Innovazione, condivisione e knowledge transfer. Un viaggio nel Light Forum di Zumtobel a Dornbirn, in Austria, dove l'architettura (Herbert Resch e Snøhetta) è a supporto della ricerca sulla luce

Inaugurato lo scorso novembre negli spazi dell’originario stabilimento Zumtobel di Dornbirn, il Light Forum festeggia i settanta anni di attività di un’azienda leader nel campo dell’illuminotecnica guidata oggi da Alfred Felder, CEO Zumtobel Group. Una storia iniziata da Walter Zumtobel che nel 1950 fondò la Elektrogeräte und Kunstharzpresswerk W. Zumtobel KG, che proprio in questo stabilimento prefabbricato produceva reattori per tubi fluorescenti, una tecnologia innovativa in quegli anni. E dell’innovazione Zumtobel ha fatto nel tempo un programma: oggi infatti, in questo spazio-laboratorio per l’incontro e il confronto, è in qualche modo resa esplicita, per restituire ai visitatori un’esperienza di luce esclusiva da vivere nelle diverse complessità, scandite dalle soluzioni illuminotecniche sempre in divenire.

La semplicità e la ‘sincerità’ strutturale della costruzione industriale – convertita con leggerezza dallo studio Snøhetta in collaborazione con Herbert Resch (Head of Corporate Architecture & Corporate Design Zumtobel Group) – accolgono, nella logica di riuso e conservazione del patrimonio edilizio esistente, una serie di spazi versatili allestiti sotto la copertura a shed per documentare e mostrare. Qui, in quello che è stato concepito e definito come un “Co-Creation Space”, azienda e progettisti esterni attivano infatti un confronto virtuoso teso a verificare direttamente in sito le caratteristiche e le diverse potenzialità degli apparecchi e delle fonti luminose proposte dall’azienda. Più che uno showroom di tipo tradizionale, il Light Forum, anche per l’estensione della sua superficie che copre tutti i 4.000 metri quadrati dello stabilimento originario, si propone come un inedito spazio espositivo e di lavoro: un ambiente in cui all’esposizione dinamica dei prodotti si affiancano mostre temporanee, presentazioni e dibattiti, trasformando in modo ibrido e sperimentale uno spazio commerciale in un centro aperto anche alla cultura e all’arte.

Il progetto dello studio Snøhetta ha saputo conservare le tracce della memoria industriale, assumendo la struttura dello stabilimento come cornice neutra di cemento a vista dove distribuire stanze leggere."

Il progetto dello studio Snøhetta ha saputo conservare le tracce della memoria industriale, assumendo la struttura dello stabilimento come cornice neutra di cemento a vista dove distribuire stanze leggere (i piccoli locali definiti da un telaio metallico perimetrale in cui sono attivate diverse fonti e qualità di luce), cui si relazionano ambienti più ampi e compiuti con diverse finiture materiche, sempre concepiti come grandi ‘scatole abitabili’ che non cancellano l’unitarietà e l’altezza dello spazio produttivo in cui tutto è cominciato. Il percorso interno, costruito dai diversi volumi posizionati sulla pavimentazione di cemento lisciato, offre alcuni luoghi ‘aperti’ dove incontrarsi, tra cui una vasta sala a tutt’altezza con sedute e tavolini centrali (della linea Maxima di William Sawaya) e un grande anfiteatro a gradoni di legno chiaro, con luce continua a filo gradone, che Snøhetta ha voluto inserire come cuore del progetto e simbolo della filosofia “Co-Creation” che sta alla base del Light Forum Zumtobel.

Il percorso architettonico interno è sottolineato da una serie di divani componibili che William Sawaya ha pensato come forti segni plastici e scultorei e che qui, nella loro studiata successione, disegnano una sorta di sentiero di riferimento. Kjetil Trædal Thorsen, founding partner of Snøhetta e Patrick Lüth Managing Director of the Innsbruck Studios affermano a proposito di questo progetto di recupero e riconversione funzionale di uno spazio industriale del dopoguerra: “L’uso degli edifici cambia in parallelo alle nuove modalità lavorative. Nell’ampio padiglione industriale riadattato, si possono allestire laboratori creativi con i clienti e organizzare eventi accessibili al pubblico. I visitatori possono ancora percepire la storia e l’atmosfera dello spazio originale”. Così, insieme all’attenzione rivolta all’interazione tra luce, architettura e persone, anche la memoria del luogo e del vissuto dell’azienda trovano un ruolo chiave nel ridefinire il rapporto tra azienda, città e pubblico globale.

Progetto di Snøhetta - Foto di Faruk Pinjo, Matthias Rhomberg, courtesy Zumtobel

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