Deanna Comellini racconta a INTERNI come con visione artistica ha reso il tappeto un elemento centrale del design d’interni contemporaneo

Ricerca, tecnologia, selezione delle materie prime e lavorazione artigiana: sono tre delle prerogative che rendono G.T.DESIGN un punto di riferimento nel settore tessile per l’arredo d’interni.

Il tappeto è diventato così un prodotto senza tempo che Deanna Comellini, founder, art director e designer di G.T.DESIGN ha saputo trasformare in un prezioso elemento di decor. In questa intervista, ci racconta come.

Cos'è il tappeto contemporaneo?

Il mio lavoro si focalizza da quarant’anni proprio sul concetto di tappeto contemporaneo.

Prima degli anni 70, l’oggetto 'tappeto' era stato poco esplorato dal design – con alcune eccezioni, inclusa l’esperienza del Bauhaus.

Ho voluto rileggere questo primo elemento dell’abitare attraverso le lenti del design, sviluppando un punto di vista nuovo sul tappeto.

Il mio lavoro in quanto designer non si limita allo styling ma si focalizza sulla ri-concettualizzazione dell’oggetto in modo da rispondere ai bisogni dell’uomo contemporaneo, come la sensorialità, il movimento libero, i rituali di benessere e molto altro, per creare nuove superfici tessili d’autore.

Dove e come si incontrano tessile e design?

Penso che il nostro lavoro abbia cambiato la percezione del tappeto da semplice accessorio a elemento essenziale del design d’interni.

Lavoriamo a stretto contatto con architetti, interior designer italiani ed internazionali e clienti privati per integrare la componente tessile nei loro progetti. È necessario comprendere la visione del progettista per apportare un contributo armonioso ma anche sostanziale, che possa quindi accrescere il progetto originario.

La dimensione fisica dell’oggetto è importante quanto la sua relazione all’interno dell’ambiente che lo circonda, per cui è necessario ricercare una coerenza tra le visioni. In generale è essenziale riuscire a creare il giusto equilibrio, cercando l’eleganza anche nei progetti più articolati.

Abbiamo sviluppato tecniche capaci di essere altamente performanti e adattabili alla complessità dei progetti, per esempio riguardo lo sviluppo di forme e dimensioni inedite, in quanto uniscono tecnologie all’avanguardia, come il digital printing con l’unicità dell’hand-made e dell’artigianalità.

In quali caratteristiche/valori ritroviamo la visione artistica del prodotto G.T.DESIGN?

Il fatto di essermi formata prima come artista e poi come designer ha sicuramente influenzato il mio processo creativo.

L’arte mi ha insegnato a mantenere uno sguardo privo di pregiudizi, rispettoso verso l’uomo e le sue emozioni; mentre il design mi ha dato una formazione in merito all’analisi dei processi e delle tecnologie produttive.

Unire la passione dell’artista con il rigore del designer mi ha permesso di realizzare prodotti completamente nuovi, in questo momento mi viene in mente la collezione Luoghi: è l’esempio di questo approccio che combina speciali lavorazioni di alta sartoria su superfici pittoriche realizzate a mano, con il concetto di modularità; ciò permette di produrre tappeti realizzabili in qualsiasi dimensione e altamente customizzabili.

Suggerisce di 'pensare ai tappeti come se fossero delle aree verdi all’interno della casa, come luoghi di ristoro, di svago e di rigenerazione dell’ambiente, usando lo sguardo dell’urbanista'. Cosa intende?

Il tappeto per me rappresenta uno spazio aperto, che da un lato 'libera' i nostri movimenti quotidiani, e dall’altro articola e rende fluido lo spazio circostante.

Le superfici tessili sono per me oasi serene all’interno della casa – luoghi dedicati al gioco, al riposo, al benessere e alla sensorialità, così come lo sono le aree verdi all’esterno dell’ambiente domestico.

Quali sono le più recenti innovazioni sul fronte tecnologico nel settore?

Anche in questo settore si stanno facendo spazio nuove metodologie legate alla automazione e robotizzazione di alcuni processi produttivi, come il tufting robotico e il digital printing.

Allo stesso tempo l’industria dei filati continua a investire nella ricerca di materiali nuovi con particolare attenzione alle fibre riciclabili o a bassa traccia di carbonio.

Oggi si fa sicuramente maggiore attenzione ai processi e ai materiali a ridotto impatto ambientale grazie allo sviluppo di filati biodegradabili o riciclati con cui si realizzano nuovi tessuti come per esempio il Tencel o l’Econyl.

Qual è il plus che apporta un tappeto di qualità, a un ambiente?

Uno dei primi aspetti da considerare è che un tappeto debba durare nel tempo.

Non è un semplice oggetto di tendenza, né può essere considerato un prodotto 'usa e getta': questa è la prima regola per una scelta sostenibile. Il tappeto è un elemento particolare dell’arredo, sia per la sua forma che per la sua posizione nello spazio.

