Ai piedi del comprensorio sciistico Plan de Corones in Val Pusteria, l'Hotel Hubertus di Valdaora di noa* network of architecture re-immagina il concetto di benessere

A seconda dell'angolatura da cui lo si osserva, il reale cambia e cambia la percezione che ne abbiamo. Guardare le cose da un punto di vista diverso significa aprirsi ad altri mondi, allargare i propri orizzonti, creare nuove connessioni. E' proprio quando crediamo di sapere qualcosa che dobbiamo provare a guardarla da un’altra prospettiva. Il cambio di prospettiva è la prassi nelle aree wellness: sdraiati in sauna o supini su un lettino per il massaggio, seduti in una zona relax oppure a testa in giù durante il nuoto, i punti di vista cambiano di continuo. Modificando la percezione dell'ambiente e, di conseguenza, della nostra corporeità.

L'hotel Hubertus a Valdaora sfida la forza di gravità

Per l’ultima realizzazione in Alto Adige, noa* network of architecture torna a Valdaora all’Hotel Hubertus, tra i primi luoghi ad aver rivelato la progettualità immaginaria dello studio. Dopo l’iconica piscina a sbalzo, i progettisti hanno pensato che una nuova piattaforma sospesa avrebbe sfidato la forza di gravità. In questo nuovo incarico, noa* ha fatto rivivere lo slancio da cui è nato il progetto Hubertus, realizzando una piattaforma che segna un nuovo avamposto fluttuante tra cielo e terra. Un progetto dove la forza di gravità sembra scomparire per lascire il posto a scenari nuovi e sorprendenti.

Un compito non facile

Il nuovo incarico, la progettazione di un ampliamento dedicato al benessere, si è rivelato da subito un compito non facile: il rapportarsi a un edificio che aveva già trovato nella piscina il proprio simbolo. Eppure è stata proprio quest’ultima a fornire l’ispirazione.

L'idea compositiva

Nella fase di ricerca iniziale, il team di progettisti ha studiato la nuova situazione. Dall’osservazione del paesaggio riflesso nelle acque della piscina ha preso vita l’idea compositiva: materializzare ciò che si vede specchiato sulla superficie dell’acqua, come se l’immagine fosse una rappresentazione flebile pronta a diventare realtà. È un concept che gioca con la linea dell’orizzonte, con i concetti di dritto e capovolto, con i punti di vista.

Ribaltare gli orizzonti

“L’essenza di questo progetto è il ribaltamento degli orizzonti, con il conseguente effetto di stupore per l’osservatore”, racconta Lukas Rungger, architetto a capo del progetto e noa* founder. “Se però ci si pensa bene, il cambio di prospettive è un esercizio molto comune nelle aree benessere, dove, a seconda che sia stia sdraiati, seduti o in piscina, le viste cambiano continuamente”.

Una piattaforma a sbalzo

La nuova costruzione si colloca sul lato sud-est della facciata, in una posizione speculare rispetto alla piscina e si stacca dal corpo principale della struttura: si tratta di una piattaforma a sbalzo, sospesa a 15 metri di altezza rispetto al livello del terreno, sorretta da due pilastri rivestiti in tronchi di larice. È raggiungibile attraverso una passerella sospesa che funge da collegamento con la retrostante area relax di nuova costruzione, un parallelepipedo vetrato che può ospitare fino a 27 persone. Sulla piattaforma, singole microstrutture dal tetto a capanna ospitano il programma wellness funzionale su due livelli. Elemento di sorpresa è il livello inferiore della piattaforma, dove l’orizzonte subisce una rotazione di 180° e le capanne sembrano ancorate a testa in giù.

La vista spazia sul paesaggio

I due livelli sono caratterizzati per un diverso trattamento delle schermature, con spazi esposti sopra e protetti sotto. Al piano superiore, due vasche idromassaggio, due docce panoramiche e uno spogliatoio. Al piano inferiore, un’area textile free: la parte centrale, al chiuso, ospita il foyer. Da qui si accede alla soft sauna, alla sauna finlandese, a una cabina doccia, alla doccia di nebbia gelata e a una terza piscina all’aperto, da dove lo sguardo può spaziare su tutto il paesaggio circostante.

Sensazione di straniamento

“Il livello inferiore della piattaforma provoca nell’osservatore una sensazione di straniamento. Mentre si scende, la temperatura sale e l’ambiente diventa più protetto. Sembra una discesa nel centro della terra, con il conseguente ribaltamento dei poli”, spiega l’architetto Gottfried Gruber, che ha supervisionato il progetto.

I tetti a doppia falda

La decisione di lavorare con i tetti a doppia falda rovesciati è motivata da ragioni formali e funzionali: sia dal desiderio di riproporre l’architettura di un villaggio montano, sia dall’esigenza pratica di posizionare nel tetto capovolto l’impianto di depurazione dell’acqua nel caso della piscina, e le gradinate dove sedersi nel caso della sauna. Inoltre, lo sfalsamento delle capanne e l’orientamento alternato dei colmi permettono una vista a 360° sul paesaggio, protagonista del progetto.

Colori e materiali

La scelta di colori e materiali è in sintonia con il paesaggio: pannelli in alluminio dalle tonalità brune naturali rivestono le singole cabine, così come lo spessore del solaio, formato da una struttura di travi portanti in acciaio. Anche le lamelle che schermano le vetrate sono dello stesso materiale e tinta. I pavimenti sono in ceramica beige chiaro, mentre nella sala relax il pavimento è in legno di rovere oliato bianco.

Foto Alex Filz