Meno slogan e più sostenibilità a vista: svolta eco per il design?

Per la comunicazione dell'impegno green nel design, potrebbe essere iniziata una fase nuova. Dopo anni di proclami al limite del greenwashing, molte aziende sembrano avere compreso che, in fatto di ambiente, sobrietà e discrezione ripagano più di molti slogan.

Tanto che sta diventando attuale un termine come greenhushing, per indicare la policy dei brand che preferiscono non comunicare le proprie politiche ambientali, anche quando sono degne di nota.

Del resto, c'è meno bisogno di ricorrere ad annunci e sovrastrutture, se a parlare sono direttamente i materiali impiegati. È quello che stiamo iniziando a vedere negli ultimi tempi: l'uso di materie prime, vergini o di riciclo, che raccontano da sole il coté ecologico dei prodotti.

Mattoni di canapa dall'aspetto grezzo, lane e tessuti non trattati, metalli che rinunciano alle cromature: crescono le scelte progettuali in cui la materia è lasciata a vista con le sue proprietà naturali, come in una sorta di ritorno alle origini che riduce lavorazioni e impatto.

La bio canapa per l'edilizia

Uno dei casi più interessanti di questo fenomeno è andato in scena all'ultimo FuoriSalone. Nel garage di Design Variations, il lay out degli spazi espositivi è stato realizzato da Park Associati con i mattoni di Biomat, azienda pugliese specializzata in bioedilizia che fa della canapa un materiale da costruzione.

Per Hemp-Scape, il nome del progetto, sono stati usati mattoni termici in canapa e calce che permettono di creare elementi architettonici flessibili attraverso blocchi sovrapposti a secco che danno vita a cortine curve o lineari.

“Hemp_scape" spiegano gli architetti "è stata l'occasione per puntare i riflettori su temi che il nostro team di ricerca Park Plus porta avanti da anni, inerenti all’urban mining e ai materiali bio-based, per enfatizzare la necessità di un’architettura etica, responsabile e a basso impatto.

La totalità dei mattoni di canapa impiegati è stata rimessa sul mercato a fine evento per essere riutilizzata, grazie a un montaggio completamente a secco che ne consente la costruzione e de-costruzione rapida, a impatto zero sull’ambiente”.

La lana non trattata

Riconducibile a questo filone è anche il lavoro di Ruga Perissinotto, lo studio di design fondato da Alessandro Ruga e Carlotta Perissinotto autore di Tracce, la collezione tessile realizzata con lana proveniente dalla pecora Lamon.

Una lana che non serve tingere: bastano le variazioni di colore naturalmente presenti, per disegnare un segno grafico quasi impercettibile e allo stesso tempo sofisticatissimo, valorizzato dal processo di cottura del tessuto.

Tracce nasce come un progetto di ricerca che lo studio avvia nel 2022 dopo l'incontro con Paolo Paoletti nel lanificio di famiglia e continua come collezione di prodotti in lana al 100 per cento italiana. Un’indagine storica alla riscoperta di una cultura che affonda radici profonde nel suo territorio, fatto di valori antichi e di gesti sapienti, come quelli delle donne che filavano in casa.

Nient'altro che acciaio

Poche lavorazioni sono altamente impattanti sull'ambiente come la cromatura dell'acciaio. E infatti tra i principali responsabili dell'inquinamento del Lago d'Orta, una ferita famosa in tutto il mondo, provocata nella metà del Novecento e risanata negli anni Novanta dello stesso secolo, ci sono proprio le aziende di rubinetteria della zona.

Dalla memoria di quel disastro, e del suo risanamento, nasce l'attenzione per l'ambiente di Enrico Magistro, ceo di Quadro Design, l'azienda di rubinetteria in provincia di Novara che ha in catalogo unicamente prodotti in acciaio non trattato, dove le proprietà di questo materiale brillante e indeformabile sono impresse a vista, senza sovrastrutture o aggiunte di colore, nelle collezioni firmate da designer come Formafantasma, Calvi Brambilla, Giacomo Moor.

L’acciaio inossidabile utilizzato “a nudo” è un materiale nobile e a bassissimo impatto. Il processo produttivo non richiede cromature e rivestimenti inquinanti, il materiale non si corrode a contatto con l’acqua e non rilascia elementi nocivi. E, a fine vita, può essere riciclato.

L'eleganza dell'alluminio

Tra i materiali ecologici per definizione perché totalmente riciclabili, c'è l'alluminio, sempre più sulla breccia nel mondo del design, tanto che uno dei principali produttori al mondo come Hydro, attivo nei sistemi dell'edilizia e dei tubi di precisione, ha deciso di scommettere ingaggiando per l'ultima Design Week milanese una serie di designer di livello commissionando loro una collezione che raccontasse prerogative e nobiltà di questa materia prima.

Dalla panca T-board di Philippe Malouin all'appendiabiti Tuba di Andreas Engesvik, ogni pezzo metteva in luce, intatta, la forza narrativa del profilato, facendone della provenienza industriale un driver di riconoscibilità ed eleganza.