Un progetto partecipato, guidato da MC A – Mario Cucinella Architects - dà vita al nuovo polo scolastico di Pacentro, presso L’Aquila

A seguito dei catastrofici terremoti che hanno toccato il culmine nell’aprile 2009, lo studio di architettura MC A - Mario Cucinella Architects guidato da Mario Cucinella ha condotto insieme con LAP Architettura e con la collaborazione delle associazioni Viviamolaq, ActionAid e Indire, il progetto partecipato riattiva la vita didattica del comune di Pacentro in provincia dell’Aquila, in Abruzzo. Un polo scolastico, ma con qualcosa in più.

L’obiettivo era uno: la riparazione, ricostruzione e messa in sicurezza del patrimonio scolastico danneggiato dagli eventi sismici. Le opportunità erano tante, una fra tutte: creare uno spazio didattico che fosse molto più di una semplice struttura volta all’apprendimento.

Un progetto partecipato

La scuola di Pacentro è frutto di un lungo percorso di progettazione partecipata avviata nel 2015, sulla base dei fondi stanziati post sisma del piano denominato 'Scuole d'Abruzzo - Il Futuro in Sicurezza'. Gli studi, il disegno, l’individuazione di un punto di arrivo: a tutte le fasi di progettazione hanno contribuito in prima persona e in modo attivo 60 studenti della scuola, 20 docenti e personale scolastico e oltre 140 cittadini.

L’intenzione – che poi si è tradotta in una concreta e orgogliosa evidenza – era dare vita a un progetto orizzontale, frutto di una risposta alle esigenze di chi vive quotidianamente gli spazi in questione.

Fin da subito, la scuola è stata intesa come il luogo in cui gli adulti di domani sviluppano il loro modo di essere, di apprendere, di vivere, di socializzare, di conoscere: non solo, quindi, una struttura che ospita lezioni frontali, ma un vero e proprio ambiente di scambio.

Il progetto

Un obiettivo ambizioso, soprattutto perché molte volte se ne è discusso ma sono poche le occasioni in cui si è sperimentato prima d’ora: porre al centro lo studente, come essere umano in piena fase di assorbimento, con tutte le sue esigenze – affettive, educative e sociali.

Per fare questo, il team ha scelto di ragionare partendo da una figura, la più primitiva di tutte: il cerchio. Qualcosa all’interno del quale ci si sente protetti, accolti, coinvolti. Una linea che pone tutti sullo stesso livello: l’uguaglianza sociale è uno dei valori ritenuti imprescindibili in questo progetto. Come una piazza, la scuola di Pacentro dev’essere un luogo di incontro, di scambio e di raduno. Di contaminazione di idee. Un ecosistema senza limiti convenzionali: l’ampio spazio circolare è centrale ed è adibito ai momenti di condivisione. Al circondarlo, 8 aule come una serie di ‘bolle’: 5 dedicate alla scuola primaria, 3 alla secondaria di primo grado.

Tra colori, luce e aria, forme e linee curve (nulla che rimandi al ‘duro’ volto dell’apprendimento), la proposta di progetto prevede il concepimento di un organismo architettonico con base circolare, parzialmente nascosto dal terreno e che accoglie al proprio interno alberi e giardini.

La natura

Pacentro è dal 2001 stabilmente presente nel Club dei Borghi più belli d’Italia, immerso nel verde abruzzese e caratterizzato da una struttura paesaggistica che ne preserva al meglio l’autentica ruralità. È raro e già di suo si presta a qualcosa di prezioso. La scuola è stata progettata in un punto inusuale: nella zona collinare del Parco Nazionale della Majella, circondata dall’immenso paesaggio appenninico, che con le sue alture alternate permette di scoprire poco alla volta la struttura circolare.

Le grandi vetrate scelte per delimitare gli spazi interni da quelli esterni sono state individuate per fare da filtro solo funzionale: la necessità e la volontà, qui, è di far coesistere la vita all’aperto e quella nelle aule. Gli insegnanti possono servirsi della fluidità degli spazi per integrare lezioni e laboratori con ciò che la natura concede. Gli studenti partecipano alla vita scolastica suggestionati dai colori e dalle emozioni della montagna. La routine cognitiva e sociale, qui, è influenzata dallo scorrere del tempo e delle stagioni.

Manca poco

Lo stato dei lavori – avviati a dicembre 2020 – è a buon punto: la struttura esterna è completata e, internamente, si sta provvedendo alla definizione del pacchetto di copertura con l’introduzione dei tanti lucernari che formeranno il 'cielo stellato' voluto dai bambini di Pacentro. Il prossimo step – in essere a partire dal corrente dicembre – prevede l’attuazione della parte impiantistica, della realizzazione dei divisori fissi e mobili e della pavimentazione in resina colorata.

Entro aprile 2022 è prevista la chiusura dei lavori, ma manca qualcosa: gli arredi e tutti i componenti interni sono ancora in via di definizione. Per questa parte, c’è in progetto il recupero di fondi ma sono ben accette – anzi, sarebbe meraviglioso leggerne – proposte di partecipazione spontanea da parte di aziende di settore.