Il futuro si annuncia interessante. Weareable device, smartphone estendibili e un’attenzione radicale all’esperienza d’uso. Roberto Ruffoni, Design Research Manager del Design Center di OPPO a Londra racconta i prossimi scenari della mobile tech

Il telefono ha smesso di essere un semplice strumento già da qualche tempo. Si è umanizzato, si è reso indispensabile e raramente abbandona il proprietario; vive in prossimità costante con il corpo, è parte del tessuto della nostra vita. È un’evoluzione antropologica, un fenomeno in progressione. Roberto Ruffoni, Design Research Manager nel centro ricerche OPPO di Londra racconta la “Nuova Straordinarietà” del mondo hi-tech.

Per OPPO Roberto Ruffoni si occupa insieme a un team multidisciplinare, di ricerca tipologica e progettuale per lo sviluppo di nuovi prodotti e tira le fila di collaborazioni con artisti, designer e il mondo accademico, come quella pluriennale con il Royal College of Art. E naturalmente osserva il pubblico attraverso una prospettiva globale: i valori, le aspettative, il loro rapporto con la tecnologia. Partiamo da qui.

Quali sono le differenze nella relazione che occidentali e orientali hanno con la tecnologia?

Entrare nel mercato europeo significa incontrare un pubblico diverso, meno tollerante nei confronti della presenza invasiva della tecnologia e più interessato a come l’ordinario può diventare straordinario attraverso di essa. Il telefono non è più uno strumento, è un’estensione delle funzionalità umane: relazioni, cultura, entertainement, lavoro sono mediati dall’uso degli smartphone. Gli utenti si aspettano che questo fenomeno sia un plusvalore discreto e non invasivo, che moltiplica le possibilità e la creatività.

Inutile dire che la pandemia ha mutato persino l’utilizzo che si fa della tecnologia, che è diventata definitivamente indispensabile. Fenomeni come la dematerializzazione dei beni o lo smart working erano già in atto. Adesso sono un dato di fatto e stiamo lavorando per capire non solo come ci assesteremo una nuova normalità, ma anche a come rendere la trasformazione in atto un’occasione di progresso.

Quali sono le novità tecnologiche che modificheranno i telefoni nei prossimi anni?

Oppo lavora sull’espansione dell’ecosistema. L’Internet of Things e le tecnologie wearable, più prosaicamente gli schermi flessibili, smart displays, occhiali per la realtà aumentata. Ci spingiamo verso una quotidianità che si struttura intorno a una tecnologia umanizzata, mai fine a se stessa. È nei valori di OPPO costruire una relazione fluida e gentile fra esseri umani e tecnologia, per questo facciamo nella collaborazione con artisti e designers un elemento cardine. La funzione O Relax, che aiuta gli utenti ad aver consapevolezza del proprio uso, non è precettiva o punitiva. La sua sezione Sound of the Cities sviluppata con lo studio Musicity è un’operazione di sound design che invita a concentrarsi attraverso viaggi sonori in diverse parti del mondo. Un lavoro sui sensi che crea la fusione fra umano e tecnologico. Come la funzione di analisi cromatica, che adatta i colori dello schermo da un miliardo di colori di Find X3 Pro alla reale percezione dell’individuo.

Leggi qui un'approfondimento sulla nuova Find X3 Series di OPPO

Una tecnologia che riesce a tener conto della variabilità umana?

L’accessibilità non va pensata solo in termini di disabilità, ma come incontro con l’unicità. Cerchiamo un design stratificato, in cui la performance tecnologica dialoga con i sensi, con il corpo e con l’ambiente analogico. L’installazione di Kengo Kuma che porteremo alla prossima Design Week milanese risuona con la filosofia di OPPO. Natura e tecnologia si sovrappongono per moltiplicare l’esperienza attraverso la tessitura di materiali e funzioni, valorizzando la leggerezza, la trasparenza e il dialogo con lo spazio.

È una via europea alla tecnologia?

L’Europa è un trend setter in materia di design. L’umanesimo su cui si fonda la nostra cultura guida la ricerca e il design è un mediatore ideale. Quello che facciamo qui torna in Asia, e viceversa. La nostra ricerca riguarda un valore globale: la tecnologia come forma d’arte.