Dai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo al Museo di arte contemporanea di Gibellina, passando per il maestoso parco archeologico di Selinunte, i luoghi (meno battuti) da scoprire questa estate on the road nella tricuspide isola

"Non invidio a Dio il paradiso perché sono ben soddisfatto di vivere in Sicilia", diceva Federico II di Svevia, re dell'isola dal 1198 al 1250.

La Sicilia, crocevia di culture e dominazioni, è una terra poliedrica e stratificata, caratterizzata da una straripante bellezza e da stridenti contraddizioni, dove è possibile perdersi tra le stradine assolate dell’entroterra agricolo e ritrovarsi davanti alle sognanti sculture civiche di Alessandro Mendini, dove basta girare l’angolo per scovare sontuose cupole bizantine luccicanti di mosaici dorati accanto a opulente chiese barocche, e dove è possibile ammirare il tramonto passeggiando tra le colonne svettanti di maestosi e misteriosi templi greci di millenni di anni fa.

Da Palermo a Catania, da Occidente a Oriente, ecco i luoghi più sorprendenti e meno battuti da non perdere questa estate, per gli appassionati di design (e non solo).

Palazzina dei Quattro pizzi all’Arenella, Palermo

Se vi trovate nella bellissima e sontuosa Palermo, merita una visita la Palazzina dei Quattro pizzi all’Arenella, chiamata così per via delle quattro torrette angolari in stile neogotico inglese che caratterizzano la singolare architettura: "Ultima dimora in mano ai Florio, una delle famiglie più rappresentative della Sicilia, custodisce, tra le sue meraviglie, anche le collezioni di bicchieri e oggetti disegnati da Vincenzo Florio", racconta Daniela Brignone, docente all’Accademia di Belle Arti di Palermo e curatrice di I-design, la design week palermitana (prossima edizione dal 14 al 23 ottobre).

"In particolare, accanto ai bicchieri di Vincenzo Florio si può ammirare la bottiglia di Bitter, la cui ricetta è ancora segreta e in mano agli eredi Paladino Florio; una versione del Bitter fu regalata da Vincenzo Florio all'amico Giuseppe Campari, da cui deriva, secondo la leggenda, la celebre bevanda ancora in commercio". Si consiglia di prenotare il tour: casaflorio.org.

Palazzo Butera, Palermo

Sempre a Palermo, da non perdere il settecentesco Palazzo Butera, di proprietà dal 2016 dei coniugi e collezionisti Francesca e Massimo Valsecchi, dove sono custoditi capolavori di arte accanto a collezioni di design anche storico.

"Saltuariamente, tre volte al mese, in date non fisse ma che vengono indicate sul sito, è possibile visitare anche i tre saloni del piano nobile del palazzo", continua Daniela Brignone.

"Qui si possono ammirare dipinti di Annibale Carracci, Edward Burne-Jones, Sassoferrato, acquerelli di pittori-viaggiatori, mobili delle Grandi Esposizioni, porcellane Ginori del Settecento e vetri francesi di primo Novecento della collezione dei Valsecchi”.

Per prenotare il tour: palazzobutera.it.

I Cantieri Culturali alla Zisa, Palermo

I Cantieri Culturali alla Zisa costituiscono un importante centro di aggregazione del capoluogo siciliano, "una città nella città dove sono ubicati il Centro internazionale di fotografia, già diretto da Letizia Battaglia, la fotoreporter recentemente scomparsa, alcune sedi dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, il Centro sperimentale del cinema, l’Institut Francais e il Goethe Institut", continua Daniela Brignone, palermitana doc ed esperta di design.

"Uno spazio immenso, un tempo proprietà della ditta Carlo Golia&C., poi Ducrot Palermo, produttrice di arredi, anche navali, e dal 1936 sede delle officine della Società Anonima Aeronautica Sicula (S.A.A.S.)".

