Per l'estate 2021 la vacanza è all'insegna della consapevolezza e della partecipazione. Le condizioni imprescindibili? Il legame con il territorio e la digitalizzazione. Come scegliere ce lo suggerisce un viaggio materico che a paesaggi, monumenti e simboli della tradizione associa sapori e colori. Dalle Alpi alla Sicilia

Il 2020 è stato l’annus horribilis del turismo, tra i settori più colpiti dalla pandemia. I dati provvisori Istat 2020 indicano un calo di presenze nelle strutture ricettive di oltre il 50% che ha determinato un crollo dell’incidenza del settore sul Pil, passata dal 13% nel pre-pandemia al 7% del 2020 secondo le ultime stime del WTTC (World Travel and Tourism Council).

Il 2021 è certamente partito in salita, ma questa estate la voglia di viaggiare e gustare cibi ed esperienze è forte, la scelta, quindi, va ben ponderata. È un viaggio materico ed enogastronomico nel Belpaese  dalla montagna al mare, dalle città d'arte ai borghi che costellano ogni regione  a darci alcuni (appetitosi) suggerimenti. Tutti rigorosamente legati alle tradizioni culinarie simbolo del territorio.

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Gusto del valore, Neverending Food Tourism, nuovi luoghi e nuovi spazi e wellbeing. Sono queste le tendenze emerse dal Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2021 che presenta analisi quantitative e qualitative, ricerche e contributi del Comitato Scientifico internazionale per essere un utile strumento di supporto alla ripartenza.

Oltre alle vacanze e alle attività all’aria aperta, le nuove esigenze del viaggiatore contemporaneo sono la partecipazione alle esperienze in modo attivo e il benessere olistico. Nel processo decisionale, il prima e il dopo di una vacanza diventano parte stessa dell'esperienza stessa, soprattutto grazie alla digitalizzazione, ormai imprescindibile per rispondere efficacemente a una domanda più esigente” spiega Roberta Garibaldi, autrice del rapporto che quest'anno pone una particolare attenzione alle richieste degli italiani nella fase post-Covid.

I dati della ricerca dimostrano che dal 2016 c'è stata una crescita costante di questo ambito turistico: oggi il 71% degli italiani considera l’offerta enogastronomica di un luogo determinante nella scelta della meta di un viaggio, spinto dall’interesse ad approfondire l’aspetto culturale, anche sotto l'aspetto produttivo/gustativo, di un territorio.

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Come si concretizzano e spiegano questi nuovi trend?

Nel rispondere a questo interrogativo, intraprendiamo un gustoso viaggio materico che abbina paesaggi e monumenti, texture e colori ai piatti tradizionali italiani, città per città, regione per regione.

Lo propone un progetto  itinerante – di comunicazione nato durante il lockdown, nel tempo passato a osservare e, soprattutto immaginare, il mondo fuori dalla finestra. Complice la collaborazione con lo studio creativo Ottodesign, l'azienda veneta di finiture La Calce del Brenta, ha disegnato colorato – il suo Viaggio in Italia attraverso una narratizione che si compone di  immagini ispirate, tanto semplici quanto sofisticate: architetture simboliche, cibi nostrani, dolci tipici e vini del territorio sono conditi da finiture materiche in tonalità scelte con cura minuziosa a restituire il vigore e il carisma di ciascun luogo. Dalle Alpi alla Sicilia.

Mai come in tempi pandemici abbiamo imparato a vivere la casa ponendo attenzione ad ogni dettaglio, anche a quelli che la vita frenetica tende a farci tralasciare. Materiali, texture e colori sono invece il pane quotidiano’ di La Calce del Brenta. Dal 1920 la famiglia De Toni propone finiture per pareti e superfici che garantiscono ambienti ad alto impatto sia estetico che benefico. La calce è infatti un materiale totalmente naturale, completamente atossico, traspirante e durevole. Oltre a donare colori vibranti, è resistente a umidità e muffe.

Tra le immagini di Viaggio in Italia che illustrano questo articolo, il rivestimento a calce Continuum, dai toni caldi e dalla texture delicatamente ruvida che regala sensazioni tattili granulose, spicca a Napoli, Milano e nei paesaggi alpini. La finitura a calce Infine, sottilissima, quasi impalpabile, ultraopaca e setosa, nasce dalla simbiosi tra calce e marmo; connota, tra gli altri, la Sicilia e Venezia e può essere utilizzata anche all'esterno. La finitura a calce Riva, infine, la troviamo a Roma, Firenze e Bologna.

Ma vediamo dove ci conduce questo viaggio su e giù per l'Italia analizzando le tendenze emerse dal Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2021.

