Innovazione, partnership, eccellenza e responsabilità sono i quattro pilastri del fare impresa del Gruppo Schüco: abbiamo visitato il Campus di Bielefeld che racconta oltre 70 anni di storia

Cosa rende un'azienda, una grande azienda? La capacità di saper guardare al futuro e, talvolta, anche oltre. La velocità del cambiamento spinge a essere sempre più efficienti, ad andare oltre, facendo al meglio le cose nel momento in cui si fanno, ma con uno sguardo allargato, volto al presente ma soprattutto al futuro.

70 anni di crescita

Questa l'atmosfera “positiva” che si percepisce visitando il Campus Schüco di Bielefeld in Germania, sede internazionale del Gruppo, che comprende una serie di edifici e blocchi operativi tra cui Schüco One (building uffici dell’HeadQuarter), Schüco Welcome Forum (uno spazio espositivo e di accoglienza per i visitatori che ospita showroom prodotti e showroom macchinari), Schüco Competence Center (dedicato al training), il laboratorio prove Schüco Technology Center e Schüco Logistic Center. Un progetto che racconta un processo di ampliamento e crescita che prosegue da oltre 70 anni: Heinz Schürmann fonda, infatti, a Porta Westfalica nel 1951 Schürmann&Co. (per produrre vetrine, tende da sole e griglie avvolgibili in alluminio) che diventerà poi Schüco. Scopo del Campus è mettere a disposizione di visitatori, clienti, architetti, investitori e dipendenti spazi pensati per il lavoro, ma anche luoghi di accoglienza, ispirazione e informazione.

Le persone al centro

I cambiamenti, in questo primi due decenni del Terzo millennio, sono stati veloci e lo sviluppo di un’architettura e di una edilizia sostenibili, che garantiscano performance elevate a ogni edificio, passa attraverso prodotti che rispondono a richieste sempre più esigenti di progettisti, costruttori, clienti. Però non è solo una questione di prodotti: sono le persone a fare la società. Anche la macchina più evoluta sotto il profilo tecnologico, rischia di non penetrare i mercati se non può contare su addetti capaci di lavorare con professionalità e passione. Puntare sulla centralità del fattore umano, su valorizzazione e formazione dei collaboratori, così come su una filiera di relazioni con i partner serramentisti e progettisti, sono i fattori chiave che hanno consentito al Gruppo di affermarsi in tutto il mondo. Con Schüco Italia tra le realtà più virtuose.

Una mission ambiziosa

“Siamo orgogliosi di appartenere a un Gruppo che ha dedicato forti investimenti allo sviluppo del benessere di collaboratori e persone che entrano in contatto con noi”, racconta Roberto Brovazzo, direttore generale Schüco Italia. “L’abbiamo fatto impegnandoci insieme, perseguendo quella che è e sarà la nostra mission nel mondo: dare forma ai migliori ambienti futuri, dove vivere e lavorare nel benessere e nel rispetto per l’ambiente, con le nostre soluzioni per l’architettura”. Innovazione, partnership, eccellenza e responsabilità definiscono i quattro pilastri sui quali si fonda la filosofia imprenditoriale del Gruppo, partner competente per investitori, architetti, serramentisti di tutto il mondo e che raggiunge l'eccellenza offrendo qualità certificata e design, tutela le risorse e si assume la responsabilità nei confronti delle persone e dell'ambiente realizzando prodotti sostenibili. “Applichiamo un modello di business a rete”, spiega Thomas Humpf, Head of Sales Europe MB. “Schüco è il 'cervello' che sviluppa sistemi che coinvolgono filiera produttiva e parnership, offrendo soluzioni (attitudine, consulenza, ricerca e sviluppo, brevetti, progetti) per il benessere abitativo. Progettiamo sulla base di quello che serve, customizzando il più possibile”.

Schüco One: architecture shapes behaviour

Insieme all'ingegner Brovazzo e al managment di Schüco Italia, abbiamo visitato gli edifici del Campus. Partendo dal fiore all'occhiello, il nuovissimo Schüco One, disegnato dallo studio danese 3XN per accogliere l'HQ, basato sul concept “architecture shapes behaviour”: l’architettura degli spazi modella i comportamenti e influisce sull’attitudine delle persone. Sviluppato su sette piani, fluidità delle forme e osmosi tra gli ambienti si riflettono nella struttura architettonica: un ponte di vetro su cinque piani funge da raccordo tra la parte nuova e quella preesistente del building a breve oggetto di restyling; in facciata, l’alternanza tra elementi aperti e chiusi dinamizza e alleggerisce il volume che ricorda la sinuosità di una fisarmonica. Movimento che si replica nell'interior design, caratterizzato da linee pulite e da un’estetica armoniosa.

Spazi di lavoro creativi

La struttura nasce per favorire dialogo e condivisione tra le persone: sono state messe a disposizione diverse postazioni per fare in modo che ognuno sia libero di scegliere in autonomia come e dove lavorare a seconda delle esigenze che il task del momento richiede. Le workstation fisse sono rare a favore di spazi di lavoro creativi, disposti ovunque, anche all’aperto nelle terrazze al terzo, quinto e sesto piano. Indipendentemente da dove la postazione si trovi, per raggiungerla è sempre necessario passare per la hall centrale. In questo modo, si crea un flusso continuo che favorisce le interazioni, incoraggia le relazioni informali e lo scambio di battute tra colleghi.

Sistemi sostenibili

L'edificio si caratterizza per un concept di progettazione innovativo, basato sull’utilizzo di sistemi sostenibili a favore di una elevata efficienza energetica e durabilità. In quest’ottica, grazie alle prestazioni termiche, acustiche ed ergonomiche delle soluzioni in alluminio, è stato ridotto il fabbisogno energetico: l’alluminio, materiale riciclabile a ciclo continuo, garantisce durabilità nel tempo e tutela delle risorse naturali. Il vantaggio è doppio: abbattimento dei consumi e attenzione all’ambiente.

Trasparenza e customizzazione

Al grounfloor, l’involucro è trasparente su tutti i lati e si presenta come un basamento di vetro, sulla cui sommità si erge una scultura ripiegata. Gli altri sei livelli sono costituiti da nastri di finestre customizzati: oltre a caratterizzare l’aspetto esterno dell’edificio per la particolare forma spezzata della facciata, l’intervento è stato pensato per favorire l’esposizione delle parti cieche all’irraggiamento solare e massimizzare l’apporto di luce naturale, riducendo al contempo il carico termico derivante ed impedendo così il surriscaldamento degli ambienti.

Schermature, ventilazione, domotica

Lo stesso vale per il tetto in vetro sopra l'atrio centrale, per il quale è stata utilizzata una soluzione con un sistema di lucernari motorizzati. La schermatura solare è assicurata dal vetro elettrocromico SageGlass che si scurisce per regolare l’immagazzinamento di calore, ma rimane sempre trasparente per non ostacolare la vista all’esterno. La metà delle specchiature trasparenti dispone di ante apribili per la ventilazione; connesse domoticamente all’impianto di riscaldamento e raffrescamento, quando vengono aperte ne regolano lo spegnimento nella  partizione del piano. Le specchiature sono dotate anche di tende azionate da sensori collegati al sistema domotico che entrano in azione in funzione dell’irraggiamento solare, del vento e della pioggia.