A Milano, ma anche in streaming, arriva Milano Design Film Festival 2021: il programma e le riflessioni delle co-curatrici Silvia Robertazzi e Porzia Bergamasco

Dal 21 al 24 ottobre, la Triennale di Milano accoglie (in presenza ma anche in streaming) il Milano Design Film Festival 2021. La nona edizione della kermesse che coniuga cinematografia e progetto ha come tema portante il ‘Reset’, inteso come ripartenza, volontà e allo stesso tempo intento concreto e informativo. Non a caso - come ci hanno raccontato le curatrici Silva Robertazzi e Porzia Bergamasco, vedi sotto - nelle produzioni cinematografiche legate al tema del progetto negli ultimi due anni è diminuito l’interesse per le biografie e le architetture storiche mentre si è intensificata l'attenzione alla contemporaneità, al vivere nelle città e alla natura.

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Milano Design Film Festival 2021: il programma

Il Milano Design Film Festival 2021 sarà quindi la prima edizione phygital dell'evento (dopo quella totalmente online del 2020). Il programma prevede talk di approfondimento e proiezioni (vedi sotto il programma), per 4 giorni dedicati ai temi sociali più rilevanti del periodo storico che stiamo vivendo, declinati – anche – in ambito architettonico e di design.

Milano Design Film Festival 2021: i guest curator

I guest curator del Milano Design Film Festival 2021 sono Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra, dello studio Barreca & La Varra di Milano. La loro selezione di film si è incentratasull'uso del paesaggio italiano da parte di registi stranieri come sfondo per raccontare storie (la sezione curata dai due architetti è “CIAK IN ITALY. Registi stranieri nel paesaggio italiano”).  con una selezione di film incentrati sulle modalità in cui vari registi stranieri hanno guardato al paesaggio italiano come sfondo ideale per creare storie.

Sono invece Andrea Trimarchi e Simone Farresin, (studio Formafantasma) i curatori della sezione che indaga il rapporto tra uomo e natura, Bloom. La loro rassegna si intitola “I, You and It: Stories of entanglement between species”. “I film che abbiamo scelto per il Milano Design Film Festival 2021", dicono, "sono tutti molto diversi tra loro, ma crediamo ci possano aiutare a navigare le acque profonde e inesplorate del tempo in cui viviamo” (per i titoli, vedi sotto).

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Il Milano Design Film Festival 2021 raccontato da Silvia Robertazzi e Porzia Bergamasco

A raccontarci come e cosa è cambiato in nove anni di appuntamenti, sono Silvia Robertazzi, curatrice e fondatrice del MDFF e Porzia Bergamasco, co-curatrice.

'Reset' è il tema di quest'anno. Cosa è cambiato nei film che si occupano di progetto dall'inizio della pandemia?

Abbiamo lavorato sul tema della ripartenza intesa come ripensamento di stili di vita, fenomeni urbani e modalità progettuali consolidate adattandole alle problematiche post Covid-19. E, osservando il panorama del lavoro dei registi e esplorando le proposte, abbiano notato dei cambiamenti di focus. Sono  infatti numerosi i temi legati all’urbanistica, alla sostenibilità, al valore dei processi produttivi. Diminuisce l’interesse per le biografie, le architetture storiche e aumenta per la contemporaneità, il vivere nelle città. La natura è poi sempre più presente, per sensibilizzare al rispetto e al dialogo. Si parla di servizi, esperimenti di social housing, attività creative condivise, materiali, economia circolare. I dibattiti sono centrati sulla riqualificazione degli edifici o del loro impatto nelle città.

9 edizioni sono molto più di 9 semplici anni se si conta che nel mezzo c'è stato l'affermarsi dei social media, delle piattaforme in streaming e una pandemia. Come è cambiato il settore dalla prima edizione?

L’home-theatre ha preso il sopravvento anche a causa dei lockdown e delle restrizioni relative alle sale cinematografiche. E anche noi ci siamo dovuti adeguare. Lo scorso anno abbiamo dovuto immaginare, in brevissimo tempo, un festival totalmente in streaming. Ma, nonostante potesse sembrare una limitazione, si è rivelata un’opportunità: l’8° edizione di M DFF è stata seguita da 12 mila utenti unici per 150 mila pagine viste in tutta Italia. Ecco perché quest’anno abbiamo pensato di offrire la stessa opportunità, integrando digitale e fisico, dando modo di partecipare anche a chi vive fuori Milano o a chi è ormai abituato a fruire il cinema sullo schermo di casa. Sicuramente tutto questo nel 2013 - quando abbiamo iniziato - non potevamo prevederlo.

Tra fiction e miniserie tv: come è cambiata la fruizione di un film nel 2021?

Se prima la fruizione di un contenuto video era legata al cinema o a un appuntamento televisivo, oggi possiamo scegliere nel tempo e nello spazio. Le nostre preferenze interagiscono anche con le produzioni stesse, soprattutto per le serie a stagioni: è il gradimento dello spettatore che le indirizza. Le piattaforme streaming, poi, trovano conveniente produrre film che possono essere anche trasferiti in sala. Ne è un esempio: ‘È stata la mano di Dio’ di Paolo Sorrentino, al cinema da novembre e su Netflix da dicembre. Le mini-serie, invece, possono approfondire contenuti senza destare dipendenza da racconto: in poche puntate sviluppano temi in modo ragionato. La serie ‘Dinner Club’, per esempio, utilizza il genere food-travelogue legandolo alla scoperta del territorio, forse ispirandosi al primo reportage eno-gastronomico Rai del ’57: ‘Viaggio nella Valle del Po’, regia di Mario Soldati. Sembra quindi crescere l’interesse verso il genere documentario di intrattenimento, che spazia da tematiche sociali a politiche. La vasta offerta porta però anche disorientamento: Milano Design Film Festival ha la funzione di organizzare e guidare lo spettatore verso tematiche precise.

