Sicure e sostenibili, le costruzioni prefabbricate prendono quota. E l’architettura si mette alla prova

Possiamo osservarla dalla vertigine degli 84 metri del Mjøstårnet di Brumunddal in Norvegia, il grattacielo in legno più alto del mondo, a 140 chilometri da Oslo. Oppure dagli 84 - appena un metro sotto - della torre viennese di HoHo. Quella del legno all’architettura è una scalata discreta, con qualche numero a effetto come quello degli edifici più imponenti che da qualche tempo hanno iniziato a sfidare con successo il cemento, e un tessuto che cresce anche nella scala più piccola, dove il fenomeno delle case prefabbricate in materiale naturale è in ascesa dopo anni di diffidenza.

“Se le foreste filtrano il gas serra CO2 dall'aria e sono attive nella protezione del clima, allo stesso modo l'uso del legno come materiale da costruzione è efficace contro il cambiamento climatico” spiegano da Rubner, azienda del Trentino Alto Adige ed eccellenza del settore con una storia lunga quasi un secolo.

Il legno del materiale da costruzione è considerato Co² neutro ed è molto leggero. Di conseguenza, sia il consumo di energia per l'estrazione, che la lavorazione e il trasporto sono inferiori rispetto ai materiali ad alto tenore di carbonio come i mattoni o il calcestruzzo. Inoltre, un metro cubo di legno libera l'atmosfera da una tonnellata di CO2.

“Chi costruisce con il legno contribuisce con la sua casa a trattenere l'anidride carbonica e rispetta la natura. Il legno si rinnova più velocemente di quanto serve. Ogni secondo cresce un metro cubo di legno. Ciò significa che ogni giorno si potrebbero costruire 2160 case”.

La scalata di un nuovo materiale al mondo del design e dell’architettura ha sempre bisogno dei creativi per realizzarsi e dimostrare appieno le proprietà e le performance del materiale stesso. Weaving Architeture, per esempio, è stata l’installazione dello studio Miralles Tagliabue EMBT che alla Biennale di Venezia del 2018 ha squadernato le proprietà della quercia rossa americana.

"La quercia rossa non ha solo un'impronta di carbonio minima, ma è anche veramente sostenibile", spiega David Venables, direttore europeo di AHEC, l’American Hardwood Export Council che svolge un ruolo di primo piano nella promozione del legno sul piano internazionale ed è stato tra i sostenitori di Benedetta Tagliabue - Miralles Tagliabue EMBT a Venezia.

"La foresta di latifoglie americane, che occupa circa 120 milioni di ettari degli Stati Uniti, è stata ben gestita da generazioni successive di piccoli proprietari terrieri. Gli alberi vengono raccolti selettivamente e sostituiti con la rigenerazione naturale. Il legno cresce a un ritmo molto più alto rispetto a quello con cui viene estratto e la foresta aumenta di 401 ettari ogni anno - l'equivalente di un campo da calcio ogni minuto”.

Racconta Venables: “Benedetta Tagliabue ha intrapreso un viaggio con American Hardwood Export Council per esplorare il potenziale delle specie americane. Questo viaggio è iniziato con The Workshop of Dreams, dove Benedetta ha collaborato con l’executive director del Premio Pritzker di Architettura, Martha Thorne, per creare una serie di tavolini da caffè realizzati in legno di latifoglia sostenibile degli Stati Uniti.

Ed è poi proseguito con Too Good to Waste, un'installazione presentata alla Milano Design Week 2017, che ha aperto un dialogo sulla necessità di utilizzare le diverse specie che le foreste producono per raggiungere una reale sostenibilità. Ecco perché quando si è dovuto pensare al materiale da utilizzare per Weaving architecture, la quercia rossa americana è stata una scelta ovvia per EMBT, che aveva già avuto modo di apprezzare questa bellissima specie e le sue eccezionali proprietà ambientali”.

Spiegano da Rubner: “Siamo la quarta generazione di un'azienda a conduzione familiare e vogliamo sapere da dove arrivano il legno e tutti i materiali impiegati per costruire la vostra casa. Per questo motivo, nel corso degli ultimi novant’anni di storia della nostra azienda abbiamo creato una filiera produttiva che ci permette di monitorare ogni fase della costruzione della casa dei vostri sogni, dal legno come materia prima fino al completamento della casa.

Il legno che impieghiamo proviene dal nostro bosco di Mezzaselva vicino a Bressanone e da boschi alpini certificati. Il legno viene tagliato da noi secondo i massimi standard di qualità, nelle segherie di nostra proprietà situate in Alto Adige, nel Tirolo Orientale e nella Stiria e successivamente lavorato nelle aziende del gruppo".

Costruire una casa in legno vuol dire affidarsi a imprese certificate e superare un percorso burocratico di permessi che significa anche il superamento della diffidenza sulla sicurezza: i prefabbricati sono infatti edifici durevoli e antisismici, con tempi di costruzione ridotti e la garanzia del prezzo certo all’acquirente.

Questa fiducia spiega i numeri in ascesa fotografati dal quinto Rapporto Case ed Edifici in legno realizzato per l’Italia da Assolegno: il settore vale 1,35 miliardi di euro alla produzione in aumento del 2,3% rispetto all’anno precedente. Sono state realizzati nel 2019 circa 3.300 edifici in legno e la quota sui permessi di costruire che tocca quota 7%. L’Italia esporta 60 milioni di euro di fabbricati in legno.

L’internazionalizzazione è al 20%, mentre Lombardia, Veneto e Emilia Romagna sono le zone dove si concentra il numero maggiore di costruzioni con struttura di legno. Ma la novità più significativa è che il mercato comincia a strutturarsi anche in ampie zone del Centro, a partire da Toscana, Lazio e Marche, arrivando a toccare anche regioni del Sud come Puglia e Sicilia.