Il 2020 si è chiuso bene per tante aziende dell'arredo, complice il ritrovato desiderio di casa. Uno studio del CSIL - Centro Studi Industria Leggera spiega i retroscena di questo risultato inaspettato

* Cecilia Pisa, senior partner CSIL Centro Studi Industria Leggera – Milano per l’analisi di mercato e gli scenari previsionali del settore arredamento

 

Per il settore del mobile il 2020 è stato un anno complesso e sorprendente allo stesso tempo. Il settore ha ovviamente mostrato gli effetti dirompenti delle misure di contenimento dovute al Covid-19, sia dal lato della domanda che dell’offerta, ma nel complesso l’anno si è chiuso con un risultato migliore rispetto alle attese iniziali.

Nel 2020, sia le vendite sui mercati esteri che la domanda interna di mobili hanno registrato una diminuzione di poco superiore al -10% in termini reali. Questo, tenuto conto dell’interruzione totale delle attività nei primi mesi seguiti allo scoppio della pandemia (con conseguente crollo dei ricavi), può essere considerato un buon risultato, anche rispetto ad altri paesi europei che hanno registrato flessioni più consistenti.

Nel primo semestre del 2020 si era registrata una notevole flessione delle vendite sul mercato interno con una caduta di oltre il -25%, conseguente alla contrazione del reddito delle famiglie e alla riduzione della ricchezza finanziaria. Nel terzo trimestre 2020 però, con la riapertura e la ripresa delle attività successiva ai primi mesi del lockdown, i dati congiunturali hanno iniziato a mostrare un rimbalzo che poi si è tradotto in una rapida risalita di ordini e fatturato per l’industria italiana dell’arredamento, che, almeno per i prodotti destinati alla casa, ha consentito a gran parte delle imprese di arginare, anche se non compensare completamente, le perdite della prima parte dell’anno.

Va sottolineato che tale risultato è la sintesi di andamenti molto differenti in termini di fatturati aziendali. Accanto a produttori di mobili in gravi difficoltà con perdite anche superiori al -20%, molti altri sono invece riusciti a contenerle o addirittura a incrementare le vendite grazie anche al fatto che hanno continuato a investire nello sviluppo di nuovi prodotti, in innovazione tecnologica e nell’apertura di nuovi negozi.

Tale variabilità nelle performance è anche legata al segmento di attività.

I materassi sono il comparto che ha registrato la flessione inferiore (-4%), seguiti dai mobili per la cucina e dagli imbottiti. Un campione di produttori di materassi rappresentativo di oltre il 40% della produzione totale del segmento ha registrato nel 2020 una crescita del fatturato superiore al 5%. Più pesante la caduta dell’ufficio (oltre il -20%), penalizzato in particolare dalla flessione degli investimenti delle imprese e di quelli del settore dei servizi. Una volta superata l’emergenza Covid, l’ufficio è probabilmente il comparto che subirà le trasformazioni maggiori, ma che sono ancora difficili da valutare. La diffusione dello smart working apre nuove opportunità per le imprese di questo segmento, ma molti produttori temono che gli ordini futuri generati dalle nuove esigenze lavorative non saranno sufficienti a compensare la riduzione delle grandi commesse da parte delle imprese per arredare le proprie sedi e la conseguente parcellizzazione dei progetti.

Un fattore importante di spinta all’acquisto di mobili che ha consentito all’industria dell’arredamento di conseguire questo risultato superiore alle attese, è stato il rinnovato interesse per la casa.

Gli scenari disegnati dalla pandemia hanno dato una nuova centralità all’abitazione che è stata in un certo senso riscoperta, ed è stata vissuta, in questi mesi, come uno spazio certo dove vivere e nel quale lavorare diventando, il nuovo fulcro di tutte le attività quotidiane. Pertanto quanto risparmiato nelle spese per viaggi o per l’intrattenimento è stato investito nel miglioramento dello spazio abitativo.

Questo nuovo modo di vivere la casa ha sicuramente influenzato i consumi. Tra le nuove tendenze si segnalano la grande attenzione ai prodotti legati all’home office (con richiesta in particolare delle sedute per ufficio ergonomiche e di piccole scrivanie), alla cucina, ai segmenti del comfort (dai materassi agli imbottiti) e ai mobili per esterni. Sono richiesti mobili flessibili/trasformabili (per esempio dalla libreria trasformabile in un letto ai divani dalla nuova struttura fatta di componenti modulari non rigidamente fissati l’uno all’altro). Emerge inoltre, una crescente attenzione all’ecosostenibilità e una preferenza per materiali naturali (legni con essenze che lasciano trasparire le venature, trattati con prodotti senza formaldeide e vernici all’acqua prive di composti organici volatili).

La pandemia ha anche impresso una forte accelerazione delle vendite attraverso e-commerce.

Per il futuro si ritiene che i consumi di mobili si rafforzeranno nel corso del biennio successivo (tasso medio annuo di oltre il 4%), trainati dalla ripresa degli interventi di riqualificazione edilizia e dalla maggior attenzione per l’ambiente domestico, diventato anche luogo di lavoro e di studio. Un buon uso dei fondi del Next Generation EU dovrebbe fornire un ulteriore forte impulso agli investimenti pubblici e privati. Il rimbalzo interesserà in modo differenziato i diversi prodotti inclusi nell’aggregato del mobile. Allo stato attuale, si ritiene probabile che si debba attendere il 2023 per avvicinarsi ai livelli di consumo precedenti la pandemia.

 

 

 

In apertura e nel testo, Hybrid, l'eclettica collezione di art de la table, disegnata dallo studio Ctrlzak (Katia Meneghini e Thanos Zakopoulos) per Seletti, che si amplia per restituire un ideale viaggio tra continenti alla scoperta di diverse culture. Se la nascita della linea ha rappresentato l’attrazione tra Oriente e Occidente, coniugando la tradizione della porcellana cinese a quella europea, l'evoluzione ‘Hybrid. One World, One Future’ abbraccia anche Africa, Centro e Sud America e Sud Asia. Una collezione di piatti, ciotole, tazze e vasi in ceramica  materiale che unisce idealmente tutte le culture – che grazie alla commistione di stili e mondi diversi cambia il modo di vedere le cose.