Il centro studi di Federlegno Arredo ha rilevato una crescita dal 3 al 5% nel 2020 del settore delle schermature solari. Un comparto che ha rivoluzionato la sua strategia ponendo al centro innovazione e progetto

Il settore delle schermature solari negli ultimi anni ha dato vita a una vera e propria rivoluzione, facendo molta sperimentazione e mettendo al centro della produzione industriale il design. Il settore che è stato riconosciuto, anche a livello internazionale, per la propria qualità tecnica ha cambiato strategia proponendo nuovi concept, e quindi nuovi prodotti, per interpretare il vivere all’aperto.

“Le aziende italiane sono sempre state un riferimento del settore, anche dal punto di vista tecnico”, racconta Gianfranco Bellin, presidente di Assotende FederlegnoArredo. “Siamo stati i primi a togliere le viti in vista e abbiamo iniziato a raccontare la nostra produzione attraverso nuovi temi: oltre a quelli tecnologici: le prestazioni, il design, il comfort e la qualità degli ambienti che riusciamo a trasformare. Oltre alla sostenibilità, che sta diventando il driver principale delle scelte”.

La sostenibilità è in realtà il core business del settore da sempre. Per chi fa protezioni solari la corretta gestione della luce e dell’energia sono i temi centrali del progetto. Ora si sta passando da sistemi passivi a quelli attivi. “Stiamo assistendo al lancio delle pergole bioclimatiche fotovoltaiche” (sistema presentato in questi giorni da Gibus, azienda della quale Gianfranco Bellin è amministratore delegato, NdR).

“Il nostro settore è stato antesignano in questo senso”, continua Bellin. “L’applicazione del fotovoltaico è stata realizzata, per la prima volta, più di dieci anni fa, ma eravamo fuori tempo, troppo in anticipo e con costi non sostenibili. L’applicazione di questa tecnologia sui nuovi prodotti è sinergica: ci consente di proteggere dal sole mediante strutture disegnate su misura e, al contempo, produciamo energia”.

ll settore della protezione solare beneficia della detrazione per gli interventi di messa in efficienza, l’Ecobonus al 50% (con un importo massimo di spesa di 230 euro al metro quadrato); gli accordi con gli istituti bancari consentono di cedere il credito e avere uno sconto immediato in fattura senza dover agganciare la posa di sistemi schermanti a un intervento trainante del Superbonus 110%. “Ci siamo mossi in questa direzione”, conferma il presidente di Assotende, “per consentire di intervenire sulle aree esterne anche residenziali, beneficiando degli sgravi. Mai come nel periodo pandemico abbiamo sentito il bisogno di vivere all’aperto, in modo confortevole e in spazi di qualità”.

La disponibilità di accedere a una ricarica elettrica in mobilità, dei nostri device e dei mezzi che utilizziamo per spostarci, è una richiesta sempre più diffusa. Dare una risposta integrata a un sistema costruttivo vuol dire guardare al futuro anche delle nostre città.

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Pensando a quando sta accadendo nei centri urbani, Bellin conferma: “Le municipalità, sia in Italia che all’estero, dopo questa area test accelerata dall’emergenza sanitaria che ha stravolto l’utilizzo degli spazi pubblici attrezzati per stare all’aperto, stanno facendo delle considerazioni sul futuro e sulla necessità di regolare la presenza di strutture e aree dedicate all’outdoor codificandone estetica e normandone gli utilizzi. C’è molto da fare con enormi ricadute sulla qualità degli spazi urbani e sulla capacità attrattiva, anche turistica, delle città italiane”.

Tutta l’Europa, mercato che interessa molto le aziende italiane che esportano oltre il 30% del prodotto, è un vasto campo di sperimentazione con molte aziende che stanno lavorando su nuove tecnologie e layout spaziali. “I clienti internazionali”, dice Bellin, “apprezzano sia la qualità costruttiva che quella estetica delle nostre proposte: le aziende italiane sono medio piccole – tema che può essere a volte svantaggioso – ma sono veloci a configurare soluzioni custom evolute. Un tema che spesso ci accomuna al settore dell’interior design”.

Tra i settori più interessanti per questo mercato c’è quello dell’Horeca. Non solo ristoranti e bar, ma anche la GDO che negli ultimi anni ha implementato le aree di vendita con spazi ristorativi in esterno.

Strutture schermate, a volte chiuse, illuminate e dotate di diffusione sonora. Dei veri e propri ambienti en plein air che spesso hanno determinato la fortuna degli shopping mall aumentandone l’attrattività e la permanenza del pubblico.

Anche il settore alberghiero, che sta riconfigurando alcuni asset (molti business hotel si stanno trasformando in lifestyle o apartment hotel) in attesa della riapertura, propone sempre più spesso aree colazione in esterno e il recupero di piani alti, di coperture, per farne terrazze abitate con zone fitness oltre che living.

Il settore delle schermature ha una base molto solida di competenze tecniche, conclude Gianfranco Bellin. “Le nostre aziende realizzano prodotti certificati e sicuri, che rispondono alle più stringenti normative internazionali. Tutti i marchi del comparto, negli ultimi anni, hanno potenziato gli uffici tecnici e le competenze interne per la ricerca e lo sviluppo. Prova ne è anche la nascita di nuovi filati derivanti dalla sperimentazione e dal riciclo dei tessuti tecnici. Sono già disponibili sul mercato il filato di poliestere derivante dal PET e un tessuto realizzato con filato acrilico, che può essere impiegato nuovamente nel settore delle protezioni o nella moda, nell’arredo e nell’industria in genere. Ora stiamo lavorando al riciclo del PVC”.

l trend – accelerato nell’ultimo anno – dello stare all’aperto sempre, anche in stagioni rigide, ha portato con sé una evoluzione importante di molti settori dell’arredo, delle cucine, dei prodotti di finitura, tutti pensati per l’outdoor. Settore sempre più permeato dalla domesticità delle soluzioni anche rispetto alla integrazione con sistemi domotici, a soluzioni IoT, sino ad arrivare alla gestione mediante gli assistenti vocali. E sulla digitalizzazione, oltre che sull’energia, che si giocherà l’evoluzione di questo ampio settore.