I materiali rappresentano un’intelligenza collettiva del progetto. In questo quarto step, architetti e imprese italiane raccontano i materiali del futuro. Oggi parliamo di legno e terracotta

Enrica Mosciaro / Fusina 6

“La casa, che si affaccia sul mare, è situata su una collina a pochi chilometri da Barcellona. Proprio in virtù dello straordinaria ubicazione, abbiamo giocato su un progetto in cui gli interni si integrano con lo spazio esterno e dove i materiali utilizzati, legno all’interno e pietra all’esterno, sono un chiaro rimando al paesaggio circostante. Il prospetto si caratterizza per una composizione di lastre verticali di marmo di diverse colorazioni alternate con le aperture a tutta altezza. All’interno, invece, la casa è tutta pavimentata in legno di rovere, materiale che in diverse occasioni abbiamo impiegato anche su superfici verticali e sull’intradosso delle coperture inclinate. Nel salone le colonne si convertono in tronchi d’albero, mettendosi in relazione con i pini marittimi del giardino prospiciente attraverso le ampie vetrate a doppia altezza. Volevamo un materiale vivo, con una forte matericità, che fosse capace di adattarsi a ogni ambiente. Un materiale che avesse un sapore antico, che ci aiutasse a creare un atmosfera calda, pur all’interno di uno stile sobrio e moderno. Per questo abbiamo scelto il parquet di Listone Giordano, un prodotto di alta qualità che unisce estetica e praticità, sostenibilità e versatilità”.

Massimo Iosa Ghini

“Il legno è da sempre un materiale duttile, rientra nell’idea di equilibrio del pianeta e relazione armonica con tutto ciò che ci circonda. Per quanto possibile mi piace utilizzare materiali naturali nelle mie progettazioni e il legno, in questo senso, comunica esattamente quest’idea di ecosostenibilità anche rispetto alla carbon footprint, svolgendo la funzione virtuosa di assorbire la CO2. Nel sistema F-L disegnato per Sistem Costruzioni – che è diventato il segno riconoscibile e distintivo delle aree di servizio Chef Express del Gruppo Cremonini, per il quale abbiamo progettato le catene di ristoro autostradali, alcune realizzate e altre in progress – il legno è un microlamellare di abete bianco e rosso. Utilizzato per rivestire le facciate, si presenta come un materiale antico ma nuovissimo. Viene infatti lavorato tramite tecnologie avanzate che restituiscono elementi di architettura lineari e puliti. Inoltre, queste strutture lignee verticali integrano un sistema di verde a bassa manutenzione che ne esalta il carattere realmente sostenibile e contribuisce al miglioramento del microclima circostante. Il sistema è studiato per ottimizzare le condizioni di isolamento termico tramite una schermatura parziale dell’edificio e, allo stesso tempo, ne migliora l’aspetto estetico e architettonico, valorizzando la cortina edilizia in cui si inserisce”.

Peter Pichler

La cosa che più caratterizza il progetto del rifugio Oberholz a Obereggen (BZ), realizzato in collaborazione con Pavol Mikolajcak, è la simbiosi che si è creata tra architettura e paesaggio circostante. Ovviamente, costruendo in alta quota questa è ancora più importante: si tratta infatti di una struttura che è stata realizzata a 2.096 metri di altitudine. Siamo partiti da un tetto a due spioventi, che poi si è rivelato una compiuta reinterpretazione in chiave contemporanea della classica baita alpina. L’idea di base era quella realizzare una sorta di tronco d’albero caduto che riemerge dal terreno con tre nuove ‘ramificazioni’. Al termine di ogni ‘ramificazione’ si trova un finestra panoramica che permette di cogliere la bellezza delle Dolomiti. Proprio per questo la scelta del tipo di legno da utilizzare è stata molto importante: sia per rispondere a necessità strutturali che per l’impatto estetico che si voleva conferire. Infatti la struttura ‘a coste’ che abbiamo creato determina l’estetica dell’edificio e soprattutto costituisce la struttura portante della baita. Una struttura in parte sotterranea composta da portali in legno di abete rosso che, posti in continuità, rimangono riconoscibili ed enfatizzano la complessa geometria curvilinea del disegno. Le zone intermedie, che variano per dimensione e distanza reciproca, sono anch’esse finite da pannelli di legno di abete. L’intera superficie esterna del tetto è infine rivestita da doghe in legno di larice giustapposte. Abbiamo collaborato con LignoAlp, che ha fatto un ottimo lavoro. Insieme siamo riusciti a materializzare questa struttura veramente originale. Fin dall’inizio l’azienda ha capito la nostra filosofia e accettato la sfida di creare un’architettura innovativa e complessa”.

Alessandra Dalloli architetto

Per Garden Senato Milano, nuova location con giardino in via Senato 14 che ospita eventi temporanei, l’approccio progettuale è stato quello di restituire l’effetto accogliente di uno spazio polifunzionale attraverso l’accostamento di materiali che si integrassero armoniosamente con il contesto, creando continuità tra esterni e interni. Ho scelto materiali certificati di alta qualità con precise caratteristiche tecniche ed estetiche per valorizzare un ambiente reso flessibile grazie a un progetto modulare, dove la boiserie in legno si trasforma in postazioni di lavoro e pareti divisorie scorrevoli scompaiono all’interno di grandi armadiature centrali. Quinte a specchio amplificano le vedute esterne e la vista del giardino è inquadrata da grandi cornici lignee. Per gli arredi in legno ho optato per ALPI Xilo 2.0 Planked Sand curato da Piero Lissoni, perché trovo che la tinta desaturata e la texture del materiale siano molto caratterizzanti anche nella sottolineatura dei dettagli. Per i pavimenti e la scala di accesso è stato invece utilizzato il gres Marazzi Powder effetto cemento, che garantisce praticità di utilizzo, resistenza agli urti e igiene. Il comfort dello spazio è dato anche dal controsoffitto acustico Rockfon System Mono Acoustic ,che prevede una lastra monolitica e una finitura della superficie con microbiglie per l’abbattimento del rumore.

Massimo Pierattelli / Pierattelli Architetture

“Nel definire il progetto per la stazione elettrica di Suvereto (LI), siamo partiti dalla volontà di creare un forte legame tra architettura e territorio. Il contesto in cui sorge è infatti un luogo dalla bellezza indiscussa, un’oasi di pace e tranquillità: abbiamo raccolto con entusiasmo la sfida di realizzare un’architettura in grado di essere in perfetta sintonia con l’ambiente. Proprio per questo abbiamo scelto di inserire nel progetto dei chiari rimandi al territorio, a partire dalla selezione dei materiali: la terracotta usata in esterno si fa carico delle sfumature del paesaggio circostante, ne riflette toni, bellezza e calore. L’abbiamo utilizzata per le facciate modulari dell’edificio principale – composte da elementi geometrici in cotto di diverse dimensioni e toni, agganciati a cavi di acciaio – ma anche per la facciata ventilata del magazzino. Per la definizione degli elementi in cotto abbiamo collaborato con Manetti Gusmano & Figli, un’azienda storica del distretto di Impruneta, specializzata in pareti ventilate e rivestimenti architettonici in cotto. Attiva da otto generazioni e con oltre tre secoli di attività, l’azienda ha recentemente acquisito il marchio Sannini e tutto il suo know-how, aprendosi a soluzioni tecnologicamente avanzate nella progettazione, produzione e montaggio a secco di rivestimenti a spessore per l’architettura, e affermandosi come marchio leader nel settore”.