A quattro anni dalla sua fondazione, da parte dell’imprenditore veneto Gianmaria Mezzalira, il Gruppo MIG diventa il terzo player nazionale nel settore dell’arredamento per l'ufficio e continua a crescere, guardando a Oriente

Appena iniziata, la storia di MIG è già ricca di successi. Mezzalira Investment Group ha un portfolio di aziende specializzate nei settori dell’arredamento casa-ufficio e della componentistica meccanica (Sitland, Jesse, Rotaliana, Sinetica, Sacemi Gamar, MWM Design, Mascagni e Rexite), ed è già attivo in oltre 90 Paesi. Tra gli obiettivi di breve periodo c’è il superamento dei 100 milioni di euro annui di fatturato. Il Gruppo non si ferma davanti alla crisi economica che, conseguenza di quella sanitaria, sta investendo la nazione.

Le acquisizioni completate tra fine del 2020 e primi mesi del 2021, di strorici brand (Mascagni Ufficio e Rexite) specializzati in arredo per uffici, confermano un’espansione forte e continua, che fa di MIG il terzo top player italiano del settore office, soddisfacendo ogni esigenza d’arredo, sia in ambito residenziale sia contract.

La chiave del successo è stata fin da subito puntare sull’internazionalizzazione, con l’obiettivo di promuovere il made in Italy, l’alta qualità e l'italian style in tutto il mondo, valorizzando le produzioni italiane locali radicate sul territorio. Obiettivo conquistato con l'apertura di showroom a Londra, Oslo, Madrid, Pechino, Milano, Varsavia e, prossimamente, a Dubai.

“Questo periodo di crisi ci ha confermato quanto sia importante ridare valore al made in Italy, lavorare sulla sostenibilità e creare network”, spiega Gianmaria Mezzalira, founder e CEO di MIG. “Il nuovo showroom di Dubai vuole essere tutto questo. Il nostro gruppo esporta quasi l’80% all’estero, abbiamo oltre 3.000 punti vendita e 100 distributori nel mondo con oltre 3.000 prodotti a catalogo e più di 1.000 progetti contract realizzati. Siamo convinti che la condivisione di best practise e la collaborazione siano un motore di crescita da sviluppare.”

Al momento, il Gruppo MIG è il maggior fornitore italiano di arredi in tre grandi progetti mediorientali in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti: le aziende del Gruppo hanno infatti partecipato alla fornitura di complementi per ufficio destinati alla sede della società petrolifera Qatar Petroleum District a Doha, ma anche agli uffici per la Procura di Abu Dhabi e per la Saudi Central Bank, in Arabia Saudita. Entro settembre 2021, è prevista la chiusura di altri tre importanti progetti in Indocina, il primo in Vietnam, poi a Singapore e Thailandia (Bangkok).

“In un periodo storico complesso, in cui le piccole realtà produttive faticano a investire e a proiettarsi nei mercati internazionali, la forza del Gruppo risiede proprie nelle sinergie che vengono a crearsi tra i nostri brand”, prosegue Mezzalira. “La nostra offerta integrata, rafforzata ancora di più dalla coesione tra le diverse aziende, è apprezzata soprattutto all’estero, dove i nostri partner dialogano sempre con un unico interlocutore, trovandosi davanti un’offerta completa sotto ogni punto di vista. Ci siamo aggiudicati diverse commesse internazionali, soprattutto a Oriente, caratterizzate da grandi forniture di complementi d’arredo.”

Grandi novità anche in casa Jesse, l’unica realtà del gruppo legata all’arredo casa, che tra maggio e novembre 2021 aprirà in Cina (Shanghai, Chongquing, Suzhou, Wuxi, Hangzhou, Shenzhen) sei nuovi showroom e il primo Flaghship Store.

Gruppo MIG: l'espansione in Oriente del brand Jesse

Una internazionalizzazione che in casa MIG non vuol dire delocalizzazione. In un periodo in cui l’Italia e soprattutto Milano è rimasta paralizzata, il Gruppo MIG in controtendenza ha spostato il suo Headquarters nello showroom di via della Spiga per offrire ai mercati internazionali soluzioni progettuali sempre più complete e innovative rivolte ai diversi settori. Ha lasciato nella sede vicentina gli impianti produttivi, mantenendo i posti di lavoro, senza applicare tagli al personale. L’intera produzione del Gruppo è rimasta 100% italiana, nessun lavoratore ha fatto le spese della crescita internazionale. Una salita virtuosa unita alle buone pratiche di economia circolare e sostenibilità che premia il territorio e il lavoratore, mantenendo una filiera intatta in cui il controllo diventa più efficace e la qualità si innalza.