 

Il gusto del valore

Il turismo enogastronomico di consumo appartiene al passato. Le motivazioni che spingono oggi i turisti al viaggio sono soprattutto legate al paesaggio, all’identità culturale per le destinazioni e ai valori per le strutture ricettive. Determinanti sono il legame con il territorio e l'adozione di pratiche sostenibili di sviluppo. Il 66% degli intervistati è infatti più propenso a visitare un’azienda di produzione quando ha la possibilità di ricevere informazioni durante la visita sulle scelte etiche adottate, dal personale ai metodi di allevamento e coltivazione; il 51% vorrebbe avere la possibilità di “adottare a distanza” un vigneto, un oliveto, un frutteto o un'acetaia e ricevere a casa il proprio prodotto finale (vino, olio, frutta, aceto balsamico...).

La sostenibilità in tutte le sue declinazioni (ambientale, sociale, economica) è diventata un valore ormai imprescindibile: l’azienda agroalimentare che vuole emergere deve porsi come ambassador di una società territoriale evoluta. Saranno infatti sempre più apprezzate strutture che educano il consumatore e lo rendono partecipe di un processo migliorativo.

Attivo, esigente, innovativo

L'approccio in modalità active dell’enoturista è destinato a crescere. Trekking tra i vigneti, piste ciclabili sempre più attrezzate, interconnessioni con il trasporto ferroviario, stop al traffico e spostamenti in piena libertà sono tra le tendenze più ricercate. Oltre alla mobilità green, si svilupperà sempre più il coinvolgimento del turista del gusto nelle attività quotidiane delle aziende enogastronomiche: vendemmia collettiva, semina, potatura, mungitura, vacanza a contatto con gli animali in chiave pet therapy. Il 61% dei italiani si definisce “innovativo”, cerca qualità e proposte che si rinnovano con continuità. La sfida diventa il nuovo equilibrio tra innovazione e autenticità.

Neverending Food Tourism

Il viaggio non si esaurisce con il viaggio. Ci sono un prima e un dopo che diventano elementi imprescindibili, tra preparazione prima, accompagnamento’ e infine ricordo. Le nuove tecnologie, diventate familiari e fruibili in modo sempre più intuitivo e immediato durante la pandemia, offriranno sempre più l’accesso a una pluralità di fonti per trovare stimoli, conoscere soluzioni inedite e scegliere la destinazione, per poi condividere le esperienze al rientro, aumentando la fidelizzazione verso la struttura che li ha ospitati. Il Neverending Food Tourism è un trend destinato a crescere, le strutture enogastronomiche dovranno quindi investire in digitalizzazione, dalle app alla realtà aumentata, dalle piattaforme di e-commerce a degustazioni digitali.

Nuovi luoghi e nuovi spazi

Lo smart working incentiverà il rilancio del turismo rurale in chiave bleisure, ovvero lavoro più tempo libero. I piccoli borghi, che dovranno costruire progetti di rete per comunicare le proprie specificità, si svilupperanno come luoghi ideali non solo per vivere e lavorare a stretto contatto con la natura, ma anche per le attività di networking. Il 47% degli italiani, per esempio, ritiene le cantine luoghi dove poter svolgere riunioni di lavoro e meeting aziendali, grazie all’atmosfera amena e rilassante.

Un’altra significativa prospettiva di crescita sarà nell’escursionismo di giornata, grazie alla riscoperta dei territori di prossimità innescata durante la pandemia. Ecco crescere, per esempio, i wine bar, la ristorazione in cantina e i piccoli eventi infrasettimanali.

La creazione di hub gastronomici, intesi come centri di informazione sulle attività proposte, dai corsi di cucina ai tour guidati, darà ulteriore impulso all’incoming. Il ritorno del turismo in presenza vedrà quindi un turista enogastronomico più consapevole e maturo, alla ricerca dell’autenticità dei luoghi e dei sapori, con un potenziale di crescita significativo per i locali storici delle città come tappa obbligata durante le visite, così come per i mercati di prodotti di qualità a produzione locale. Anche hotel tematici, relais di campagna e gampling registrano un gradimento crescente.

Weelbeing

Il 65% degli intervistati afferma di prestare molta attenzione all'alimentazione per prendersi cura di se stessi e quindi stare bene. Chiusi in casa per molto tempo, è cresciuto il desiderio di adottare uno stile di vita corretto e salutare: il cibo è divenuto una sorta di “bene di conforto” per ritrovare un equilibrio psicofisico. Questa trasformazione persisterà anche nei prossimi anni, quando il consumer diventerà sempre più attento ed esigente, ponendo il proprio benessere come uno dei fattori determinanti per la scelta di un itinerario o di una destinazione. Tra gli altri effetti, i ristoranti tesseranno rapporti sempre più stretti con i fornitori locali, comunicando la tracciabilità dei prodotti, a garanzia di ingredienti e piatti a kilometro zero.

 

Il viaggio diventerà quindi un occasione per rigenerarsi e rivedere le proprie abitudini: i luoghi incontaminati saranno premiati per la loro capacità – tutta naturale – di alleviare lo stress fisico e psichico. Il viaggio enogastronomico diventa così una scelta strategica, che unisce il benessere dato al cibo di qualità, cucinato secondo le tradizioni territoriali senza tempo, e quello legato al turismo consapevole.