Le flower farm in Italia: un supporto importante per chi progetta interni e un’educazione continua ad apprezzare l’imprevedibilità

Tutto fuorché un hobby, le flower farm, nonostante il nome poetico, sono aziende a tutti gli effetti e come tale devono essere sostenibili economicamente. Il centro della produzione è il fiore reciso ma è necessario diversificare i servizi e i prodotti, come workshop, allestimenti per matrimoni ed eventi e vendita di derivati.

Dagli slow flowers alle flower farm

In Italia, le flower farm hanno una vita abbastanza recente, soprattutto quando seguono la filosofia slow flowers: un movimento nato negli Stati Uniti che propone una scelta responsabile del fiore così come per i presidi slow food: grande attenzione a come si produce e alla provenienza.

La nascita di un movimento più attento alla sostenibilità della produzione floricola nasce un po’ sulla spinta di una maggior consapevolezza e richiesta da parte dei consumatori ma anche grazie a un sapiente lavoro di narrazione portato avanti attraverso social media e canali di comunicazione. Il movimento slow flower porta con sé una nuova estetica del fiore legata a una ricerca che guarda al selvatico, al territorio locale, alla stagionalità e alle varietà insolite come fonte di meraviglia.

Flower farm e biodiversità

“Una flower farm si distingue anche per la biodiversità, racconta Laura Cugusi che, insieme alle sue sorelle Mara e Teresa, ha fondato Puscina Flowers sui pendii della Val d’Orcia. La loro flower farm è stata una tra le prima a prendere piede in Italia. “Ci occupiamo di piccole produzioni con molta varietà, di sperimentazione di varietà che si sono perse e di metodi non chimici di coltivazione.”

La possibilità di acquistare in un mercato locale sono un’alternativa sostenibile ai fiori d’importazione, lo sa bene Olga Campagnoli che, nella sua Olga's Flower Farm, ha fatto di narcisi, tulipani e dalie - tipicamente provenienti dall’Olanda - la sua cifra stilistica. “Ho iniziato la mia attività guidata dalla voglia di colori nuovi. Fin da piccola amavo i toni intermedi e le sfumature che ampliassero il percepito oltre i colori più forti e comuni. Iniziare a cercarli e riprodurli è andato di pari passo con il risvegliare nelle persone quel desiderio latente di colore inusuali.”

I fiori nell’arredo

Questo lavoro parallelo tra offerta e richiesta, passa infatti dalla coltivazione paziente di una sensibilità verso nuovi stili compositivi, nuove specie botaniche e una vastità di possibili forme e colori non contemplata dalla grande distribuzione. Un lavoro che ha come inseparabili compagni di strada i professionisti e le professioniste delle industrie creative -  fiorai, designer, stilisti e illustratori - così come i consumatori finali.

Educare i designer all’imprevedibilità della natura

“Parte del mio lavoro, e qui viene in aiuto anche il lavoro di racconto su Instagram, è quello di educare all’imprevedibilità del fiore coltivato in modo naturale. - racconta Olga - Abituare il fioraio che non esiste un’unica e prevedibile lunghezza dello stelo, che la propria proposta deve essere sinergica al cambio di stagione e alle condizioni climatiche.” Generare una cultura visiva che amplii il concetto di bellezza è fondamentale per fare del fiore un “oggetto” che accompagni i momenti di vita più emotivi: un festeggiamento, un matrimonio, una perdita.

“Il fiore è ciò che più colpisce le nostre connessioni emotive, ricorda Laura. Profumo e colore sono elementi che si collegano al nostro comparto emotivo in modo non razionale. è fondamentale nel nostro lavoro ascoltare il desiderio di ciò che il cliente vuole sentire e condividere e, sulla base di questo, costruire il disegno floreale. Per noi è poi fondamentale che questi sentimenti vengano richiamati anche attraverso una costante attenzione alla natura.”

“Definisco i miei fiori come provenienti da floricoltura sostenibile, per racchiudere insieme la produzione locale, stagionale e il rispetto di principi biologici”, precisa Olga.

A caccia di ispirazione in Flower Farm

Generatrici di bellezza, Puscina Flowers e Olga's Flower Farm sono meravigliose anche da visitare. Entrambe non perdono occasione di proporre fiorispontanei, elementi secchi, graminacee e altre specie che in passato non sarebbero mai state considerate nobili abbastanza da essere vendute. Per Laura di Puscina Flowers “è importante che passeggiando nel nostro giardino si possa percepire un modo di stare a contatto con la natura, una sensazione di relax ma anche vedere come le cosiddette erbacce siano parte integrante di un ecosistema.”

Non c’è vera bellezza senza il rispetto per la terra

Ora che su instagram ci sono sempre più proposte di design floreale più selvatico, sembra banale pensare allo sforzo immaginativo che coltivatrici e fiorai hanno compiuto nel ricercare una nuova armonia. “Armonia per me non vuol dire simmetrico o perfetto - così Olga descrive il suo metodo di lavoro - vuol dire cercare intese inaspettate tra forme e colori, facendoci guidare delle particolarità di ogni elemento vegetale”.

Nel nostro scorrere immagini di meravigliosi bouquet, nello stupirci davanti a un’installazione floreale, non dimentichiamo l’insegnamento più grande delle Flower Farm: tener conto di sistemi di coltivazione sostenibile, di risparmio idrico e di concimazione e lotta ai parassiti nel rispetto del suolo. Non può esserci vera bellezza senza rispetto per la terra.

Foto di copertina: Puscina Flower Farm, ph Lisa Poggi