La dimora più famosa di tutti i tempi compie sei decadi, dal monolocale in stile Sixties alla più moderna villa eco-friendly. Un’abitazione formato giocattolo che nei decenni racconta, in miniatura, come è cambiato il nostro modo di vivere e organizzare gli ambienti domestici

La casa dei sogni di Barbie compie sessant’anni, una dimora che in sei decadi ha modificato architettura e arredamento, passando dal monolocale in stile Sixties al castello rosa e glitter anni Novanta, fino ad arrivare al più contemporaneo edificio eco-friendly con pannelli solari e materiali a chilometro zero degli anni Duemila.

Perché la casa di Barbie ci racconta l’evoluzione dell’arredamento e dell’interior design

Un’abitazione formato giocattolo che in miniatura ha proposto dettagliatissimi set di interior design e soluzioni domestiche all’avanguardia, anticipando tendenze e riflettendo l’evoluzione dello stile americano e globale.

Al contempo, la Dreamhouse ci restituisce una timeline di come siano cambiati i giochi, la loro ideazione e realizzazione, soluzioni educative più inclusive, resistenti e coinvolgenti, che sottolineano come il design possa fare la differenza nell’immaginario dei più piccoli.

Dal monolocale in stile Sixties alla casa con outdoor anni Ottanta

Barbie, la prima vera trend-setter e imprenditrice di se stessa, non sembra temere Imu, Tari e Tasi, di abitazioni infatti ne ha a decine, da anni le ristruttura e le cambia di continuo. La celebre bambola platinata e icona femminista ha acquistato la sua prima proprietà immobiliare nel 1962, prima ancora che alle donne fosse permesso di aprire un conto bancario, investendo in un monolocale in cartone, dalle dimensioni contenute ma coloratissimo e con uno stile ultramoderno per l’epoca.

Nel 1979, Barbie trasloca nella più grande e confortevole Dreamhouse, la casa a forma di A, la prima interamente in plastica, con tetto spiovente e fiori sul davanzale, e nel 1984 compra anche il cottage per le vacanze, con terrazzo sul tetto, barbecue, zona solarium, tavolo con sedie e ombrellone parasole.

Dal castello anni Novanta all'architettura eco-friendly del Duemila

Anni Novanta: è la volta del castello rosa e glitter super accessoriato, con interni lussuosi, un camino, un open space con cucina e living, una vasca per due, piante, l’amico a quattro zampe e complementi ricercati. Negli anni Duemila, ancora una volta in linea con i trend dell’interior design, la villa di Barbie si fa più minimal e le nuances più sobrie.

Fino ad arrivare nel 2013 alla svolta ambientalista, con l’Aia Barbie Dream House firmata dall’American Institute of Architects su iniziativa di Mattel, una casa eco-friendly con pannelli solari sul tetto, un sistema di irrigazione per le piante a basso impatto, pavimenti in bambù, scarico dei bagni ecologico, materiali a chilometro zero ed elettrodomestici di classe A, un progetto che avrebbe un valore di 3,5 milioni di euro.

L’ultima versione è la nuova Casa di Malibù, un’abitazione trasformista che rispecchia il nuovo modo di vivere contemporaneo, sempre più fluido e ibrido. Un esempio? Il soggiorno, al primo piano, diventa all’occorrenza una sala cinema, e la cucina è un open space-bar dove accogliere e intrattenere gli ospiti.

Habitat for Humanity, una casa reale e dignitosa per tutti i bambini

Per festeggiare i sessant’anni della casa di Barbie, Mattel ha promosso una partnership con l’organizzazione no profit Habitat for Humanity per supportare sessanta progetti edilizi in favore di famiglie in difficoltà.

Nel corso del 2022, verranno finanziati progetti in paesi come Canada, Polonia, Brasile, a Los Angeles sarà costruita una nuova abitazione, e a livello internazionale verranno riparate le strutture a rischio, realizzate nuove playhouse, con i dipendenti Mattel attivi sul campo per aiutare in prima persona le comunità. Affinché una casa, dignitosa, non sia più un sogno di plastica, ma una realtà alla portata di tutti i bambini.