Vitra dedica il 2022 a Jean Prouvé e ai vent’anni delle prime riedizioni dei suoi progetti. Il 20 ottobre una talk dedicata con Catherine Prouvé, Rolf Fehlbaum, Christian Grosen e Nora Fehlbaum

Il 2022 per Vitra è l'anno di Jean Prouvé.

Tutto è iniziato a Parigi negli anni ‘80, quando Rolf Fehlbaum trova una rara Antony Chair, una poltrona disegnata da Prouvé all'inizio degli anni '50 per le residenze universitarie di Antony vicino a Parigi.

Con la sua scocca in legno curvata dinamicamente e la caratteristica base in metallo, questa poltroncina è stata una delle ultime creazioni di arredamento del designer francese.

È l’inizio della collezione di arredi di Prouvé più completa del mondo, su cui sovrintende attualmente il Vitra Design Museum. Ed è anche il primo step che porterà alla riedizione in serie dei pezzi di Jean Prouvé a partire dal 2002.

Sono passati esattamente due decenni da quando l’azienda ha rieditato la prima serie dell’atipico designer francese e il calendario è pieno di appuntamenti.

L’agenda Jean Prouvé 2022

Primo appuntamento a giugno 2022. Vitra lancia una limited edition della Kangourou Chair durante Art Basel 2022.

L’occasione è l’inaugurazione della piazza dedicata a Jean Prouvé all’interno del Campus Vitra, una parte fondamentale dell’agenda dedicata al designer francese.

Kangourou limited edition n.2, durante l’opening dello showroom Vitra a Londra a settembre è il secondo appuntamento in calendario, che chiosa un importante lavoro filologico sui colori ideati da Jean Prouvé per il design e l’architettura, sempre diversi a seconda del contesto e in dialogo con il luogo e lo spazio.

Torna la palette Prouvé

Dal Blé Vert, che descrive il colore del grano verde giovane, al Gris Vermeer, che allude ai toni grigi nell’opera del pittore Johannes Vermeer, il Bleu Marcoule dell’omonima centrale elettrica progettata negli anni ‘50.

È la palette Prouvé selezionata per i progetti già in catalogo, come la Standard Chair o la Fauteuil de Salon e le new entry di quest’anno: Abat-Jour Conique, un paralume conico che Prouvé sviluppò nel 1947 per la lampada da parete Potence, i due sgabelli Tabouret N° 307 e Tabouret Métallique nonché lo scaffale a parete Rayonnage Mural, disegnato da Prouvé nel 1936 per l'École Nationale Professionelle di Metz.

Vitra Session: il 20 ottobre un appuntamento dedicato Jean Prouvé

Il brand si prepara a approfondire vita e opere di Jean Prouvé durante una Vitra Session, il format online di talk e approfondimenti culturali. L’incontro del 20 ottobre 2022 esaminerà l'opera multiforme di Prouvé con Catherine Prouvé, Rolf Fehlbaum, Christian Grosen e Nora Fehlbaum.

Si parlerà della Prouvé Collection del Vitra Design Museum e di come il lavoro di un ingegnere/designer che amava costruire case smontabili e fare innumerevoli varianti strutturali dei propri progetti è di nuovo così prepotentemente attuale.

Nel frattempo Interni l’ha chiesto a Christian Grosen, Chief Design Officer di Vitra.

Come si riedita un classico? Lo abbiamo chiesto a Christian Grosen, CDO di Vitra

La Vitra Design Museum Collection è una preziosa fonte di ispirazione che utilizziamo molto nella selezione dei pezzi che riteniamo rilevanti e adatti alla collezione Vitra.

L’inizio del rapporto fra Vitra e il lavoro del designer francese è stato segnato proprio da una sedia di quest’ultimo. A distanza di oltre vent’anni, Vitra sta rivisitando la collezione con nuovi colori e introducendo tutta una serie di modelli meno noti.

È un lavoro filologico che porta i pezzi nella contemporaneità e li rende attuali pur operando sulla memoria e sul passato.

Come si procede concretamente, ad esempio nel caso della Kangourou Chair limited edition?

Della Fauteuil Visiteur, il nome originale della Kangourou, esistono varie versioni.

Al Vitra Design Museum ne sono conservate tre: una Fauteuil Visiteur con schienale in multistrato e sedile in alluminio, un'altra variante Fauteuil con doghe in legno e schienale regolabile, e infine una rarissima Fauteuil Kangourou che ha queste pronunciate zampe posteriori in legno.

Ed è su questa ultima versione, spiritosamente battezzata Canguro, che abbiamo deciso di lavorare per due limited edition nel 2022. Il nome descrive la sua costruzione statica, che sposta il peso sulla parte posteriore.

Il progetto originale di Prouvé del 1948 è stato aggiornato?

Autenticità e qualità sono il nostro mantra. Cerchiamo sempre di mantenere i prodotti nuovi ed esistenti il ​​più vicino possibile all'originale. Che si tratti del materiale, del processo produttivo, dei colori, vogliamo rimanere fedeli all'originale e alla filosofia di Prouvé.

In stretta collaborazione con la famiglia Prouvé, alcuni progetti selezionati del designer sono entrati finalmente in produzione in serie nel 2002, con l’obiettivo di rendere nuovamente accessibili al pubblico progetti in un certo senso dimenticati.

Chi è stato coinvolto nel progetto?

Gli esperti di colori e materiali di Vitra hanno lavorato intensamente alla nuova tavolozza di colori e il nostro team tecnico li ha realizzati. Abbiamo anche un ottimo rapporto con Catherine Prouvé, la figlia di Jean Prouvé, e lavoriamo a stretto contatto con lei ogni volta che aggiorniamo i colori o aggiungiamo nuovi pezzi alla Collezione.

Perché il lavoro di Jean Prouvé è ancora prezioso e come rispondono questi pezzi alle aspettative degli interni contemporanei?

Il lavoro di Prouvé e l'estetica duratura sono più importanti che mai. In un mercato affollato il suo lavoro è unico e si distingue. I suoi mobili sono tutt'altro che ordinari, non lasciano indifferenti, motivo per cui sono significativi per gli interni contemporanei.

Uno dei ruoli di Vitra nel settore del design è conservare e gestire alcune parti molto importanti della storia del design industriale.

Rieditare pezzi classici non più in produzione è un lavoro delicato: si tratta di mantenere l'equilibrio. Da un lato rimaniamo fedeli all'originale e garantiamo l'autenticità. Ma non basta:  ci assicuriamo che i Classici siano rilevanti sia dal punto di vista tecnico e estetico.