Formazione professionale, promozione della salute e dell’integrazione sociale, attività culturali per riqualificare il territorio: le aziende del design e i progetti di social responsability

Sono molte le aziende italiane dell’arredo impegnate in iniziative etico-sociali e di riqualificazione culturale nel territorio di appartenenza. Operazioni ben oltre il “team bonding” che non solo vedono coinvolti i dipendenti in prima persona, ma sono anche capaci di generare esternalità positive e di lunga durata per la comunità locale in generale. Si chiama corporate social responsibility (CSR), voce sostanziale nella certificazione B-Corp, che vede le aziende responsabili dell’adempimento del proprio dovere civico, al fine di promuovere un equilibrio tra crescita economica e benessere di società e ambiente.

Promuovere la formazione significa perpetuare il saper fare e la ricchezza nel territorio, incentivare la cultura del lavoro e il senso di appartenenza. E, se il valore del 'brand Italia' è stato stimato in circa 1.776 miliardi di dollari nel 2020 (The Annual Brand Value Ranking di Brand Finance), investire sulle persone e i mestieri tradizionali della manifattura italiana è una strategia di crescita. Così Bottega Intreccio, la piccola azienda di Mogliano (MC) che produce arredi realizzati in vimini intrecciato a mano, nel 2014 ha rilanciato la tradizione perduta del distretto locale con la fondazione della scuola Carteca, il cui nome significa “pressa e accosta”, richiamandosi al gesto manuale.

La scuola è finalizzata a preservare il bagaglio di conoscenze degli artigiani rimasti e a formare le nuove generazioni rendendo contemporanea un’arte antica. È impostata secondo il metodo della bottega medievale in cui l’artigiano esperto affianca l’apprendista, infondendo la passione per la manualità e per la precisione. Carteca è gratuita, finanziata da Bottega Intreccio insieme ad altre aziende locali. Gli studenti più meritevoli e predisposti, generalmente, vengono assunti dagli artigiani che lavorano per le stesse aziende.

Il Comune di Meda, insieme al Centro di formazione professionale Giuseppe Terragni e a dodici imprese medesi, tra cui Busnelli Corporate, BertO, Cassina, Flexform, Flou, Giorgetti, Paola Lenti, Minotti e Riva, ha inaugurato il progetto di orientamento professionale I Mestieri del Design, con l’obiettivo di aumentare le iscrizioni presso le scuole professionali del territorio, per esempio nelle classi di tappezzieri e falegnami. Il progetto prevede azioni orientative mirate a conoscere i modelli organizzativi delle aziende promotrici e a comprendere le opportunità formative e occupazionali nella realizzazione di prodotti di design.

Analogamente, Cristina Rubinetterie (Gruppo Caleffi) sostiene, con sette delle maggiori imprese del Novarese, il nuovo corso di meccanica, automazione e robotica dell’Istituto tecnico industriale Omar di Oleggio, fornendo il laboratorio dei più innovativi impianti industriali per formare periti altamente specializzati e con le competenze tecnologiche necessarie a un’industria sempre più evoluta. Caimi condivide con università, organismi di ricerca, enti e fondazioni i propri sette avveniristici laboratori (Caimi Open Lab), dedicati alla ricerca teorica e applicata in ambito tecnologico e acustico, ai nuovi materiali e alla prototipazione avanzata. Comprendendo che il sapere condiviso diventa una palestra collettiva per sviluppare nuove idee e spingere avanti la ricerca, non solo di prodotto ma più estesamente sul benessere psicofisico della persona.

La B-Corp Florim ha invece istituito il Centro Florim salute&formazione, il primo in Italia all’interno di un’azienda privata a essere certificato American Heart Association. Un centro di eccellenza di oltre 600 metri quadrati dedicato alla formazione del personale medico e paramedico, gestito dall’Ospedale di Sassuolo, con un’avanzata tecnologia di simulazione con umanoidi che riproducono funzioni umane.

