Architettura e design usano l’intelligenza artificiale per trovare soluzioni progettuali razionali, efficaci e multiformi. Ne parliamo con Giacomo Garziano, founder dello studio di architettura parametrica GG-loop

Non è poi così difficile immaginare che un’AI possa progettare un’architettura meglio di uno studio di architettura tradizionale. Perché il grande lavoro, al netto della genialità individuale e dell’intuizione creativa, riguarda la costruzione di una serie di relazioni stabili e armoniose fra tutti i numerosi fattori che compongono un edificio. In effetti un algoritmo può farlo meglio, più rapidamente e con meno possibilità di errore di un essere umano.

L’idea non ci piace? Giacomo Garziano, che ad Amsterdam ha fondato GG-Loop e si occupa di architettura parametrica, ci spiega perché invece è importante usare l’AI per progettare in modo efficace e coerente.

Cos’è l'architettura parametrica?

È uno strumento che permette di lavorare con flessibilità per ottimizzare i processi costruttivi. Possiamo descriverla come la costruzione di un algoritmo con un numero potenzialmente infinito di variabili. Composizione architettonica, sostenibilità, materiali, esposizione, limiti economici, richieste energetiche… tutte queste informazioni sono messe in relazione fra loro e servono a generare una serie di possibilità progettuali.

Qual è il vantaggio?

È un ottimo modo per integrare nel processo tutti gli stakeholder coinvolti: real estate developer, urban planner, utilizzatori finali. Inoltre l’uso della AI consente di gestire agilmente parti complesse del progetto: quando si cambia un parametro o si inserisce una nuova informazione, è integrato immediatamente nel progetto e influenza in modo razionale anche tutte le altri parti.

Una parte di lavoro enorme di risoluzione di problemi e di criticità può essere affidato a un algoritmo. Sinteticamente possiamo dire che una buona architettura è la risposta a una domanda complessa, in cui convergono molti fattori spaziali e umani. È utile ragionare in modo parametrico per questo motivo, e gli architetti già lo fanno. Farsi iutare da un computer è un’evoluzione logica.

Perché l’architettura parametrica è utile per progettare edifici biofiliaci?

Ci sono come minimo 15 parametri che definiscono un’architettura a basso impatto ecologico e, soprattutto, ad alto contenuto di benessere umano. A questi vanno aggiunte le variabili classiche. È ovvio che usare un algoritmo che tenga conto di tutto e riesca a dare soluzioni architettoniche che rispondono con precisione e efficacia a ogni domanda del progetto, garantisce (nel vero senso della parola) un risultato realmente rispettoso dell’ambiente e dell'uomo, senza ambiguità o troppi compromessi.

Cos’è Mitosis?

Mitosis è il seguito di un progetto pilota completato da GG-loop nel 2019: Freebooter, una coppia di appartamenti prefabbricati in CLT (Cross Laminated Timber) avvolti in una facciata parametrica in legno. L'edificio si basa sulla relazione natura/architettura per migliorare la qualità della vita delle persone che lo utilizzano.

L’idea di rendere scalabile questo primo progetto self-efficient ha portato alla creazione di Mitosis. Il nome rappresenta la modularità e l'adattamento a lungo termine del sistema,  è metafora di un organismo flessibile in cui ogni unità residenziale coesiste in simbiosi con tutte le altre e con l’ambiente.

Mitosis genera cluster urbani utilizzando legno prefabbricato e moduli a base biologica, seleziona materiali che catturano il carbonio e utilizzando le risorse in modo più efficiente, produce più energia di quanta ne consuma e utilizza le risorse in modo circolare. Inoltre Mitosis integra la vita vegetale e animale in tutti gli edifici, consentendo agli abitanti di coesistere armoniosamente con la biodiversità.

Tutto questo sarebbe davvero molto complesso e lungo da progettare senza l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Che rende anche più semplici eventuali co-evoluzioni dei cluster e la loro comunicazione.

Quando invece l’architettura parametrica è inutile?

Quando il progetto è molto semplice, sia dal punto di vista formale che dal punto di vista funzionale e relazionale. Quando ci sono pochi player coinvolti. O quando si tratta di una costruzione destinata a svilupparsi intorno a un piccolo numero di parametri. In sintesi: l’architettura parametrica è utile in presenza di complessità, sia nelle funzioni che nei limiti progettuali, così come nelle sue caratteristiche di relazione uomo/spazio/ambiente.