La dinamicità di Dubai e l’allure dell’alta ospitalità convergono al One&Only One Za’abeel che si propone come modello di una destinazione innovativa in città

Portare l’asticella 'Sempre più in alto', come recitava un mitico spot italiano, è la regola a Dubai, che ha trovato la propria identità tra il deserto, il mare e il petrolio, assimilando cultura del progetto e cultura del marketing del prodotto immobiliare.

Se qui tutto è in divenire e votato a esclamazioni di stupore, che cos’hanno di speciale le One Za'abeel, due nuove torri grattacielo collegate da un ‘boulevard’ sospeso a sbalzo a 100 metri d’altezza, che spiccano nello skyline della città degli UAE, nelle immediate vicinanze del Centro finanziario internazionale e dell’aeroporto, con il valore figurato e simbolico di una porta d’ingresso al territorio urbano?

Certo, un’architettura spettacolare, astratta e disrupting, fatta di magnetiche e scintillanti linee verticali e orizzontali che si ancorano strutturalmente a una visione audace del costruito, già proprio di LEED Gold Certification, rende onore al lavoro dello studio di progettazione e ingegneria giapponese Nikken Sekkei, fondato nel 1900 a Tokyo e classificato come uno dei più grandi al mondo.

Ma non c’è solo la sensibilità giapponese di matrice minimale nel segno e l’alto know how realizzativo che rende unica quest’opera voluta da One Za’abeel Holdings LLC e messa a terra da Kerzner International, gruppo leader nel segmento dell’ospitalità di alta gamma.

La rendono peculiare i contenuti declinati secondo una regia calibrata al millimetro già nei pattern e nelle texture differenti in vetro strutturale e acciaio delle facciate dei due grattacieli.

La torre alta 235 metri è stata infatti pensata dal proprietario e dallo sviluppatore per ospitare soltanto residenze private (264 unità), mentre la più alta, 305 metri e 53 piani fuori terra introdotti da un podio di accesso connotato da una sinuosa copertura a pannelli metallici intrecciati, per accogliere ben due hotel, il SIRO e l’One&Only, indipendenti tra loro ma collegati da un sofisticato sistema interno di ascensori.

Il SIRO è stato concepito per chi non separa il viaggio business o leisure dal fitness e dalla possibilità di disporre di attrezzature per l’esercizio fisico nelle 132 camere, prossime a sale macchine, stanze per trattamenti di red light therapy o quant’altro. Per la percentuale di ospiti attenti al wellness sempre più in crescita secondo i trend.

One&Only è stato invece realizzato con l’idea di proporre un resort urbano verticale, firmato negli spazi interni dal belga Jean-Michel Gathy, ispirandosi a una palette di colori neutri e rilassanti che richiamano la texture della sabbia bianca del quartiere di Za'abeel nei tessuti, nelle luci e nelle opere che decorano gli ambienti.

“Immaginando di creare un resort urbano in una torre e non sulla spiaggia che tutti comunque ricercano a Dubai, abbiamo diversificato e approfondito ulteriormente la personalità individuale delle nostre proprietà già riconosciuta dai viaggiatori internazionali più esigenti”, ha raccontato l’ad Philippe Zuber.

“Quindi, più racconti nel racconto si intersecano e diventano complementari nello stesso luogo. Sono stati previsti ambienti privati ancora più generosi nelle dimensioni e sartoriali nella configurazione di spazi all’insegna della flessibilità e dell’unicum. Insieme a un’estrema varietà di proposte di amenities, intrattenimento e ristorazione che superano le aspettative convenzionali di ospitalità urbana ultra-lusso, veicolando l’energia che è propria del dna di questa città cosmopolita”.

Nella polifonia accolta, la scelta è molto ampia. Le unità private spaziano da un grappolo di 94 private homes e 229 tra room e suite (in cima alla lista, la Royal Suite), alle soluzioni su due piani, dall’attico di 755 mq che è una rivisitazione delle ville sulla spiaggia firmate One&Only, fino alla vera e propria Villa con piscina a sfioro all'aperto privata.

E se tutte offrono viste spettacolari sullo skyline urbano e una serie di servizi studiati ad hoc per l’ospite, tra gli spazi pubblici spicca The Garden, al quarto piano, il lussureggiante giardino di ispirazione balinese che mette insieme una piscina in stile laguna e il concept di ristorazione StreetXO di Dabiz Muñoz – eletto Miglior Chef al mondo ai best Chef Awards 2023. Su più livelli c’è poi un hub che propone viaggi di benessere ultra-personalizzati del marchio svizzero Clinique La Prairie.

Ma la grande novità del resort è il futuristico boulevard, collocato al centro in orizzontale e sospeso a 100 metri da terra, il volume che racchiude il senso e il portato più ampio del One &Only. Lungo 230 metri e collegato alla torre sul piano della fruizione, The Link riunisce infatti una pletora di ristoranti capitanati da chef stellati Michelin di tutto il mondo, con interni firmati da altrettanti designer di notorietà internazionale, quali David Rockwell, e, sulla sua copertura regala lo spettacolo di una piscina a sfioro con vista sullo skyline cittadino incredibilmente ininterrotta. What else?.