prodotti, informazioni ed esperienze. Ma anche il modo in cui comunicano la loro identità.

A causa dei nuovi comportamenti imposti dalla pandemia, il mondo virtuale ha preso sempre più il sopravvento sul mondo fisico: ha offerto un contesto nel quale presentare i prodotti, mostrandone tuttavia anche i limiti. È ormai chiaro a tutti che sensi come il tatto e l’olfatto non possono essere trascurati. Questo ha indotto le aziende a reinventare l’intero sistema della comunicazione ma soprattutto delle relazioni personali attraverso format che riducono i confini tra digitale e fisico. Ecco perché Laufen con i suoi virtual space propone un nuovo modo di considerare lo spazio e il prodotto stesso.

Un progetto immersivo (e architettonico) corale

Quello proposto da Laufen è un concept studiatissimo e curatissimo, frutto di un progetto corale. Nasce da un dialogo con Gabrielle Hächler e Andreas Fuhrimann, progettisti di diversi stand fieristici dell’azienda svizzera, che hanno sempre considerato gli spazi architettonici come elementi fondamentali per costruire una narrazione. Per il Laufen Virtual Space si sono avvalsi della collaborazione della experiential interior designer Annabelle Schneider che ha ideato le grafiche e le storie. Non solo, siccome l’esperienza è (realmente) immersiva, il sound design è firmato Carlo Peters e il progetto del sito internet è stato sviluppato da Henkelhiedl.

Opere d’arte in ceramica e collage

Un progetto virtuale, ma anche (molto) fisico. Dalla collaborazione di Laufen con Monique Baumann sono infatti nate tre opere (guarda qui) in cui i collage dell’artista svizzera sovrappongono e mescolano elementi quotidiani e suggestioni dalla moda a tre prodotti della collezione Kartell by Laufen. Come vere e proprie opere d’arte, saranno disponibili in edizione limitata solo per un determinato periodo di tempo. Un progetto artistico ma anche produttivo che (mette in) mostra come Laufen sia in grado di personalizzare la ceramica e offrire un servizio bespoke.

Laufen e la comunicazione (colta)contaminata

Dai progetti fotografici dautore che ritraggono la collezione Kartell by Laufen in modalità dinamica e super glamour firmati da Hugo Comte e Oliver Helbig, al nuovo Laufen space di Milano in cui i prodotti sono disseminati nello spazio come fossero sculture all’interno di una galleria d’arte moderna, l’azienda svizzera dimostra di sapere stare al passo con i tempi, comunicando in modo diverso.

Laufen collabora da sempre con artisti, da 10 anni è main sponsor di Pro Helvetia, fondazione che sostiene larte e la cultura svizzera anche in occasione della Biennale di Venezia, e, tra le diverse iniziative, ha recentemente presentato ad Art Basel 2021 un film dell'artista tedesca Pola Sieverding realizzato dal regista Marc Comes.

Insomma, la comunicazione vincente, digitale o fisica che sia, è quella delle aziende aperte e contaminate.