Se pensate che alberi, parchi e giardini in città siano solo un arredo urbano, siete fuori strada. Una lista per scorrere i benefici della loro presenza nei centri abitati: dalla lotta al climate change alla ricerca della felicità

Ciò che è buono per Gaia è buono anche per noi umani. Dopo la dichiarazione del vertice G20 – piantare 1000 miliardi di alberi entro il 2030 per ridurre gli impatti del riscaldamento globale – è evidente la necessità di aumentare il capitale naturale. 

Ormai sono numerose le città che si sono dotate di piani strategici nature based per aumentare la loro resilienza. Milano, ad esempio, con Forestami mira a creare ecosistemi urbani innovativi e sostenibili in cui natura vegetale e città agiscano come un unico organismo.

Non a caso, Stefano Boeri, presidente Comitato Scientifico di Forestami, sostiene che “la vera sfida, oggi, è quella legata alla Forestazione Urbana: i boschi attorno alle città, e sistemi continui di alberature importanti al loro interno, puliscono l’aria assorbendo le polveri sottili, ombreggiano le zone pubbliche evitando riscaldamenti eccessivi, riducono la CO2. Ma non solo: gli alberi migliorano la qualità della vita e della salute pubblica, un contributo semplice e pratico per la cura del pianeta e per porre un argine ai rischi di un futuro di disuguaglianze”.

Perché gli alberi fanno bene alle città

1. Gli alberi producono ossigeno

Forse vale la pena ricordarcelo e non pensare che cemento, wi-fi, parcheggi siano gli elementi naturali delle nostre esistenze. Gli alberi sono il motivo per cui la Terra è diventata respirabile e abitabile. In una sola stagione, un albero adulto produce la quantità di ossigeno necessaria a 10 persone. Ciò è ancora più rilevante nelle aree densamente popolate e inquinate, dove si prevede che i livelli medi di ossigeno si abbassino di circa il 6%.

2. Gli alberi puliscono l’aria

“Ogni anno, tra 3 e 4 milioni di persone muoiono a causa dell'inquinamento atmosferico e dei suoi impatti permanenti sulla salute umanaspiega Robert Mcdonald, lead scientist per The Nature Conservancy in un articolo pubblicato dal network C40 cities. “Gli alberi sono una soluzione conveniente come barriere contro l'inquinamento e filtro per l'aria”. Un albero adulto in ambiente urbano può incorporare una quantità di carbonio pari a 10-20 kg di CO2 ogni anno. 

Per Stefano Boeri “C’è bisogno di un’autentica rivoluzione: portare foreste nelle città vuol dire limitare la produzione di CO2 proprio dove per gran parte viene prodotta, far sì che la CO2 venga sfruttata come fertilizzante e trasformata in ossigeno; significa offrire un contributo concreto al rallentamento del riscaldamento globale e a favore dell’incremento della biodiversità”.

3. Gli alberi contribuiscono al controllo delle acque 

Se le città sono il regno dei materiali idrorepellenti come il cemento, gli alberi sono fondamentali nell’assorbimento dell’acqua in eccesso. Le chiome hanno la capacità di intercettare fino al 15% delle precipitazioni e la maggiore infiltrazione dei suoli non impermeabilizzati, contribuisce a rallentare e ridurre il deflusso delle acque piovane. Una piantumazione ispirata, ad esempio, al sistema oasiano studiato dall’urbanista Pietro Laureano potrebbe aiutarci nel progettare sistemi autocatalitici e anti-spreco.

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4. Più alberi significano meno aria condizionata

Con l’alzamento delle temperature è fondamentale per le città dotarsi di naturali sistemi per ridurre il caldo. Grazie alla loro traspirazione, gli alberi possono ridurre la temperatura dell’aria da 2°a 8°C, aiutando a regolare il microclima.

5. Gli alberi servono a pensare alla città come spazio per ogni forma del vivente

La piantumazione urbana crea corridoi verdi e permette la circolazione e sopravvivenza di insetti e animali. La visione della città come habitat, oltre a non creare fratture tra ecosistemi, aiuta ad uscire da egocentrismi antropocentrici e aprire la mente alla diversità e varietà.

6. Gli alberi per salute mentale e benessere

Trascorrere del tempo tra gli alberi è una risorsa fondamentale per un’esistenza felice. La certezza sul ruolo chiave del verde per la cura deve molto agli studi di Roger Ulrich, pioniere della ricerca sui giardini curativi: la natura migliora la salute fisica e mentale aumentando i livelli di energia e le capacità di concentrazione, diminuendo la pressione sanguigna e lo stress. Per Elena Lucini, tra i fondatori dell’Associazione Italiana Psicologia Ambientale e Architettonica, “la natura è terapeutica, una risorsa che ci educa all’attesa e ci aiuta a recuperare il senso del nostro stesso tempo biologico”.

7. Condividere spazi verdi per creare comunità

Coesione sociale e alberi sono strettamente legati. L’accesso a spazi verdi contribuisce ad aumentare il senso di comunità, riducendo isolamento e emarginazione, e a promuovere nuovi stili di vita. Si pensi al progetto Gangsta Garden di Ron Finley, dove la percezione di spazio pubblico in una zona periferica di Los Angeles è stata creata grazie a semi e cassoni di terra.

8. Memoria e immaginazione

Gli alberi sono esseri longevi, ci sopravvivono e memorizzano la storia del pianeta. Forse dovremmo guardare a queste incredibili opere naturali con il rispetto di chi si rivolge a un antenato. Forse dovremmo affidargli i nostri ricordi perché possano far parte di una storia collettiva. Forse, se ci ispirassimo un po’ di più alla natura, la nostra capacità di immaginazione acquisirebbe una nuova dimensione. E, se è vero ciò che scrive Emanuele Coccia “immaginare è sempre diventare ciò che si immagina”, se guardiamo agli alberi, siamo su una buona strada.

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