Quali sono i bisogni attuali e collettivi che il cinema del MDFF porta all'attenzione del grande pubblico nel 2021?

I documentari evidenziano un sentire comune verso malumori politici e sociali, soddisfano un desiderio di analisi e comprensione rispetto a quello che accade intorno a noi e verso quello che acquistiamo, sia un oggetto o una casa. Cercano di sensibilizzare la collettività verso una bellezza che è sintesi etica e progettuale legata a processi responsabili e intelligenti. In passato c’erano le teorie legate all’architettura organica, ora, con l’aiuto delle tecnologie applicate, è la progettazione computazionale che aiuta a raggiungere l’armonia ottimale: grazie all’inclusione delle variabili prevedibili di impatto generale sul territorio si giunge all’architettura bioclimatica.

Nell'ultimo semestre il nostro Paese ha attirato l'attenzione internazionale, tra vittorie e podi: quale ruolo ha l’Italia oggi in ambito cinematografico?

È indubbio che si sta affermando un nuovo neorealismo italiano - Matteo Garrone (Dogman), Alice Rohrwacher (Lazzaro felice) i fratelli Innocenzo (La terra dell’abbastanza e Favolacce), Yuri Ancarani (Atlantide) e tanti altri - che racconta la realtà impiegando anche attori non professionisti. Nella grande tradizione della cultura italiana anche il cinema riesce a essere contemporaneo, ispirandosi in maniera intelligente al suo passato e definendo un nuovo linguaggio originale e indipendente. Forse questa nuova ondata, a ben ragione, sta riscuotendo l’interesse e il plauso internazionale.

 

Milano Design Film Festival 2021: i film e il programma

  • Lunedì 18 ottobre (opening su invito) première mondiale del film ‘The importance of being an architect’ (di Giorgio Ferrero e Federico Biasin, una produzione MyBossWas, 60’, Italy, 2021) che mette al centro la riflessione sul ruolo dell’architettura nella società contemporanea attraverso lo sguardo di Antonio Citterio (leggi qui l’approfondimento) presso il Teatro della Triennale di Milano + segue talk moderato da Gianni Canova con gli architetti Citterio, Viel e i registi. Guarda qui il trailer del film.
  • Giovedì 21 ottobre alle ore 18.30 avvio ufficiale del festival con saluto di benvenuto di Silvia Robertazzi (fondatrice e co-curatrice MDFF) | sezione Ciak In Italy. ‘Registi stranieri nel paesaggio italiano’ curata dai guest curator Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra e la seconda proiezione di: ‘The importance of being an architect’. I film in programma coprono un arco temporale che va dagli anni 50 al 2010: da A Venezia… un dicembre rosso shocking (Nicolas Roeg, Regno Unito/Italia, 1973, 110’) a La contessa scalza (Joseph L. Mankiewicz, USA/Italia, 1954, 130’), da Passione (John Turturro, Italia, 2010, 90’) a Tre passi nel delirio (Federico Fellini, Louis Malle, Roger Vadim, Francia/Italia, 121’).
  • Venerdì 22 ottobre alle ore 17.30 per la sezione Bloom (rapporto tra uomo e Natura) i guest curator Formafantasma presentano la rassegna di film ‘I, You and It: Stories of entanglement between species’. I titoli: Story telling for Earthly Survival (Fabrizio Terranova, Belgio 2016, 81’), Cambio (Studio Formafantasma, Paesi Bassi 2020, 23’21”), Quercus (Studio Formafantasma, Paesi Bassi 2020, 13’), Flores (Jorge Jacome, Portogallo 2017, 26’40’’), Becoming Animal (di Emma Davie e Peter Mettler, Svizzera/Regno Unito 2018, 78’). Si vedranno infine 5 video che gli studenti di Geo-Design – corso di laurea magistrale da loro condotto alla Design Academy di Eindhoven – hanno sviluppato con gli olandesi Metahaven.
  • Sabato 23 ottobre dalle 10.00 alle 17.30 una giornata dedicata agli architetti con proiezioni e talk con la presentazione dell'iniziativa della Lettera aperta, promotrice mobilitazione pubblica ‘La città cambia, cambiamo le città’ sullo sviluppo urbano e la prevenzione e cura del territorio.
  • Domenica 24 ottobre alle 18.30 Premio Afa by Grand Seiko con premiazione e proiezione dei film vincitori.

Articolo in aggiornamento

Cover photo: Un frame tratto da Battleship Berlin di Nathan Eddy affronta il tema del restauro o della demolizione dell'ex laboratorio di ricerca brutalista dove l'ospedale Charité di Berlino conduceva esperimenti sugli animali. Quale futuro si merita, secondo politici, conservazionisti, architetti, galleristi e studenti di architettura? Questi i temi della pellicola del 2021.