Dalle botteghe di fabbri e tessitrici ai musei etnografici, dagli hotel reimmaginati da celebri architetti alle gallerie sperimentali: i luoghi, sconosciuti ai più, da non perdere in giro sull’isola

In viaggio nella Sardegna più aspra, ma forse più accogliente, tra i paesini meno glamour ma per questo incontaminati e autentici. Ecco le tappe dalla straordinaria e indomita bellezza da non perdere questa estate sull’isola che profuma di mirto e rosmarino. Una terra antica e magnetica, dove arte, design e artigianato (ma anche sacralità e simbologia) si incontrano e ibridano per dare vita a narrazioni potenti e inedite.

Museo Nivola, Orani (Nuoro)

Il Museo Nivola di Orani è uno di quei luoghi che in Sardegna non ti aspetti. Dedicato a Costantino Nivola, artista che ebbe un ruolo di primo piano nel modernismo del XX secolo, il museo si presenta come un complesso culturale in cui arte, architettura e natura dialogano armonicamente, grazie anche al parco su cui sorge la struttura e all’antica sorgente Su Cantaru che si trova al suo interno e che ancora oggi ricopre un ruolo simbolico e funzionale per gli abitanti del paese.

Accanto alle centinaia di opere di scultura, pittura e grafica di Nivola, il museo ospita mostre temporanee e residenze d’artista. Tra le esposizioni in corso, visitabile fino al 29 agosto, Nivola&New York. Dallo Showroom Olivetti alla Città incredibile, a cura di Giuliana Altea, Antonella Camarda, Luca Cheri e Carl Stein, una mostra che fa luce sul monumentale rilievo di Nivola, largo 23 metri per 5 di altezza, ideato dall’artista per lo showroom Olivetti nella Fifth Avenue di New York, realizzato dallo studio BBPR nel 1954, caposaldo dell’arte e dell’architettura italiane del dopoguerra e simbolo di un nuovo approccio alla comunicazione d’impresa.

Il secondo progetto del Museo Nivola, promosso dal Comune di Sarule, è Tempo Artigiano, un workshop curato da Giuliana Altea, Antonella Camarda e Luca Cheri, che vede il designer Giulio Iacchetti lavorare spalla a spalla con le tessitrici e i fabbri di Sarule.

"Tempo Artigiano è un format che mi piacerebbe replicare anche in altri luoghi", racconta Giulio Iacchetti, "il tempo dell'artigiano è scandito in modo diverso, c'è una fase preliminare molto rapida, cui segue poi il tempo lento, anzi dovuto, per realizzare un manufatto, al contrario di quello che avviene nell'industria in cui la fase preparatoria è molto lunga, e poi i tempi di esecuzione sono rapidissimi.

Questo progetto mi vede impegnato accanto agli artigiani, tessitrici e fabbri di Sarule, centro agro-pastorale di origine nuragica noto per la lavorazione dei tappeti, dove le tessitrici tingono la lana grezza in un paiolo in cui ribollono le piante che rilasciano il colore, ed è interessante anche lavorare con i fabbri, rilanciare l'artigianato 'minore' realizzando dei cesti di ferro e dei simboli legati alla Sardegna come la palombella e il muflone”.

Iacchetti ha trovato in terra sarda un luogo fertile per l'artigianato, "perché è una regione che preserva e porta avanti tutte le tecniche e arti, dall’intreccio alla lavorazione della terracotta, dai gioielli ai canti popolari, dove ogni manufatto di uso comune è un unicum, e dove anche la forma del pane assume un valore sacrale".

Bam Design, Nuoro

A Nuoro, in via Mughina 14 (con chiusura nella settimana di Ferragosto), è aperto al pubblico lo showroom di Bam Design, una bottega di una famiglia di fabbri da quattro generazioni: i protagonisti di questa avventura familiare (ed eccellenza sarda) sono il padre Tonino Bruno, con i figli Vittorio e Andrea, animati dalla passione per i metalli, lavorati all’insegna della sperimentazione e della contaminazione.

