Un nuovo sistema dalle molteplici funzioni per configurare con personalità le mura domestiche

Le pareti di casa come un’architettura. Wallover di Caccaro è il nuovo sistema di contenitori verticali e orizzontali da comporre liberamente nello spazio, con ritmo e proporzione tali da dare un “taglio architetturale” alla casa, dal living alla zona notte.

Approfondendo la ricerca che aveva portato a Sistema Freedhome, il brand mette nuovamente al centro dello spazio domestico una soluzione che esalta la personalità delle pareti. Le configurazioni possibili sono molteplici: da pilastri bifacciali a tutt’altezza collocati anche in centro stanza a pareti attrezzate con Tv per il living, da soluzioni che reinterpretano il concetto di madia tradizionale a librerie, da contenitori per la zona notte a composizioni per l’ingresso. L' ampia gamma delle attrezzature interne di Wallover, inclusa l’illuminazione, trasformano ogni singola composizione sulla base delle funzioni che deve svolgere e degli ambienti che deve arredare.

Il nuovo sistema è progettato e ingegnerizzato seguendo il Dna di Caccaro: innovazione tecnica, rigore e pulizia estetica, ferramenta personalizzata, attenzione allo spessore dei pannelli, lavorazioni curate nei minimi dettagli e controllate da sistemi industriali automatici.

Attenzione importante anche alle finiture: accanto ai lamè e ai laccati, ai vetri e alle essenze della palette Freedhome, entrano novità di rilievo che mettono al centro il valore della materia. La famiglia di finiture Kera riprende, a livello visivo e tattile, la naturalezza della pietra, mentre le nuove Oxid giocano sui riflessi metallici.

Spiega Monica Graffeo, art director Caccaro che firma il concept di Wallover: “Il progetto nasce dall'osservazione di alcune sculture contemporanee, che lavorano sul concetto di ritmo e di proporzione, in relazione con lo spazio in cui sono esposte. Da qui abbiamo pensato ad un sistema di contenitori molto puliti, che si possono dimensionare a piacere e abbinare ad una serie di elementi a giorno. Quest'ultimi giocano su divisori disposti secondo ritmi diversi, che suonano bene se relazionati insieme. Lo scopo è quello di creare composizioni che facciano vivere la parete come fosse un quadro, grazie alla tensione delle proporzioni, al ritmo, alla sensorialità dei materiali e alla luce che può essere applicata ai volumi”.