Il documentario “Infinito. L’universo di Luigi Ghirri”, scritto e diretto da Matteo Parisini, è un ritratto a tutto tondo del grande artista, oltre la fotografia

Nel documentario Infinito. L'universo di Luigi Ghirri sono le parole grande artista-fotografo, oltre ai suoi scatti, che fanno pensare e consegnano di lui un'immagine complessa, articolata e per molti versi inedita

"500 anni fa una persona normale vedeva nella sua vita forse 500 immagini", dice Ghirri nel filmato, scritto e diretto da Matteo Parisini e presentato alla Festa del Cinema di Roma.

"Noi, oggi, 500 immagini (se non di più) le vediamo nell'arco di una sola giornata. Il suo rapporto con l'immagini, quindi, era estremamente più raro e probabilmente molto più profondo del nostro. Oggi si avverte un bisogno di rifondazione di un nuovo alfabeto visivo. Un bisogno di purezza, di innocenza, di un sentimento dell'origine delle cose. Fotografare è per me rinnovare questo stupore".

Luigi Ghirri: non solo fotografo

Se il Ghirri fotografo gode ormai di fama internazionale, pregio principale del film è proprio quello di far scoprire al pubblico i suoi scritti che, recitati da Stefano Accorsi, ripercorrono le tappe principali della sua vita, fungendo da contrappunto ai suoi lavori e da ampliamento concettuale alle sue straordinarie immagini.

Il ritratto che dal documentario prende vita si avvale, oltre che degli scritti del fotografo, di una serie di interviste a personaggi che di Ghirri sono stati compagni diviaggio (tra cui i familiari, lo stampatore Arrigo Ghi e il musicista Massimo Zamboni), dei filmati realizzati dallo stesso artista, del paesaggio emiliano e, naturalmente, delle sue straordinarie fotografie, alcune delle quali inedite.

Dall’architettura di Aldo Rossi alla fotografia

Intellettuale a tutto tondo, interessato all'arte nella sua totalità, Ghirri era affascinato dalle architetture di Aldo Rossi, poiché vi trovava delle analogie col suo modo di interpretare la fotografia: "Sono architetture che non sembrano voler dare un segno forte all'interno del paesaggio, che sembrano muoversi su linee marginali all'interno degli spazi e dei luoghi.

Quella di Rossi non vuole essere un'architettura categorica ma qualcosa che cerca di dialogare con l'ambiente circostante. L'autobiografia scientifica di Aldo Rossi è stato un testo importante per il mio percorso culturale, per me è uno dei libri più importanti di tutto il Dopoguerra italiano".

Negli anni 70, Ghirri ha dato una nuova direzione alla fotografia

Per capire l'impatto dirompente dell'opera ghirriana e la portata rivoluzionaria della sua opera bisogna considerare, come ricorda Ghirri, come negli anni Settanta la fotografia dovesse essere pittorica, il corrispettivo di un quadro. Ghirri imbocca invece un'altra direzione, fotografa periferie, cementifici, svolge un lavoro di ricerca sulle radici e sulla memoria regalando un'iconografia a ciò che un'iconografia non aveva mai avuto.

Non a caso, altra sua fonte di ispirazione è Proust, di cui l'artista condivide la centralità del ricordo: "Io lavoro con la memoria, una memoria personale, però all'interno di un mondo in cui le informazioni sono di carattere collettivo".

Così Ghirri si fa fotografo di immagini sottratte al Tempo, ritrattista di un Presente flagrante e congelato come un fotogramma, talmente cristallizzato da dare l'impressione di scivolare nel Fantastico: "L'idea del Fantastico credo che ben si adatti alla mia idea del paesaggio.

Questo vedere un paesaggio come se fosse la prima e l'ultima volta determina un senso di appartenenza a ogni paesaggio del mondo. Un sentimento che mi ricorda il gesto naturale di stare al mondo".

Straordinario testimone umanista di un mondo che sembra impegnarsi con pervicacia a perdere la propria innocenza, Ghirri svelava con queste parole il segreto sotteso al miracolo laico della sua opera: "Recuperare lo sguardo che osserva come se fosse la prima e l'ultima volta, che si meraviglia anche solo davanti al miracolo della luce".

Già, fosse facile...

Le prossime date

6 novembre - ore 17.00 - Bologna, Cineteca, Visioni Italiane

10 novembre - ore 20.30 - Modena, Cinema Astra in occasione del Trentennale "Luigi Ghirri.Vedere Oltre", in concorso a Via Emilia Doc Fest

16 novembre - ore 19.00 e 21.00 - Reggio Emilia, in occasione del Trentennale "Luigi Ghirri.Vedere Oltre", Cinema Rosebud

19 novembre - Polignano, Fondazione Pino Pascali

25 novembre - Milano, Spazio Anteo, Milano Design film Festival + Beltrade e Cinemino da definire

26 novembre - Sant'Arcangelo, Supercinema

Gennaio 2023: uscita su Sky Arte

Cover photo: © eredi Luigi Ghirri