Un luogo vivo e in divenire, che testimonia il suo passato glorioso e guarda al futuro, con nuovi progetti di rigenerazione e di valorizzazione di aree dismesse: "Come Piazza Bausch, una nuova piazza all’interno della Zisa che sarà inaugurata in una tre giorni a partire dal 19 luglio, e sarà popolata da arredi urbani realizzati con il coinvolgimento degli abitanti dei quartieri Zisa, Noce e i ragazzi del carcere minorile Malaspina; e Averna Spazio Open, apertura prevista a metà agosto, un nuovo centro culturale in un'area di 2mila metri quadrati, finanziato da Campari Group, che vedrà la partecipazione di 60 studenti dell'Accademia di Belle Arti di Palermo guidati da celebri street artist, per realizzare murali nel padiglione riqualificato".

Gibellina, un museo en plein air in provincia di Trapani

Da Palermo, prendendo l’autostrada A29 direzione Mazara del Vallo si giunge a Gibellina, un piccolo centro urbano raso al suolo dal terremoto del 1968 e poi ricostruito, a 20 chilometri dal vecchio sito, come un museo a cielo aperto, grazie alla lungimiranza del sindaco di allora, Ludovico Corrao, che vide nell’arte e nella bellezza uno strumento di riscatto e rinascita, come diceva lui stesso: "Venite a Gibellina, facciamo crescere i fiori dell’arte e della cultura nel deserto del terremoto, del destino, dell’oblio".

Passeggiando per le vie di Gibellina nuova è possibile imbattersi in opere monumentali e scultoree dei più grandi architetti e artisti, come la Chiesa Madre progettata da Ludovico Quaroni nel 1980, La torre Civica di Alessandro Mendini (1987) che sembra sorvegliare la piazza comunale; fino ad arrivare, muovendosi con l’auto, al Grande Cretto di Alberto Burri (1984-89), una delle opere di land art più estese al mondo, 80mila metri quadrati di cemento bianco che ripercorrono quelle che furono un tempo le vie di Gibellina vecchia, il paese prima del terremoto.

Sempre a Gibellina, una tappa d’obbligo è il Mac, il Museo di arte contemporanea Ludovico Corrao che custodisce, in modo permanente, le più emozionanti e maestose tele di Mario Schifano, accanto alle opere grafiche di Renato Guttuso, Emilio Isgrò, Corrado Cagli, Nanda Vigo, solo per citarne alcuni.

E ancora, merita una visita il Museo delle trame mediterranee della Fondazione Orestiadi presso il Baglio Di Stefano, nato grazie alla donazione del suo fondatore, Ludovico Corrao: un luogo che non ti aspetti, un tipico baglio siciliano che al suo interno condensa il millenario patrimonio artistico mediterraneo, e lo racconta attraverso ceramiche, tessuti, gioielli, reperti archeologici, manufatti che coabitano accanto a una delle collezioni permanenti d’arte contemporanea tra le più importanti d’Italia, tra i cui pezzi si annoverano le macchine spettacolari di Arnaldo Pomodoro e la Montagna di sale di Mimmo Paladino che accoglie i visitatori all’esterno.

Il Parco archeologico di Selinunte, provincia di Trapani

Da Gibellina, rimettendosi in viaggio verso il mare, si giunge dopo 40 chilometri al Parco archeologico di Selinunte, il più grande d’Europa, un luogo unico dove il tempo sembra essersi cristallizzato al VII sec. a.C., quando Selinunte fu fondata dai coloni greci di Megara Hyblaea.

Un’area archeologica immensa e monumentale, estesa su 110 ettari circa, che si divide in sette aree archeologiche distinte e articolate che ci restituiscono un incredibile spaccato di come si svolgeva la vita millenni fa, un sito in cui sono ancora evidenti le tracce dell’urbanistica, dei commerci marittimi, dell’agricoltura, dell’edilizia, della ritualità e della sacralità di allora, con i templi in stile dorico che svettano possenti e mistici sul mar Mediterraneo.

In Sicilia orientale, tra fabbriche tessili, design e cioccolato

"Consiglio di vivere la Sicilia all'insegna della scoperta di una dicotomia forte tra natura ed artificio, un tratto che connota l'intera isola"  racconta l'architetto Vincenzo Castellana, milanese di nascita ma siciliano di appartenenza, direttore del Master in Design Strategico e Direzione Creativa per le Imprese all'Accademia Abadir di Catania, dove è anche docente.

"Io partirei dalla vetta più alta dell'isola, salire sull'Etna e guardare verso il mare, verso la bellissima Taormina con il suo teatro greco antico, e poi, girando lo sguardo, verso l'entroterra, alla scoperta di un territorio stratificato e unico".

