Di fronte a una quasi completata digital transformation, industria e artigianato sono due realtà sempre più vicine

Esistono realtà d’eccellenza che fondono in un corpo unico industria e artigianato, la sensibilità umana e la performance competitiva della macchina. Una combo da cui possono nascere anche pezzi di raffinata personalizzazione. Nulla a che vedere con prodotti (solo) cifrati o mass customization: s’intende realizzazioni ad hoc, che si adattano alle esigenze di chi compra. Dalla carta da parati dipinta a mano all’ergonomia del divano, studiato per chi ci si sdraia.

Industria e artigianato: dove si incontrano

Da parte del consumatore, rivolgersi a un’azienda che offre un servizio su misura significa dar voce ai propri desideri, a necessità specifiche e, per naturale conseguenza, nutrire aspettative.

A sua volta, per esserne all’altezza, l’azienda deve far fronte più che mai a: qualità produttiva, tempi ragionevoli, assistenza all’acquisto.

Artigianato = manualità (solo?)

Quando si pensa alla progettazione e poi alla realizzazione di un prodotto artigianale, la lavorazione manuale è, a prescindere, uno dei due fattori dell’equazione. Vero. Ma c’è di più: nel suo significato più ampio, il coinvolgimento di un artigiano presuppone un processo produttivo sempre guidato e supervisionato da colui che custodisce l’arte del saper fare.

Per esempio, il brand di interior design di lusso Ludovica Mascheroni ci ha raccontato come, per mantenere alta la qualità dell’artigianato, l’azienda investa molto sulle persone: “Siamo attenti alla crescita di nuovi talenti, ma anche alla continua formazione di tutti gli artigiani. Teniamo fortemente al loro coinvolgimento, rendendoli partecipi del prodotto finale e non vivendoli come unità separate” spiegano Roberta Caglio e Fabio Mascheroni - fondatori.

Il ruolo della consulenza

Ciò che rende l’artigianato ancora più prezioso – un vero lusso – è quindi la componente della consulenza, grazie alla quale il prodotto finito è frutto di contaminazione tra domanda e proposta. Esattamente, anche, ciò che lo rende opposto all’approccio industriale e alla standardizzazione e, in qualche modo, anche complementare a questa stessa.

L’uomo ha bisogno della macchina (e viceversa)

Artigianato e industria convivono con la sola accortezza che a ognuno venga riconosciuto il giusto spazio: in quanto maestro di sapere e persona del fare, l’artigiano naturalmente tende a voler migliorare. Per questo, non può fare a meno della tecnologia, intesa nella sua più essenziale accezione: un mezzo per ottenere, non sempre meglio, ma con più efficienza, prodotti finiti.

In Edra, per esempio, l’unione di tradizione e innovazione è uno dei princìpi guida, da sempre: “l’utilizzo della tecnologia e di lavorazioni manuali sono per i nostri prodotti complementari quanto necessarie. La personalizzazione è un concetto che ricerchiamo sempre nei nostri divani, che nascono per soddisfare i bisogni o desideri, sia rispetto ai movimenti del corpo per offrire il miglior comfort sia rispetto alla disposizione dell’oggetto nell’ambiente” racconta Monica Mazzei - vice presidente di Edra.

Il caso italiano

In un certo senso, il compimento di un compromesso si ritrova nello strano e invidiatissimo caso del made in Italy. Da sempre l’Italia è caratterizzata da un’industria specializzata: ossimoro evidenziato dai distretti, ancora oggi nuclei di produzione verticalizzata e d’eccellenza che guardano avanti, pur sempre mantenendo il focus sulla loro sapienza.

Progetti tra reale e virtuale

Tra tessuti, rivestimenti e arredo su misura, Ludovica Mascheroni affida parte della produzione a piccoli nuclei famigliari di artigiani e – con il tipico timbro italiano del sapere e volere fare al meglio – guarda anche avanti: “Durante il lockdown abbiamo dovuto fare di necessità virtù, sviluppando una app che ci consentisse di progettare insieme ai nostri clienti in maniera virtuale.

Costantemente perfezionata, è rimasta un elemento importante di dialogo con i nostri clienti, anche dopo il lockdown. Ci permette di progettare insieme a loro, senza incontrarci per forza fisicamente. Un operatore specializzato del nostro ufficio tecnico realizza insieme a loro un vero e proprio identikit del prodotto richiesto tra rifiniture, colori, dettagli... È un servizio che piace e abbiamo deciso di tenerlo”.

Dal prototipo al prodotto finale

E se un prodotto non è come ci si aspetta? È il rischio dell’artigianato che non si fa sostituire dall’industria, ma le si affianca. Lo standard qualitativo e la cura del dettaglio sono centrali in questo tipo di approccio: “A volte dall’ideazione del prodotto alla sua presentazione passano anni: elaboriamo decine di prototipi per tendere alla perfezione. Nulla è lasciato al caso, dalla forma, alla struttura fino al rivestimento. Studiamo il materiale di ogni prodotto, il rivestimento ideale, per rispondere a determinate caratteristiche e prestazioni del progetto” spiega Monica Mazzei di Edra.

“Quando qualcosa non è stato realizzato come previsto si rifà, ancora e ancora, fino a quando il risultato finale non è esattamente come lo avevamo progettato” – conferma Fabio Mascheroni.

E infine: come si vende un servizio personalizzato, oggi?

Per la vendita di un prodotto personalizzato una vetrina non basta. È necessario che esigenza e offerta s’incontrino perché nasca qualcosa di non ripetibile. La comunicazione è determinante e scegliere un mezzo espressivo e che non allontani ma coinvolga, lo è nello stesso modo. Edra opta per il magazine: uno strumento di approfondimento che racconti e illustri la qualità dei prodotti.

Ludovica Mascheroni ci porta invece a conoscere “L’Appartamento” in via Gesù, a Milano. Più di un classico negozio, uno spazio personale dove trovare capi e pezzi per la casa unici e realizzati dagli artigiani dell’azienda: qui, tutto può essere realizzato su misura e personalizzato. Il cliente viene accolto in uno spazio che restituisce l’idea di casa, e vive in prima persona l’esperienza dei pezzi proposti, con tutti i comfort, le atmosfere e i tempi diluiti dell’esperienza.

Il su misura è frutto di un artigianato 4.0

Porre una linea di separazione ferrea tra questi due strumenti significa ostacolare una combinazione che se ben studiata può portare risultati eccellenti. La tecnologia può, benissimo, essere il proseguo naturale di un artigiano – un supporto complementare.

È l’intelligenza artistica dell’uomo che, con sensibilità, detta le regole, la macchina non è altro che il supporto. È l’artigianato 4.0: quello che sviluppa un knowhow unico nel far funzionare macchine ad alta precisione e ne fa uso intelligente per progettare, produrre raffinare, perfezionare... È il bello del complesso: differenti specializzazioni, se unite, portano con sé la garanzia di eccellenza.