La caratteristica più importante del tappeto è la sua capacità di 'umanizzazione della casa': è un po’ come la luce, esiste nella sua matericità, ma è anche un elemento prospettico e funzionale perché dà la possibilità di vedere lo spazio in maniera diversa.

Il tappeto stimola la riscoperta di punti di vista meno usuali, ci pone alla scoperta del suolo, per esempio, come punto di partenza. Il corpo è anch’esso meno strutturato quando si siede, si sdraia e gioca su un tappeto.

Lontano dalla struttura rigida del mobile, rimane aperto all’interpretazione di chi lo vive, e allo stesso tempo, 'apre' a un orizzonte di conoscenza nuovo dello spazio intorno: è come una cornice che raccoglie uno spazio in potenza, pronto per cullarci, raccoglierci e trasportarci dove vogliamo noi.

Nei tappeti G.T.DESIGN, come si fondono tecnologia e artigianato?

Salvaguardare tecniche tradizionali e adottare nuove tecnologie nel nostro processo produttivo, sono complementari. Per esempio, combiniamo materiali naturali come il lino, la canapa e il cocco con filati tecnologici (come nella collezione Paglietta), e tappeti realizzati con filati di nuova generazione vengono tessuti a mano su telai artigianali (O Sole Mio, Hula Hoop).

Ci piace esplorare ogni forma produttiva, e sostenere nuove filiere produttive, dalla pittura a mano (Luoghi, Volare), alla stampa digitale (Next, Moving Forest, Ultra Native), per concretizzare in ogni progetto i nostri valori.

Come nasce un nuovo modello?

Tutto nasce dall’idea. Come per la scrittura di un’opera musicale, l’ispirazione può venire da qualsiasi cosa. Vi è poi sempre un momento di gestazione, che può durare anche molto tempo.

Durante questo processo a volte si concretizza qualcosa ma non è detto che questa sia la fase finale. L’idea aspetta l’impollinazione e il momento giusto per nascere.

Uno dei nuovi prodotti su cui sto lavorando per il 2023 deriva in realtà da un’idea di 20 anni fa. Nel 2003 ho iniziato a fare ricerca sulla fibra di banano e a sviluppare vari disegni pensati per quel materiale, che però inizialmente nella lavorazione peccava di alcuni limiti. Oggi quei disegni hanno incontrato il materiale giusto e quella stessa idea sarà reinterpretata con tutte le riflessioni derivate negli anni.

Quanto è importante per G.T.DESIGN la selezione delle materie prime?

È fondamentale così come lo è per un grande Chef. Per poter creare qualcosa di eccellente bisogna disporre prima di tutto della materia prima della miglior qualità.

Poi, costruire una filiera etica è parte integrante dell’identità di G.T.DESIGN fin dagli anni della sua fondazione.

L’azienda ricerca da sempre materie prime e processi produttivi a basso impatto ambientale, che sfruttano al minimo le risorse idriche e limitano le emissioni di Co2.

Utilizza coloranti atossici e sceglie imballaggi completamente riciclabili; inoltre, mantiene uno stretto rapporto con ogni parte della sua filiera, dai fornitori di materie prime a tutti gli artigiani altamente qualificati.

Tre referenze di cui è particolarmente orgogliosa?

Uno dei prodotti G.T.DESIGN più noti è il Kama, che ha rivoluzionato l'industria del tappeto contemporaneo ispirando designer di tutto il mondo e entrando a far parte della storia del design.

Realizzato in una ricca e densa fibra di viscosa tessuta a mano, cattura la luce e la lascia fluttuare sulle sue trame. Dopo vent’anni, rimane ad oggi un best-seller ed un trend setter dalla lucentezza, morbidezza e profondità di colore uniche.

Un altro tappeto importante nella storia di G.T.DESIGN di cui vado fiera è Coconutrug, il primo tappeto che ho disegnato alla fine degli anni 80/90 le cui caratteristiche erano: eco-compatibilità (la fibra di cocco è ottenuta da fonti rinnovabili ed è biodegradabile al 100%), economia circolare e sviluppo sostenibile dei paesi tropicali.

Oltre ai nostri prodotti unici, sono molto orgogliosa di aver collaborato con realtà iconiche nel mondo dell’architettura come il team di Zaha Hadid per un progetto a Miami, One Thousand Museum, per il quale ho realizzato il design delle pavimentazioni tessili e alcuni tappeti su misura per gli spazi comuni e per i due appartamenti modello del progetto: in particolare, la collezione Fluid è stata integrata in varie aree comuni del piano terra e della Sky Lounge.

I tappeti, completamente 'incassati' nella pavimentazione, sono stati realizzati su misura per riflettere gli interni e i mobili da design organici e futuristici di Zaha Hadid, diventando, non più un complementi d’arredo, ma elementi strutturali dell’intero progetto.