Tra le tappe meno battute dai flussi turistici c'è l'area che va da Gagliano Castelferrato a Bronte e Randazzo, dove sorge il distretto tessile siciliano: "A Gagliano Castelferrato, in provincia di Enna, Enrico Mattei fondò la prima fabbrica di estrazione del gas e parallelamente l'azienda tessile che per molti anni fu la Lanerossi, oggi non più esistente, generando un indotto di piccole fabbriche tessili a conduzione famigliare, ancora oggi attive e visitabili, dove si producono capi di altissima qualità, come i piumini Herno, a cura dell’azienda Style confezioni di Maria Gullotto, e i jeans Diesel.

Una zona in cui si va alla scoperta dell'artigianato autentico e al contempo si può godere di piatti tipici come la pasta al pistacchio di Bronte, o i formaggi e la carne delle Madonie".

Guardando dall'Etna verso le sue pendici, c'è Catania: "In città è possibile visitare lo showroom di Orografie, in via Milano 40, (brand fondato da Giorgia Bartolini, con Vincenzo Castellana in qualità di art director, ndr), mentre sul versante dei monti Iblei c’è l'azienda del caffè Moak, strutturata come una realtà della Brianza; infine, se si scende verso Modica, consiglio una sosta al Bean to bar Fattojo che ho progettato per la celebre Antica Dolceria Bonajuto, un micro-museo della micro-produzione cioccolatiera, dove giungono tirature limitate di fava di cacao e in due ore è possibile assistere all'intero processo, dalla tostatura del cacao alla tavoletta finita, uno spazio visitabile su prenotazione" (per prenotare il tour https://www.bonajuto.it/degustazioni-e-tours/).

A Ragusa Ibla il design con Si, Sicilia!

Se siete in giro per le vie del barocco siciliano, e se siete appassionati di design, merita una tappa Ragusa Ibla, non solo perché è una meta ancora (per fortuna) poco presa d'assalto dai turisti, rispetto alla più inflazionata Noto, ma anche perché qui, tra le viuzze strette e sorprendenti, dal 4 al 21 agosto è possibile visitare Si!Sicilia, lo spazio temporaneo aperto da Margherita Ratti, editrice di It's great design, in collaborazione con il designer siciliano Giuseppe Arezzi.

"Si!Sicilia è un luogo-manifesto che già dall'insegna vuole ribadire che sull'isola è possibile fare design, in una dimensione più artigianale e inedita", racconta il giovane progettista ragusano.

"I visitatori potranno toccare con mano, e acquistare, una serie di mie produzioni di ispirazione neo-rurale, come la sedia Manico formata con i manici delle zappe che ricorda la semplicità della vita agreste, la Carrubba, il souvenir di alluminio che prende il nome e riproduce le fattezze del frutto simbolo del territorio siciliano, un souvenir che tra l'altro è stato scelto dal pastry chef Fabrizio Fiorani per servire i dolci nel celebre ristorante Duomo di Ciccio Sultano a Ragusa Ibla".

Tra le novità di Arezzi:  "La sospensione Fiscella, un pezzo ibrido e multifunzione, luce e contenitore insieme, con grande paralume portaoggetti in midollino che ricorda i cestini per fare la ricotta".

Oggetti e souvenir di design in vendita presso Si! Sicilia, in corso XXV aprile, 56, Ragusa Ibla, dal 4 al 21 agosto, dalle ore 18 alle 24.

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A Ragusa, il festival del barocco e neobarocco

Per chi decide di approdare in terra sicula a settembre, mese ideale per vivere al meglio l’isola, un appuntamento must-to-see è Barocco e Neobarocco, il festival curato dal designer e art director Roberto Semprini, dal 15 al 18 settembre (con proroga delle mostre fino al 16 ottobre) in varie location di Ragusa, patria del barocco e fulcro della rinascita settecentesca del Val di Noto.

Una kermesse che invita il pubblico a scoprire sontuosi palazzi, ex chiese e teatri patrimonio dell’Unesco, a conoscere le realtà imprenditoriali e i talenti siciliani e ad interrogarsi sull’influenza che il barocco ha ancora oggi sulle tendenze culturali ed espressioni del nostro tempo.

