Grande Trideck + One, ammiraglia di Azimut, rielabora e rinnova il concetto tradizionale di yacht. La sua terrazza sospesa nell’aria e le sue infinite aree all’aperto creano un contatto diretto con la natura e propongono nuovi interior. Interpretati con coerenza da Achille Salvagni

Tre ponti più uno. Potrebbe passare come un dettaglio architettonico irrilevante e invece su uno yacht di 38,2 metri, non è affatto scontato. Soprattutto per Azimut che con Grande Trideck porta sul mercato la sua ammiraglia. Ammiraglia + One. Perché un ponte extra a poppa, che si aggiunge ai tradizionali tre, crea un effetto ottico di terrazze a cascata che scendono fino a raggiungere il mare. Una sea view terrace di 30 metri quadrati, che pare sospesa nell'aria a due metri dall'acqua. Un’architettura logica che è anche simbolo della capacità di innovazione progettuale, stilistica e costruttiva di Azimut, interpretata da Alberto Mancini che negli esterni ha elaborato il progetto con linee dinamiche e sportive. Innovazione per creare spazi con una vita di bordo meno formale e sempre più contatto con il mare. Oltre alla sea view terrace, infatti, Trideck dispone di una zona prendisole sul sun deck, una zona dining esterna sull’upper deck e la beach area; l’inserimento della sea view terrace ha permesso anche la creazione del private patio, un’area esterna riparata e che precede l’ingresso nel salone.

Gli interior sono opera di Achille Salvagni, che li firma con grande originalità, unicità ed attenzione al singolo dettaglio, reinterpretando lo spazio e discostandosi dall’impostazione tradizionale: ambienti, che vengono dilatati al fine di raccontare un modo nuovo di vivere la barca, legato a un grande desiderio di convivialità. Scelta fondamentale legata a questa visione è stata quella di spostare la zona dining dal main all’upper deck: una soluzione che regala leggerezza al salone principale.

Il main deck diventa così un’area completamente informale, con un salone dedicato al living, che rompe con schemi nautici del passato e si trasforma per rispondere alla nuova esigenza di vivere lo spazio di bordo in modo più rilassato e legato alla socialità, dove il dècor ruota intorno all’accostamento di materiali diversi: i tappeti che si inseriscono nel geometrico parquet di teak, essenze chiare che si alternano a rivestimenti in pelle, elementi di mogano scuro lucido in contrasto con i toni chiari dell’essenza principale, e in armonia coni soffitti laccati bianchi e poi ottoni e pietra di Cardoso per alcune finiture.

Gli arredi hanno ciascuno una storia e artigianalità uniche. Le loose furniture create da Achille Salvagni diventano un elemento artistico: ogni oggetto è disegnato per conferire energia allo spazio che è scolpito e non riempito. Ovunque forme arrotondate, smussate e sinuose, pensate come una conseguenza della fluidità e sinuosità del segno che caratterizza gli spazi di bordo. Poche le decorazioni a favore di una pulizia formale, affinché il minimalismo corrisponda a raffinatezza.