Il percorso autoriale e di ricerca di Bam Design è volto a traghettare l’artigianato sardo nella contemporaneità, un impegno che è stato insignito di importanti riconoscimenti, dal Compasso d’Oro al MAM, Maestro d’arte e mestiere della Fondazione Cologni. Se si è in Sardegna, è facile scorgere un po' ovunque le opere made in Bam, dagli animali sonanti Boe e Boe+ alle sculture-piante Cactus e Fico, fino ai contenitori Tonie e Teh ispirati alla cassapanca sarda, creazioni che personalizzano per esempio l’hotel Su Gologone a Oliena, l’hotel Luci Di La Montagna a Porto Cervo, il T-Hotel a Cagliari e l’hotel Aquadulci a Chia.

On the road con Gianluca Vassallo

Una guida d’eccezione, come il fotografo e artista Gianluca Vassallo, con studio a San Teodoro, ci conduce nella Sardegna meno nota: "Consiglio di visitare le botteghe dei designer-artigiani sardi, come Mariantonia Urru, un’eccellenza della tessitura a Samugheo (Oristano), e di scoprire, sempre a Samugheo, Murats, il museo del tappeto che ripercorre la storia dell’arte tessile sarda dal Novecento a oggi.

Spostandoci a Nuoro, meritano un pit-stop i già menzionati Bam Design, e Spazio Ilisso, un centro espositivo, di produzione e promozione artistica e culturale, inaugurato nel dicembre del 2019 per iniziativa della casa editrice Ilisso, una realtà premiata tempo fa con il Compasso d’Oro".

E ancora: "Se si è appassionati di architettura e interior design, tra i soggiorni d’autore che ben si integrano nel territorio c’è l’Hotel Cala di Volpe a Porto Cervo, rinnovato con interni firmati da Dordoni Architetti, Bruno Moinard e Claire Bétaille". Sempre a Porto Cervo, continua Vassallo, "un indirizzo cult per i design lovers è lo spazio della gallerista Rossana Orlandi.

Poi, un salto a Cagliari, per visitare il Teatro Massimo, con il foyer reimmaginato, con il nuovo ristorante, dagli studenti dello Ied; e, sempre a Cagliari, segnalo l’Ex Manifattura Tabacchi, ora quartier generale della Fondazione Sardegna Film Commission, nata con lo scopo di valorizzare il patrimonio artistico e ambientale dell’isola.

Antonio Marras in mostra a Sassari

Antonio Marras, stilista e creativo originario di Alghero, è la personalità che più di tutte ha saputo raccontare la Sardegna al mondo, attingendo a quel mix denso e stratificato di archetipi, ritualità e simbologia che caratterizza quest’isola misteriosa e di rara e selvaggia bellezza.

A Sassari, è possibile ammirare fino al 30 settembre come Marras interpreta le collezioni del Museo nazionale archeologico ed etnografico Giovanni Antonio Sanna, nel riallestimento Sulle tracce di Gavino Clemente, dove lo stilista, come un regista, con i suoi assemblages mette in dialogo reperti archeologici ed etnografici, in parte frutto del collezionismo di Gavino Clemente, facendo rivivere oggetti e storie di epoche diverse e fra loro anche lontane, attraverso una narrazione potente e suggestiva.

Pretziada, Santadi (Carbonia-Iglesias)

"La nostra collezione nasce tramite le residenze", racconta Ivano Atzori, milanese di nascita che si è innamorato della Sardegna e con la californiana Kyre Chenven ha dato vita a Pretziada, una realtà che mira ad elevare il fatto a mano isolano e a diffondere questa narrazione (non si tratta solo di prodotto) al di fuori del territorio sardo, creando 'relazioni ponte'.

"Invitiamo designer e creativi sull’isola per vivere un'immersione geografica-culturale-antropologica che può durare da 5 a più giorni. Io e Kyre possiamo definirci dei traduttori culturali della nostra stessa pratica, fautori dello scambio e del dialogo tra il creativo e l’artigiano. Le realizzazioni sono in esclusiva per la collezione Pretziada, in alcuni casi lavoriamo su numeri limitati o addirittura pezzi unici, come per la collaborazione con Andrea Branzi o Studiopepe; quindi, oltre a essere traduttori culturali, siamo anche editori".