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Farm Cultural Park, Favara e Mazzarino

La Sicilia che non ti aspetti. È Farm Cultural Park, una comunità creativa e una residenza per artisti inaugurata nel 2010 da Andrea Bartoli e Florinda Saieva spinti dal desiderio di rivitalizzare Favara, in provincia di Agrigento, facendo leva sulla cultura come strumento per la rigenerazione di un territorio spesso associato alla criminalità di stampo mafioso.

Farm Cultural Park in pochi anni è diventata una meta visitata dai turisti di tutto il mondo, un importante esempio di come tramite l’arte, il design, il progetto, l’urbanistica, la creatività (ma anche l’agricoltura urbana e l’educazione alimentare) si può ridare identità a un luogo, riscattandolo, coinvolgendo anche e soprattutto i bambini, i giovani e gli studenti.

Un’iniziativa che, dallo scorso giugno, ha anche una sede distaccata a Mazzarino, un nuovo insediamento culturale e creativo che promette di far rinascere il piccolo comune in provincia di Caltanissetta.

Studio Casoli a Filicudi, isole Eolie

Studio Casoli a Filicudi, perla delle Eolie, è la nuova avventura di Sergio Casoli, storico gallerista noto per aver aperto la sua prima galleria alla fine degli anni Ottanta in corso Monforte 23 a Milano, nell’ex studio di Lucio Fontana.

La galleria si trova a pochi metri dal mare nell’incantevole cornice naturalistica eoliana, è aperta al pubblico da giugno a settembre, e alterna la sua attività a residenze organizzate nei mesi restanti, per permettere agli artisti di operare al di fuori dei flussi turistici che affollano l’isola in estate.

Fino al 17 luglio, la galleria omaggia Giovanni Gastel con la mostra È un’isola, una selezione di foto scattate dal celebre fotografo scomparso nel 2020, catturando immagini ed emozioni della sua Filicudi, dove negli ultimi vent’anni Gastel ha trascorso le sue estati; e dal 27 luglio al 10 settembre Studio Casoli dedica un’esposizione al pittore scozzese Peter Doig e ai suoi emozionanti dipinti.

Folk di Magda Masano, Catania

Se siete a caccia di un souvenir autentico, l’indirizzo che fa per voi è Folk di Magda Masano, marchio di complementi di arredo in ceramica, pietra lavica e marmo, nato a Catania come costola della Masano Marmi, realtà di famiglia specializzata dal 1960 in arredo e restauro.

Un laboratorio dove materiali, idee e urgenze creative si traducono in forme quotidiane, uno spazio in cui nelle sapienti mani di Magda Masano si materializza l’intero macrocosmo della Sicilia. Le collezioni sono acquistabili nello showroom Folk concept store di via San Michele a Catania, centro che ospita anche mostre e workshop.

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Not.O, la Sicilia 'not ordinary'

Last but not least, merita una menzione il nuovo brand Not.O, nato dall’incontro tra Ferruccio Laviani e l’imprenditore catanese Felice Rizzotti, con la volontà di creare un’azienda di design con radici e sede in Sicilia.

Come si legge sul sito, Not.O è un marchio in grado di esprimere liberamente una creatività fondata sulla capacità produttiva locale e sulle tradizioni intrinseche del territorio, e nello stesso tempo interessato ad esplorare correnti nuove ed inespresse.

Il progetto, il cui nome omaggia la suggestiva città di Noto e deriva da Not Ordinary, parte dalla maestria artigianale siciliana ma la rilegge tramite la visione eclettica e internazionale di un talento come Laviani.

"Abbiamo interpellato decoratori solitamente impegnati nell’esecuzione dei carretti siciliani o di souvenir per realizzare il dipinto che caratterizza il mobile Ribera, mentre ai ceramisti di Caltagirone, gli stessi che realizzano vasi a testa di moro o a pigna decorativa, abbiamo chiesto di esprimere il loro virtuosismo per realizzare le formelle che compongono il mobile omonimo", dicono dall’azienda.

Una realtà che traccia una via virtuosa, sintesi di creatività, manifattura e industria, per le numerose eccellenze presenti sul territorio.

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