Organico e contemplativo, il DongFengYun Hotel Mi’Le – MGallery è un hotel nel sud-ovest della Cina, ospitato in un complesso architettonico nato da un progetto di land art in mattoni rossi

Situato a Dongfengyun, nella città di Mile, nella provincia dello Yunnan, nella Cina sud-orientale, il DongFengYun Hotel MiLe MGallery è un resort evocativo ospitato in un complesso architettonico che nasce da una sorta di progetto di land art realizzato in mattoni rossi dall’artista cinese Luo Xu.

Le forme organiche dellhotel, avvolgenti e rassicuranti e al tempo stesso materiche, grezze e solide, il cui interior e lighting design è stato curato dallo studio CCD / Cheng Chung Design, si fondono con il piccolo villaggio dagli alti edifici distintivi, la sponda sinuosa del lago e i rilievi appena accennati, morbidi e ondulati.

Un piccolo villaggio di edifici in mattoni rossi dalle forme organiche

Il contesto in cui si innesta il resort è particolarissimo: una sorta di città d’arte, un piccolo villaggio costituito da edifici realizzati in mattoni di terra rossa locale dalle forme organiche e austere, morbide ma solide, immaginifiche e al tempo stesso semplici. Le costruzioni sono infatti simili a grandi termitai, con alti pinnacoli ispirati all’architettura vernacolare.

L’innesto di un resort evocativo e contemplativo

Esteso su 39.000 metri quadrati, il resort, di recentissima costruzione, sembra avere impresse le tracce del tempo: una serie di cupole e architetture tondeggianti essenziali, ancestrali, materne paiono impastate dalle mani grosse e ruvide di sapienti artigiani. Nellapprocciarsi al design degli interni, lo studio di architettura di Hong Kong CCD ha tratto ispirazione dal contesto culturale e artistico locale, elaborando un linguaggio progettuale sobrio e lineare, fortemente evocativo e contemplativo, per integrare gli svariati, eterei e ariosi, spazi camere, ristoranti, lobby bar, spazi comuni e sale riunioni, oltre ai maestosi ingressi dall’aura ascetica e alla scenografica piscina outdoor nella rigogliosa e pacificante natura circostante.

La struttura si apre, cattura e gioca con la luce naturale 

Lenorme spazio dingresso a forma di catino, essenziale e spirituale, si distingue per unapertura scavata nella parte superiore che crea echi sonori e riflessi luminosi. La luce naturale si riversa all’interno del maestoso vano, genera ombre, luccichii e bagliori dinamici che si muovono e alternano liberamente nello spazio per ricadere sulla parete curva che appare come fosse la superficie increspata dellacqua. I ritmi variabili di luci e ombre, il loro rincorrersi e le sorprendenti esperienze sensoriali che ne nascono, restituiscono un senso di accoglienza rituale daltri tempi.

Il progetto di lighting design enfatizza la natura e la cultura locale

Se per gli ambienti interni, il team di progettazione ha optato per unilluminazione bassa e naturale, confortevole e calda, per le opere darte, le insegne e i tavoli sono stati creati punti luminosi che sottolineano visivamente gli elementi su cui sono proiettate, senza mai sovrastarli. 

Per lingresso dalla particolare forma a ciotola, innovative installazioni luminose contrastano per enfatizzare con i materiali naturali tipici della cultura artistica e territoriale del luogo: mattoni rossi, terra battuta e vernice a trama di paglia. Le strisce luminose wall washing, per esempio, installate vicino al pavimento creano unatmosfera morbida, aggraziata ed eterea, interagendo in modo armonioso con lo spazio. 

Gli interni semplici, neutri e ariosi dialogano con le architetture vernacolari

Spazi essenziali, dalle finiture naturali e dalle tonalità neutre rivelano gradualmente il fascino autentico e stratificato del tempo. Per la lobby, per esempio, lo studio CCD ha utilizzato un linguaggio stilistico puro, nel pieno rispetto delle strutture architettoniche locali. I materiali locali, semplici e grezzi impiegati, come mattoni rossi cotti, cemento, argilla e cocci, unificano interni ed esterni di un tuttuno armonioso, restituendo una simbiosi simbolica. La parete di fondo rifinita in cemento, le colonne rotonde, le lampade a forma di coccio e i front desk geometrici si rivelano di grande impatto, come fossero sculture, installazioni indipendenti ma che si completano a vicenda. 

Un paesaggio solido e acquatico, accogliente e pacificante

Latrio circolare, imponente e al tempo stesso accogliente, è enfatizzato da uno specchio d’acqua poco profondo al centro, leggermente increspato, quieto ma intrigante. Larchitettura ellittica e le piante che adornano gli spazi con misura e discrezione si riflettono sulla superficie dell’acqua, che sembra espandere lo spazio restituendo sensazioni eteree, rilassanti e rinfrescanti. 

Elementi e materiali che rendono omaggio all’arte locale

I rimandi e i legami alla città di Dongfengyun e il territorio naturale che la circonda sono continui. Le pareti del ristorante, per esempio, sono realizzate in mattoni di argilla rossa locale attingendo alla tradizionale forma del pergolato duva, che non solo combina trame antiche e innovazioni contemporanee, ma crea anche infinite possibilità compositive in modi affascinanti, celati, diversificati. Le caratteristiche ceramiche locali, invece, diventano ornamenti trasmettendo una forte carica di storicità e ritualità allo spazio. Infine, i nomi e il design di tutte le camere rendono omaggio all’arte e all’artigianato locale (pittura, ceramica, tintura..) oltre che a pietre preziose come giada e perle.

Un ritiro spirituale in cui il tempo si è cristallizato

Nello Yunnan, letteralmente A sud dei (monti) Yun, provincia situata nellestremo sud-ovest della Cina, il tempo sembra essersi fermato, cristallizzato tra una natura primordiale e gesti di antica memoria. Ogni dettaglio conserva una traccia dellartigianato locale e racconta sussurra, quasi di nascosto la propria storia. Lestetica progettuale del resort DongFengYun Hotel Mi’Le MGallery, pensato come luogo per ritemprare mente e corpo, incarna pienamente la filosofia del luogo: L'arte dialoga con tutto, l’ispirazione ritrae la vita.