La dignità della persona passa anche dall’etica del lavoro. Per la cordatura dei propri prodotti, Roda collabora da cinque anni con 7 Laghi Cooperativa Sociale di Bodio Lomnago (VA), che coinvolge circa quaranta persone tra normodotati, dipendenti svantaggiati e disabili psichici, consentendo a ciascuno collocazione e utilità sociale e dignità lavorativa. Inoltre, per il progetto Made in Carcere, Egoitaliano fornisce alle detenute del carcere di Lecce i tessuti per realizzare le Tote Bag. Queste borse sono distribuite in omaggio negli Egostore, ma gli altri prodotti eseguiti nell'ambito della stessa iniziativa sono venduti nell’omonimo e-commerce, coinvolgendo i detenuti in attività a sostegno alle realtà locali.

Con il Fondo Giovanni Alessi Anghini, presso la Fondazione Comunitaria del Verbano-Cusio-Ossola (VCO), dal 2009 Alessi sostiene progetti di utilità sociale, nei quali sono direttamente coinvolti i dipendenti che indicano verso quali cause indirizzare il fondo: quest’anno sono stati finanziati corsi di art therapy promossi dall’Associazione Volontari Aiuto Ammalati Psichici di Verbania, corsi ricreativi per persone affette da Parkinson e sostegni per gli ospedali locali durante l’emergenza Covid-19.

Il tema dell’inclusività sociale passa anche dallo sport quale pratica virtuosa di relazione tra normodotati e diversamente abili. A tal proposito, Saib è recentemente diventata sponsor della squadra di baskin (basket inclusivo) Vanoli di Cremona. Scelta che va ad affiancarsi al sostegno della Fondazione Sospiro della Cascina San Marco di Tidolo (Cremona), a favore di ragazzi con disabilità intellettive e autismo. Non sono poche le aziende del design italiane impegnate in attività di sposorizzazione in favore di squadre locali o a sostegno di atleti professionisti: Emu, il Gruppo Euromobil, Protek e Terratinta, per nominarne alcune, coinvolte da un ventennio e oltre.

Mapei nel 2019 ha inaugurato il Centro sportivo di eccellenza del Sassuolo Calcio che organizza anche numerose iniziative per il territorio e per i più giovani. Menzione d’onore al Premio Italiano di Architettura, il Mapei Football Center, progettato da Onsitestudio, conta 45mila metri quadrati e sei campi da gioco, di cui uno con tribuna coperta per 200 spettatori. L’edificio principale si dispone tra due campi da calcio, a memoria delle antiche barchesse, e ospita le funzioni pubbliche e gli uffici della prima squadra e della squadre giovanili. Sono stati impiegati i più innovativi prodotti e sistemi costruttivi del Gruppo Mapei.

Elaborare e promuovere l’eredità microterritoriale del luogo, sviluppando una coscienza ambientale. È l’idea alla base delle attività che la Fondazione Guglielmo Giordano promuove all’interno del Bosco di Piegaro, 146 ettari di foresta di proprietà della famiglia Margaritelli tra Perugia e il lago Trasimeno. Nel bosco si sono svolti lo spettacolo di danza Le cirque de la forêt, con tre ballerine/acrobate che si sono esibite sospese agli alberi del bosco, e la performance del sound artist Federico Ortica, che ha animato la foresta giocando sapientemente con le risonanze degli alberi, tra onde acustiche e vibrazioni naturali. Anche la Festa dei Boschi 2021 – con laboratori, letture e arte – ha avuto luogo nel bosco più high tech d’Italia: qui 30 alberi sono stati dotati di un pacchetto di sensori, sviluppati dal Cmcc, che misurano parametri quali i flussi d’acqua, la crescita in diametro, la qualità del fogliame e la salute in risposta a fattori umani e climatici. Per scopi di ricerca ma anche di sensibilizzazione ambientale.