Varcando la soglia della nuova ala della Sydney Modern – un’architettura, una poesia, firmata SANAA – si prova una sensazione di infinito

Entrando nella nuova ala dell’Art Gallery Sydney Modern progettata da SANAA - uno spazio dove forme, materiali, luce, spazio, cielo, mare e terra si uniscono con delicata armonia - viene alla mente una frase di Flaubert: "Solo tre cose sono infinite. Il cielo nelle sue stelle, il mare nelle sue gocce e il cuore nelle sue lacrime".

Se avesse visto questo edificio, forse a questa lista avrebbe aggiunto anche lui l’architettura: la Sydney Modern di SANAA, infatti, fa sentire chi la percorre come in una bolla leggera, infinita, che galleggia delicatamente tra cielo, terra e mare.

Un edificio in armonia con l’ambiente

"Fin dalla prima idea, schizzata per il concorso, dieci anni fa, il desiderio era di progettare un edificio museale d'arte che fosse armonioso con l'ambiente circostante" - spiega Ryue Nishizawa.

"Uno spazio capace di respirare con la città, con il parco e con la baia di Sydney" - specifica Kazuyo Sejima – "nella speranza di concepire un luogo unico, speciale, dove il visitatore si potesse sentire immerso nell'arte e nella natura. Da ogni angolo nel museo".

Come leggere l’architettura della Sydney Modern

Ed ecco la nuova Sydney Modern: un rincorrersi armonioso di angoli e di curve, di pieni e di vuoti. Un lungo muro curvo di terra battuta, tattile, perfettamente imperfetto, realizzato con detriti e resti recuperati in tutta la regione, corre sinuoso lungo il soffice pendio di terra che parte dal parco del Domain per arrivare all’acqua del porto a Wooloomooloo.

Tre padiglioni d'arte dalle forme regolari, dei prismi geometrici rivestiti con sottili mattoncini lucidi di pietra calcarea contrastano e invadono gli spazi vuoti dell’atrium vetrato che completa la galleria.

A sostenere la copertura, usata anche come art terrace, in questo momento ravvivato da un’allegra scultura maxi firmata Yayoi Kusama, delle slanciate colonne completamente bianche, che attraversano la struttura oltrepassando tutti e tre i livelli.

Il bunker segreto chiamato Tank

Ma la sorpresa più grande è il Tank. L’ultimo spazio che conclude il progetto della Sydney Modern.

L’ultimo spazio ubicato nel livello più basso e segreto della galleria. L’ultimo spazio che abbaglia per la sua totale assenza di luce.

"Quando abbiamo scoperto l’esistenza di questo serbatoio dell'olio, nascosto sottoterra dalla Seconda Guerra Mondiale" - raccontano i SANAA - "abbiamo immediatamente colto l’opportunità di restituirgli la vita. Il silenzio, l’odore, la mancanza assoluta di luce naturale, le file rigorose di colonne e l’acustica spettacolare ci hanno fatto pensare al sito come il luogo perfetto per ospitare installazioni d’arte audio-visive".

Un percorso sensoriale che va dalla luce alle tenebre

La forza e drammaticità del bunker è ancora intensa, viva, entra lentamente sotto la pelle quando si percorre la lunga scala a chiocciola di cemento bianco che collega i tre livelli superiori, aperti e luminosi, con quest’area nascosta, viscerale, chiusa e buia. Entrare nello spazio artistico sotterraneo è un’esperienza. Un percorso sensoriale che porta dal chiarore alle tenebre. Con lo spettacolare volume della scala che funge da lanterna, che guida silenziosa e sicura, non solo attraverso l’architettura ma anche attraverso le emozioni.

A completare l’esperienza la natura. Non solo quella mozzafiato creata dalla sconfinata distesa di blu, che vede l’acqua del porto di Sydney congiungersi con il cielo infinito sopra lo skyline della città. Ma anche quella creata dai più di 3000 metri quadrati di landscape disegnati insieme all’edificio. Natives, piante autoctone, che regalano suoni e profumi. Un nuovo hub per la città di Sydney.

Una nuova meta per arte e cultura. Una splendida cornice che unisce arte, natura e architettura. Un Art Campus dove l’architettura rappresenta l’ossatura dello spazio, il territorio ne simboleggia il cuore e l’arte l’anima.

Cover photo: Aerial view of the Art Gallery of New South Wales’ new SANAA-designed building, 2022. Ph. Courtesy: Iwan Baan