Realizzare contratti e leggi più comprensibili e trasparenti migliorerebbe le relazioni fra cittadini e istituzioni, imprese e clienti: ne abbiamo parlato con il CEO di Mondora, l'innovation agency attiva nel legal design

Buone imprese che nascono da risposte inaspettate: in sintesi questa è la storia di Design Rights, partnership fra l’innovation agency Mondora e LCA, studio legale milanese.

“Stavo firmando un contratto che avrebbe avviato una nuova società e mi sono reso conto che non capivo nulla di quanto stavo leggendo”, racconta Francesco Mondora.

“È seccante, ho fatto notare al mio avvocato. Non si può renderlo più comprensibile, in modo che sappia per cosa mi assumo la responsabilità?”.

L’avvocato risponde: legal design

Rendere i testi legali e normativi, i contratti e le procedure più comprensibili attraverso l’uso del design. Dimenticare il “legalese” per pietà del cittadino comune, riorganizzare il documento dal punto di vista grafico. E, soprattutto, per trasparenza degli accordi e delle regole.

Francesco Mondora continua a raccontare: “L’idea di creare un co branding di legal design con un grande studio legale come LCA mi è sembrata autentica e leggera. Servono due approcci disciplinari per fare un buon lavoro sull’architettura dei documenti e sul linguaggio dei contratti. Ci vuole anche una visione legale capace di dare validare legalmente il lavoro di semplificazione e di trasparenza del progetto”.

Imprese e clienti hanno bisogno di trasparenza

Il legal design concepito come un’impresa di servizi ha come target principale le grandi corporate. Quindi la complessità della contrattualistica in questo caso, una volta elaborata e semplificata attraverso un progetto di design, deve avere un valore legale.

Qualche esempio: Design Rights si è occupata di ridisegnare il contratto di assunzione a tempo indeterminato di Accenture, che è interessata a costruire una policy evoluta e dinamica nella relazione con i propri dipendenti.

È una strategia, quella della trasparenza e della fiducia contrattuale, che mira ad attrarre giovani talenti e a stabilizzare la relazione di lavoro, in un mercato che al contrario è molto mobile. Il nuovo contratto quindi non solo ha un valore giuridico, ma è comprensibile, esteticamente curato, leggibile. Il design, nell’ambito legale, ha il ruolo di umanizzare e semplificare lo spettro italico per eccellenza: la burocrazia.

Il legal design funziona

“Volevamo avere una prova tangibile che un approccio legale proattivo, centrato sull’efficacia della relazione professionale, ha una ricaduta realmente positiva sugli accordi professionali o commerciali fra aziende e persone. Lo abbiamo chiesto direttamente agli interessati e adesso sappiamo con sicurezza che il legal design è efficace, funziona. Non solo c’è un apprezzamento generico, ma una maggiore comprensione e chiarezza nella reciprocità di diritti e doveri”, spiega Francesco Mondora.

Altro esempio: il contratto di prestito personale di Banca Sella. L’ambito qui si fa critico: le relazioni con gli istituti di credito sono spesso un terreno di acredine soffuso da una generale sensazione di sfiducia. Alice Tosetto, responsabile dell’ufficio legale del personal credit chiarisce: “L'obiettivo è raggiungere una comunicazione più snella, accessibile e trasparente, per favorire la comprensione e semplificare l’esperienza. Vogliamo che i nostri clienti possano leggere i nostri contratti con la tranquillità di poter capire ogni passaggio senza essere un esperto di diritto".

Il legal design funziona e i clienti apprezzano

Il risultato è un contratto disegnato da Design Rights che cerca, per quanto possibile, di rendere chiari i termini, i tempi, le modalità di rimborso del prestito con l’uso di un’architettura grafica funzionale, icone, linee temporali. La comunicazione è più chiara, i riferimenti per accedere a informazioni e contatti all’interno della banca sono immediatamente visibili, le informazioni su come recedere dal contratto, sulle modalità di rimborso anticipato e, soprattutto, su quello che la banca si aspetta di sapere dal cliente e in quali tempi, sono intuitive. Anche qui Design Rights ha organizzato un survey post progettuale: il nuovo contratto funziona e i clienti apprezzano.

Il linguaggio: addio al legalese

“Ci stiamo attivando per avere la certificazione plain launguage”, dice Francesco Mondora. Ovvero la garanzia che Design Rights è in grado di tradurre il “legalese” in italiano.

Perché l’altro punto dolente della burocrazia, e quindi della relazione fra legge e persone, sono le parole. In Italia il diritto ha una tradizione millenaria, che conduce nella sua espressione meno utile alla figura manzoniana dell’azzeccagarbugli.

L’idea alla base del concetto del plain language è di ribaltare il paradigma burocratico a favore del cittadino. Ovvero rendere semplice la complessità e l’apparente illeggibilità dei lemmi di legge.

Nei progetti di Design Rights quindi si tenta in ogni modo e dove possibile di utilizzare parole di uso comune e una sintassi elegante e intelligente soprattutto perché comprensibile. Come accade appunto durante la progettazione di uno strumento quotidiano di uso comune: un'app, un cavatappi, una lampada.

Funziona anche fra istituzioni e cittadini

La combinazione di grafica e parole progettate per essere chiare, l’uso massiccio di sintesi visive e infografiche, immagini e icone al posto di frasi. Difficile non pensare che tutto questo potrebbe anche rendere più efficienti e piacevoli i rapporti fra cittadini e istituzioni. “Stiamo lavorando ad alcuni progetti con il Comune di Milano.

Il legal design aiuta la comprensione degli iter burocratici e sottintende la cura della collettività verso il singolo. È evidente che per essere messo in grado di esercitare il proprio diritto alla comprensione delle leggi e delle norme aiuta in modo significativo anche il desiderio di rispondere dei propri doveri.

Gli effetti delle metodologie del legal design in ambito istituzionale sono già stati analizzati in altri paesi europei e negli Stati Uniti: tutto funziona meglio, in particolare quando ci si trova in una situazione multiculturale: la chiarezza rende tutti più inclini a rispettare le regole in un clima di reciprocità”.