Nel centro di Varsavia, il percorso di arrivo dalla metropolitana cittadina e le hall della torre per uffici e degli spazi commerciali che compongono il Warsaw HUB si offrono come spazi esperienziali scanditi da un flusso di soluzioni progettuali ispirati a elementi organici e all geometria frattale di Benoît Mandelbrot

Per Mac Stopa, esuberante architetto e designer polacco, l’architettura degli interni deve sempre produrre un forte senso emozionale. Scevro da pregiudizi e aperto alla sperimentazione materica e compositiva, Stopa unisce nel suo metodo di lavoro la passione per le forme organiche alla modularità della ripetizione in addizione dimensionale, così come definita dalla teoria dei frattali elaborata dal famoso matematico, suo connazionale, Benoît Mandelbrot.

Un frattale è un oggetto geometrico dotato di omotetia interna: un oggetto che si ripete nella sua forma in diverse scale, e dunque ingrandendo una qualunque sua parte si ottiene una figura simile all’originale. Si dice quindi geometria frattale la geometria (non euclidea) che studia queste strutture, ricorrenti per esempio nella progettazione ingegneristica di reti, nel moto browniano che descrive il disordine dei movimenti delle particelle, sino a indagare la disposizione dei pianeti nella galassia.

A tali riferimenti scientifici si riconduce per analogia anche questo recente intervento di Mac Stopa, completato nell’estate dello scorso anno a Varsavia, che propone un percorso di avvicinamento dalla metropolitana sino alle hall di accoglienza del complesso The Warsaw HUB, ottenendo quello che lui stesso definisce come un “flusso organico di soluzioni progettuali e un effetto visivo di fluidità liquida con una miriade di soluzioni artistiche”. Oscillando così tra la dimensione di installazione artistica permanente e quella di architettura degli interni, Stopa costruisce un percorso. Questo ci accompagna dalla metropolitana lungo un tunnel rivestito da una sinfonia di specchi esagonali di acciaio inox lucidato, che coprono l’intera parete cieca unendosi al disegno del soffitto caratterizzato da elementi bianchi tridimensionali a Y in GRC (gesso rinforzato con vetro).

Questi ultimi, emergendo dallo sfondo nero, compongono una trama modulare ripetuta che ritroveremo poi lungo il corridoio di accesso alle hall e, in serie moltiplicata, nella hall della torre terziaria. Figure organiche e curve avvolgenti declinate in sfumature di azzurro definiscono la sala d’ingresso della zona retail come uno ‘spazio liquido’, ispirato alla ‘forma dell’acqua’. Il soffitto a fasce curvilinee viene richiamato dai divani a isola che si sviluppano intorno a colonne a specchio. La texture dei rivestimenti delle sedute imbottite è ottenuta grazie alle possibilità offerte dalla grafica 3D, che rende anche i divani protagonisti della definizione progettuale complessiva, quali ‘isole organiche’ che accolgono al loro interno alberi e vegetazione emergendo da un pavimento chiaro di appoggio, una trama sottile in rapporto al disegno del soffitto.

Sono sempre i divani, pensati come elementi organici ma in questo caso di diversi colori, compatti e a soluzione sovrapposta, a offrire le sedute collettive della hall della torre per uffici, dove l’elemento a Y a soffitto, che ci accompagna nel percorso di accesso dalla metropolitana, si moltiplica per addizione generando una nuova trama sospesa di riferimento. La maggior parte delle superfici di pareti e soffitti delle zone d’intervento sono interessate dall’applicazione di elementi su disegno in GRC che, grazie al contenuto di quarzite naturale e gesso e alle possibilità di riciclo proprie dell’economia circolare, fanno di questo versatile materiale uno degli ingredienti principali della progettazione sostenibile. Stopa sottolinea inoltre “un importante aspetto sociale del progetto: lo sforzo di creare un design d’interni sotto forma di arte funzionale, offerto alla fruizione quotidiana di chi lavora negli uffici del Warsaw HUB e di tutti i visitatori”.

Progetto di Mac Stopa/Massive Design - Project team Mac Stopa, Mateusz Olszowy, Bartek Ondruch - Developer Ghelamco  Foto courtesy Massive Design