Un saggio racconta i progetti nel mondo che rigenerano gli spazi davanti ai luoghi dell’istruzione, moltiplicando il verde e le aree pedonali

La rivoluzione è un’area pedonale, l’ingresso di una scuola liberato dalle auto, un circuito verde tra le aule e la città dove i più piccoli possano passeggiare in sicurezza al riparo dal traffico.

Assuefatti alla normalità italiana, dove le automobili assediano gli ingressi di asili e licei, abbiamo smesso di pensare agli spazi cittadini davanti alle scuole come a un mondo di possibilità, il filo che lega l’istruzione al diritto all’aria pulita, al verde, al tempo libero.

E, invece, nel mondo c’è chi quel filo ha iniziato a svolgerlo, trasformando con tenacia – e pensiero progettuale – le aree urbane davanti alle scuole in vere e proprie piazze.

Piazze scolastiche è il titolo del saggio in cui Paolo Pileri, Cristina Renzoni e Paola Savoldi raccontano, per Corraini, il sogno di una trasformazione per molti aspetti necessaria: “L’ingresso di ogni scuola è un luogo ad altissimo potenziale: è nello spazio davanti a scuola che, sperimentando i primi momenti di autonomia, costruiamo rappresentazioni e memorie dell’ambiente che ci circonda.

È qui che le giovani generazioni fanno esperienza diretta della considerazione che la società ha per le loro necessità e i loro diritti.

Per questo è urgente occuparsi delle piazze scolastiche, oggi spesso trascurate, osservandole e ripensandole”.

Il saggio attinge a quattro casi internazionali virtuosi di piazze scolastiche pienamente realizzate.

“La Danimarca ha a cuore la salute delle nuove generazioni, sempre più sedentarie, e ha ideato un programma che coinvolge diverse città per creare piazze scolastiche capaci di stimolare il movimento e l’attività fisica attraverso il gioco: interventi strutturali che limitano l’accesso in auto trasformando il contesto attorno e davanti alla scuola in un luogo in cui sia più divertente muoversi a piedi.

In Spagna scopriamo la determinazione di una grande città come Barcellona nel volersi occupare di ogni scuola del territorio, circa seicento, affinché i bambini possano stare in un ambiente sentendosi pienamente al sicuro e a proprio agio.

Un piano dilazionato nel tempo prevede la realizzazione di spazi di qualità con interventi leggeri e diffusi.

Nell’ovest della Germania, il comune di Schermbeck ha sviluppato una strategia di rigenerazione dedicata all’integrazione delle piazze scolastiche entro un sistema urbano di percorsi pedonali e spazi aperti, affinché bambini e ragazzi possano camminare in autonomia tra i luoghi più importanti della propria città.

A Londra, la piazza scolastica viene ricavata dalla chiusura di una strada, dove l’asfalto lascia il posto a pavimentazioni permeabili e a vasche abitate da vegetazione e sculture che prendono vita con la pioggia.

In questi Paesi, sono stati riconquistati all’uso collettivo e lento gli spazi che erano stati via via occupati da tutt’altro.

Le piazze scolastiche sono già una realtà felice dove si è riusciti a riportare al centro la scuola assieme alla sua energia vitale e a curare la bellezza dello spazio pubblico che le sta davanti e accanto, realizzando progetti coraggiosi e sorprendenti che hanno restituito dignità e un ruolo a quegli spazi così simbolici e delicati”.