Ai confini di Milano, Cascina Merlata sta prendendo forma. Una città policentrica di residenze, servizi e spazi pubblici, nel verde di un vasto parco. Ne parliamo con Patricia Viel co-founder dello studio ACPV e co-autrice del master plan

Una città nella città. In barba al Covid e nel rispetto della timeline degli interventi, a Cascina Merlata, periferia a nord-ovest di Milano, un'area molto complessa e divisa in molteplici Lotti, 11, definiti in maniera alfanumerica da R1 ad R11, la rigenerazione urbana continua e le gru hanno completato il lavoro di costruzione del Lotto R7/2 come segnato nel masterplan. Quello destinato al complesso di edilizia convenzionata, due nuovi torri tra via Daimler e via Pier Paolo Pasolini: una superficie complessiva di 12.600 mq e 750 unità abitative già accessibili ai residenti dallo scorso marzo. Ne parliamo con Patricia Viel cofondatrice di ACPV, lo studio che l'ha progettato secondo le linee guida e i principi di sostenibilità sociale e ambientale alla base del masterplan del 2011 firmato da ACPV insieme allo studio di Paolo Caputo.

Architetto Viel, lei e Antonio Citterio siete conosciuti ovunque come progettisti del lusso. Che cosa significa per uno studio come ACPV aver disegnato il complesso di edifici in edilizia convenzionata di Cascina Merlata?

Lavorare su un progetto di questa scala significa disegnare la città e nello specifico dal nostro punto di vista ha significato ricondurre l'attenzione sul rapporto con la qualità delle cose che facciamo: un valore intrinseco del manufatto indipendentemente dal suo valore economico. La cosiddetta edilizia convenzionata è molto importante per Milano perché accessibile anche ai meno affluenti. Lo è soprattutto quando, come in questo caso, è assolutamente comparabile per tipologia e caratteri a quella standard, a livello di qualità esecutiva nel dettaglio, prestazionale e di riduzione dei consumi.

Parliamo di edifici che hanno certificazione energetica in classe A, utilizzano geotermia per il riscaldamento e fotovoltaico in copertura, usufruiscono di interessanti servizi. Sono state previste coperture verdi su tutte le piastre a parcheggio che generano dei giardini pensili condominiali e il parcheggio contiene gli spazi per le ricariche dei mezzi ibridi ed elettrici. La differenza poi la fa sempre la capacità di imprese costruttrici e fornitori. In questo senso la collaborazione con C.M.B. o con Marazzi per i rivestimenti di facciata in gres porcellanato è stata molto stimolante anche per noi: dimostra come sia possibile costruire una città per tutti di buon livello integrata con un territorio di cui fanno parte boulevard, piste ciclabili, marciapiedi, alberi e verde. L'aspetto interessante di questo momento infatti è che con il Lotto R7/2 il masterplan come definito nel 2011 sta prendendo completamente forma e si sta concretizzando un isolato intero composto da più blocchi.

Nel rispetto del masterplan composto da edifici in linea come bordatura delle strade ed edifici a torre di altezza variabile, dai 10 al 30 piani, tutti i progettisti che partecipano al progetto di Cascina Merlata stanno lavorando con una grande attenzione nell'attribuire riconoscibilità e identità ai singoli manufatti sul piano linguistico e dei dettagli."

Già, bisogna fare un passo indietro: guardare il masterplan, la visione d'insieme... 

Si bisogna partire da qui, dalla pianificazione coordinata, che ha dato il risultato complessivo che abbiamo sotto gli occhi: un nuovo centro capace di aggregare con il verde del parco tra le due  ali di residenze, a destra e a sinistra, dove il cittadino ha – a distanza di 15 minuti a piedi – tutto ciò di cui ha bisogno: casa, servizi e trasporti. Questo grosso intervento che costruisce un borgo di città complesso ai margini della città lo fa infatti con una visione molto particolare del ruolo del masterplan: quello di contribuire a costruire un'identità interpretando i caratteri urbani che erano già presenti nell'area. Non dimentichiamo che siamo sulla via Gallarate dove i progetti di edilizia sociale del passato sono considerati oggi tra i più virtuosi, come il quartiere Gallaratese. Il carattere di una città per famiglie è stato confermato e utilizzato dal progetto per far sentire un rapporto molto intimo con il contesto, un senso di comunità e di appartenenza al luogo. A Merlata ci sono solo residenze ma intorno la dimensione è molto variegata. Siamo a due passi dal quartiere Fiera Milano e dal quartiere MIND Milano Innovation District, l'area ex Expo Milano.

Non a caso, nella realizzazione si è generato prima il parco e dopo gli edifici. Stiamo parlando di 250 mila metri quadrati di verde in un'area di più di mezzo milione di metri quadrati. Un modo molto particolare di operare. L'altro aspetto è la densità: l'abitare urbano per noi è composto da grandi densità e da distanze. Entrambe ci devono essere e il masterplan restituisce questo carattere: abbiamo disegnato delle strade con delle curve, forme e prospettive particolari. La distanza tra i due margini edificati dell'area è data dal parco che mette in contrasto un'alta densità con spazi aperti, vivibili e fruibili, integrati di servizi. Un plesso scolastico è in costruzione, il trasporto pubblico serve l'anello della via Pasolini e il congiungimento con la linea metropolitana di Molino Dorino, un centro commerciale funzionerà anche da filtro rispetto all'infrastruttura della ferrovia.

La cosiddetta edilizia convenzionata è molto importante per Milano perché accessibile anche ai meno affluenti. Lo è soprattutto quando, come in questo caso, è assolutamente comparabile per tipologia e caratteri a quella standard, a livello di qualità esecutiva nel dettaglio, prestazionale e di riduzione dei consumi. "

Si tratta di un progetto molto bilanciato che raccoglie caratteri interessanti. Questa attenzione sul paesaggio urbano contraddistingue solo il vostro intervento?

No, non solo il nostro intervento. Nel rispetto del masterplan composto da edifici in linea come bordatura delle strade ed edifici a torre di altezza variabile, dai 10 al 30 piani, tutti i progettisti che partecipano al progetto di Cascina Merlata stanno lavorando con una grande attenzione nell'attribuire riconoscibilità e identità ai singoli manufatti sul piano linguistico e dei dettagli. C'è una grande variatura tessile dei prospetti che si declina nella creazione di spazi esterni, balconi e terrazzi. Questo sforzo comune appartiene ad un ambito di transizione tra pubblico e privato che è rappresentato dal piano terra di ogni edificio con i suoi servizi ma anche con i suoi giardini condominiali che si raccordano alle linee generali del parco. Una scala intermedia che il progetto complessivo di Merlata sta ben declinando nei rapporti calibrati tra le parti.