Lo studio Pretziada si trova in via Fontane 4 a Santadi, situato nel Basso Sulcis, a 60 chilometri a Sud-Ovest di Cagliari, "qui i visitatori possono incontrare noi, testimonianza di vite ed esperienze di ruralismo contemporaneo, in un luogo dove design, architettura e arte coesistono nella cornice di un territorio dalla forte vocazione agro-pastorale". Per prenotare un incontro: contact@pretziada.com

Ebanisteria Meccanica, Alghero

Se vi trovate nella bellissima Alghero, in piazza Municipio 4, avrete l’occasione di conoscere Diego Moretti, artigiano di Sassari che porta avanti Ebanisteria Meccanica, la falegnameria fondata dal nonno, anche lui Diego, che negli anni Trenta ha avuto l’intuizione di introdurre in laboratorio piccole macchine utensili quando ancora si faceva tutto a mano.

Oggi Diego Moretti, con l’art direction di Giulio Iacchetti, continua la tradizione di famiglia interpretando nuovi archetipi e manufatti. Un esempio? Sarde d’autore, in mostra ad Alghero fino al 24 luglio, piccoli pesci di legno, disegnati da Giulio Iacchetti, realizzati con gli scarti di lavorazione della falegnameria.

Le sarde di legno diventano dei veicoli culturali, piccoli oggetti 'vestiti' e decorati da artisti e creativi isolani, souvenir d’autore che nel loro viaggio si arricchiscono di valori, storie ed energie diversi, un progetto in divenire, come sottolineano i curatori Monica Casu e Gianfranco Setzu. A realizzare materialmente le Sarde troverete Diego Moretti, nella sua bottega aperta al pubblico tutti i giorni dalle 18 alle 22,30.

Su Gologone, Oliena (Nuoro)

Prende il nome dalla località in cui sorge, Su Gologone, l’experience hotel che negli anni si è affermato come la mecca per gli appassionati di design. Su Gologone nasce nel 1967 come ristorante, dall’idea di Giuseppe 'Peppeddu' Palimodde con l’aiuto della moglie Pasqua, autrice di ricette sublimi, nonché collezionista d’arte, arredatrice e pittrice.

Poi, l’idea di mettere a disposizione anche degli alloggi, dei 'viaggi' nell’arte, nella cultura e nell’ospitalità sarda, camere che da otto iniziali diventano trentatré nel 1975, fino alle attuali settanta.

L’idea, forse la più brillante, è quella di ospitare anche le botteghe d’arte, ricavate all’interno di quelle che un tempo erano le scuderie, dove gli artigiani, gli artisti, i ceramisti e le tessitrici mostrano e insegnano il ricamo, la pittura e il mosaico, in una celebrazione delle usanze e dell’artigianato sardo.

Terrapintada, Bitti e Orosei (Nuoro)

Concludiamo questo tour con un’altra eccellenza sarda: Terrapintada, una bottega ceramica attiva dal 1996, creata da Simonetta Marongiu con i due fratelli Robert e Giulia Carzedda all’interno di un mulino recuperato.

I manufatti di Terrapintada nascono da concetti stratificati nella cultura popolare e cari ai ceramisti, come la linearità di forma e colore, la geometria e la metafora, la sperimentazione libera, il decoro come pura astrazione. Un trio di ceramisti che guarda al di là dei confini isolani, calamitando e attivando proficue collaborazioni con artisti e designer, come, tra le più recenti, quella con il duo Zanellato/Bortotto.

Un polo di creatività aperto ad artisti e progettisti, che ospita anche mostre temporanee e momenti di aggregazione culturale, con un laboratorio-showroom a Bitti, in provincia di Nuoro, e un ulteriore spazio a Orosei, aperto stagionalmente da aprile a settembre.