La poetica dello studio olandese a cui verrà dedicato un museo techno-poetico che apre nel 2025

Dalla piccola alla grande scala, fino al cielo costellato di migliaia di droni, con cui si reimmaginano architetture storiche e monumenti, Drift è lo studio internazionale con base ad Amsterdam che ha contribuito a fissare lo standard più alto della progettualità multidisciplinare contemporanea, sostanziandola di tecnologia e di un caratteristico approccio scientifico.

Celebri nel mondo per le danze di droni con cui hanno conquistato il festival Burning Man, e per avere ‘completato’ attraverso un esercito di luci sospese la Sagrada Familia e ricostruito il Colosseo, Lonneke Gordijn e Ralph Nauta, fondatori di Drift nel 2007, sono anche gli autori di Materialism, un progetto di ricerca che ‘smonta’ la complessità materiale e visiva degli oggetti per restituirli in blocchi giustapposti di materia e colore.

Un’operazione che ricorda l’approccio all’arte astratta di Malevich o Mondrian e che rivela la natura essenziale del mondo visibile costruito dall’uomo sovrapponendo livelli di materia e artificio.

“Sin dal Rinascimento, gli scienziati hanno sondato il mondo sistematicamente, utilizzando la ragione e l’osservazione per svelare il mistero della natura, per comprenderne la materialità e mettere in discussione il rapporto dell’umanità con tutto questo”, spiegano Gordijn e Nauta.

“Quel processo, iniziato secoli fa, ha prodotto un’immensa conoscenza, ma anche la consapevolezza che quel patrimonio di studi non è che una goccia nell’oceano di ciò che è conoscibile. Parallelamente, l’uomo ha introdotto nel mondo milioni di nuove specie artificiali attraverso l’industrializzazione e il commercio, oggetti pensati per i nostri bisogni e per il nostro piacere, che contengono una miriade di materiali legati, fusi o montati insieme.

Da un lato, crediamo di padroneggiare questa complessità attraverso l’uso delle cose, dall’altro non ne conosciamo la natura intima, anzi spesso percepiamo una disconnessioneprofonda da questa materialità, proprio perché non ne riusciamo a cogliere la natura né conosciamo i meccanismi di funzionamento degli oggetti artificiali”.

Materialism, che ha coinvolto di recente in questo processo di de-progettazione un’opera carica di suggestioni come la poltrona All Animals di Studio Campana, è mosso anche da una sensibilità consapevole orientata in chiave ecologica: è, infatti, anche un modo per indagare quanto della materia di cui è fatto un oggetto sia sistematicamente estratto dalla terra.

“Abbiamo una passione per l’esplorazione dei nuovi materiali che modellano il mondo, poiché questi hanno un impatto significativo e profondo sulla società. Quando si smontano gli oggetti, è possibile ridurli ai loro materiali principali. Ciò consente di tracciare il percorso che porta dalla natura all’industria, di cogliere il loro valore effettivo e l’impatto sulla società della produzione umana.

Per esempio, se smonti un orologio prezioso, trovi l’acciaio e l’oro, materiali estratti direttamente dalle viscere del pianeta, mentre se ne smonti un esemplare più economico, anche se inizialmente puoi pensare che non abbia alcun valore, scoprirai che la plastica utilizzata è stata creata appositamente per quel modello. Ciò vuol dire che quel materiale artificiale, se è stato fabbricato, può avere paradossalmente più peso e significato di un materiale prezioso. Ecco, questa prospettiva può darti una visione completamente diversa della vita”.