Tre idee creative, vivide e fresche per comunicare progetti in progress. Dai collage dall’allure vintage alle foto dei lavoro in corso fino a un festival ‘da asporto’ che arriva a casa come una pizza

Come si racconta un progetto che ancora non c’è? Come si comunica un concept definito in ogni dettaglio ma ancora in fase di realizzazione? Come si cattura l’attenzione, tra la moltitudine di mail e proposte giornaliere, focalizzandosi su un working in progress senza affidarsi ai soliti, (troppo) precisi, freddi rendering? E ancora, come si rende ‘da asporto’, e quindi tangibile, un festival culturale?

Sempre più convinti che la comunicazione sia (sempre più) fondamentale per aziende, progettisti e istituzioni, abbiamo selezionato tre concept (davvero) originali, che ci hanno colpito per l’impatto creativo fresco e vivido, brillante ed eclettico.

Tre idee per anticipare, rispettivamente, un grande progetto residenziale e urbanistico in Sudamerica, un piccolo ristorante vicino a Milano e un festival culturale che arriva come una pizza. Perché i format dirompenti sono declinabili in ogni scala di progetto.

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I collage raccontano Botaniqo, un complesso residenziale green a Quito, Ecuador

Di progetti residenziali in costruzione ce ne sono molti e per la comunicazione solitamente vengono ideati rendering, precisi, perfetti, tendenzialmente freddi. Invece Botániqo viene presentato con collage creativi, ispirazionali eppure concreti, dai rimandi vintage e dalla connotazione fortemente territoriale.

Siamo in Sud America, in Equador, per la precisione nel quartiere Cumbaya di Quito dove gli studi Tatiana Bilbao Estudio e Uribe Schwarzkopf hanno sviluppato un progetto residenziale di nuova generazione, pronto nel 2024, che adotta un approccio sostenibile sia dal punto di vista urbanistico che umano.

Un progetto di sviluppo urbanistico sostenibile che connette persone e territorio

Incentrati sullidea di comunità, i layout delle residenze di Botániqo incoraggiano la connessione attraverso numerosi spazi condivisi. Come spicca dai collage, sono stati ideati una serie di moduli abitativi collegati tra loro, intervallati da spazi aperti e spazi chiusi, pubblici e privati, che generano forme differenti. Dotate di un totale di 277 unità abitative, le nove torri dispongono ciascuna di terrazze comuni ricche di piante autoctone. La vegetazione è inoltre incorporata nelle facciate, richiamando il lussureggiante paesaggio di Quito circostante.

Il verde al centro del progetto. E degli art work

Come risulta evidente dagli art work, si tratta di un intervento che valorizza la natura e che si apre all’esterno, sia al paesaggio che alle persone. Botániqo disporrà di più di 5000 mq di aree verdi: il concept del progetto, che occupa solo il 35% dello spazio consentito, è stato sviluppato per creare unarmonia organica tra il complesso e lambiente circostante. Tra i numerosi plus, un giardino botanico nella parte superiore delledificio e un nuovo viale alberato che creerà accessi pedonali e ciclabili lungo tutto il perimetro. Inoltre ogni albero del terreno sarà preservato, trapiantato e poi ricollocato, mantenendo la vegetazione endemica della zona.

Connesione e servizio per la città

Oltre ai numerosi servizi che il complesso offrirà (piscina, palestra, spa, paddle tennis, area bambini, pet park, piazze verdi, meeting room, spazi eventi, sala multifunzionale), ad emergere dai collage ricchi di spunti e suggestioni è la stretta connessione con il quartiere, attivo, vivace e in crescita, di Cumbayá, nel quale farà da catalizzatore. Botániqo contribuirà infatti alla costruzione della nuova stazione di trasporto pubblico che servirà oltre 60.000 persone al giorno.

I lavori in corso del boutique restaurant alle porte di Milano firmato da Serena Confalonieri

Non di certo nuova a progetti di comunicazione fantasiosi, brillanti e super curati nella realizzazione delle immagini, Serena Confalonieri presenta con una preview speciale 13.10 Ristorante, il suo primo progetto di interior design.

Si tratta di un boutique restaurant da 25 coperti a Vimercate, vicino a Milano, che verrà inaugurato all’inizio del 2022. Il concept del locale unisce la cifra stilistica ironica e colorata della designer con la filosofia gastronomica dello chef Marcello Passoni, un impasto di ingredienti a km zero e influenze culturali dal mondo.

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Shooting work in progress

Sviluppato all’interno di un cortile, sarà uno spazio intimo e accogliente, caldo e conviviale, caratterizzato da tinte accese ma naturali che richiamano gli ingredienti utilizzati in cucina. Di contorno’ il menu prevede pattern eclettici e vivaci, colori brillanti e romantici, oggetti darredo ricercati e pezzi su misura.

E se l’obiettivo del ristorante sarà trasmettere una sensazione domestica mangiare fuori casa ma sentendosi un po’ a casa Serena lo comunica così: con uno shooting work in progress, inaspettato e dinamico, informale e divertente. Proprio come Serena.

Le aziende del design in allestimento

Per gli interni la designer ha coinvolto numerose aziende del design che hanno deciso di far parte del progetto con i loro prodotti e una serie di customizzazioni. E le ha messe in scena durante i lavoro in corso.

A HDsurface che si è occupata delle finiture e Ceramis Cielo dell’arredobagno, si aggiungono una serie di prodotti disegnati dalla stessa Serena: il wallpaper Carnival di Wall&decò, lo specchio Stilla di Potocco e la collezione di tableware Kyma di Sambonet. E ancora Florim ha fornito i rivestimenti ceramici, Servomuto e MM Lampadari l’illuminazione, Fratelli Levaggi le tipiche sedie chiavarine artigianali e Besana Carpet Lab il tappeto disegnato da Serena ad hoc per il nuovo ristorante. Tra i prodotti della designer scelti anche il tessuto jacquard Scott per l’Opificio e il tavolo Archie di Medulum

Festival Delivery in scatole d’artista numerate

Dal 10 novembre torna il Il Festival della Peste!, promosso dalla fondazione culturale Il Lazzaretto, in un inedito formato ‘da asporto’ che presenta direttamente e comodamente a casa propria, in modo (letteralmente) sorprendente progetti artistici nati nell’ambito del programma dei Virus!, quest’anno dedicato al tema Ordine/Disordine.

Non arriva a casa una pizza ma un festival

Partendo dall’idea di portare la cultura direttamente a casa, il ‘cartone da asporto’ ordinabile esclusivamente a partire dalla mattina di martedì 9 novembre sul sito ilfestivaldellapeste.com contiene una serie di oggetti che raccontano in maniera originale i progetti commissionati e realizzati nel corso dell’anno da artisti, fra cui la live artist Sara Leghissa, il collettivo fotografico Cesura, l’illustratrice catalana Luci Gutiérrez, oltre agli studenti della Scuola Mohole e a Daniele Costa, vincitore del Premio Lydia.

 

Indizi delle opere da approfondire comodamente da casa

La speciale scatola d’artista numerata, dal packaging che richiama in tutto e per tutto il classico cartone della pizza, in realtà racchiude meraviglie tutte da scoprire: piccoli estratti, indizi e precipitati delle opere frutto di un anno di lavoro. Tutti gli oggetti inclusi nella scatola saranno svelati e integrati con approfondimenti disponibili sul sito e potranno essere fruiti comodamente a casa propria senza limiti di tempo.

La scatola dovrà essere ritirata presso Il Lazzaretto (a Milano in via Lazzaretto 15) nella serata di lancio del festival, mercoledì 10 novembre entro le ore 20.00.