Progettata dallo Studio monovolume, Casa P2 ad Appiano (Bz) è stata realizzata nel rispetto del genius loci e in dialogo con il paesaggio. E' classificata Casa Clima A Nature per l'attenzione al risparmio energetico, all'impatto su ambiente, salute e benessere di chi la abita, all'ecocompatibilità di materiali e sistemi costruttivi

Appiano, Caldaro, Termeno, Ora, Cortaccia: la Strada del Vino dell'Alto Adige è una delle più antiche d'Italia. Prende l'abbrivio a Nalles, prosegue per Bolzano fino a raggiungere Salorno, sul confine con il Trentino. Furono i Greci, nel 500 a.C., a portare alle queste latitudini le conoscenze relative al vino, succesivamente i Romani contribuirono alla diffusione della vite. 249 ettari di terreno dedicati alla coltivazione dell'uva, 16 comuni e circa 80 cantine che producono Lagrein, Gewürztraminer, Vernatsch, Pinot, Sauvignon, MüllerThurgau.

Casa P2 ad Appiano (Bz) Progetto Studio monovolume

Appena fuori Bolzano, ad Appiano, tra i filari lineari dei vigneti ai piedi della Mendola, Casa P2 accoglie sulle facciate vetrate i raggi benefici del sole. Un nucleo abitativo residenziale bifamiliare, in cui tre generazioni convivono sotto lo stesso tetto. Se si facesse ronzare un drone sopra l'area sarebbe possibile notare una grande lettera “T” che caratterizza il paesaggio: due volumi paralleli su cui poggia un volume trasversale.

Progettata dallo Studio monovolume di Bolzano, fondato nel 2003 da Jury Pobitzer e Patrik Pedó che si erano conosciuti durante gli studi sui banchi dell’università di Innsbruck, è ispirata nel concept dalla natura che la avvolge: per il basamento della villa e il muro di recinzione è stato utilizzato porfido di Monticolo, una pietra locale usata in architettura da oltre 2.500 anni; il volume superiore si apre sul paesaggio con una facciata metallica in bronzo che, all’altezza delle terrazze, si trasforma in uno schermo mobile il cui disegno ricorda i filari dei vigneti vicini.

La nuova unità abitativa sorge sul terreno di una preesistenza che è stata completamente demolita e ricostruita. “Dopo la prima fase di demolizione fino al piano terra, abbiamo voluto rispettare la premessa del proprietario, ossia la volontà di rimanere vincolati alle condizioni statiche preesistenti”, spiega l'architetto Patrik Pedó. “Nella nuova abitazione, il gioco dello specchio si lega alla duplicazione degli elementi a partire delle due unità residenziali, con due ingressi autonomi nascosti, due spazi esterni nascosti, due giardini con i corrispettivi spazi per gli animali, da un parte i gatti e nell’altra le tartarughe, e la trama della facciata a scorrimento che si alterna tra un modulo e l'altro”.

Al centro un elemento naturale, il cipresso, attraversa il piano terra e sale fino alla loggia proiettandosi verso il cielo. La porzione sotto il piano stradale ospita la cantina e gli attrezzi agricoli. I piani superiori, sono legati al tempo dell’abitare: al piano terra la zona giorno con cucina e living, al livello superiore la zona notte.

“La nostra sfida è stata quella di riproporre il paesaggio circostante anche in facciata. Al primo piano, la facciata in metallo bronzeo, gioca su un’alternanza tra pieni e vuoti, luci e ombre, materia e luce, tutto filtrato da una trama intrecciata che rimanda ai vigneti che cingono l’area”, prosegue Patrik. La terrazza a scorrimento del piano superiore, lascia la possibilità di mantenere la privacy, e una volta aperta di intravedere le montagne all'orizzonte. “Al colore abbiamo voluto assegnare il ruolo di protagonista, giocando sul contesto dei colori di terra, con il porfido in facciata e nel muretto di recinzione, e il bianco dell’intonaco nella parte superiore che si eleva verso il blu del cielo.”

Se la sfida era progettare e realizzare un edificio che rispettasse il genius loci in dialogo con il paesaggio, è stata vinta. Con una attenzione particolare, come consueto in Alto Adige, al risparmio energetico, all'impatto sull’ambiente, sulla salute e sul benessere delle persone che vivono l'abitazione. Casa P2 è classificata Casa Clima A Nature che introduce una valutazione oggettiva dell’ecocompatibilità dei materiali e dei sistemi utilizzati nella costruzione e dell’impatto idrico dell’edificio. A garanzia del comfort e della salubrità degli ambienti sono richiesti precisi requisiti per la qualità dell’aria interna, per l’illuminazione naturale, per il comfort acustico e per la protezione dal gas radon.

Photo e video credits: Giovanni De Sandre

Un particolare ringraziamento a Klimahouse, la Fiera Internazionale per l'efficienza energetica e la sostenibilità in edilizia che si tiene ogni anno a fine gennaio presso Fiera Bolzano (quest'anno, causa pandemia, dal 18 al 21 maggio), che ha organizzato la visita a Casa P2 nell'ambito di un tour lo scorso novembre.