Castell’Arquato ospita fino al 24 luglio il Festival Illica, dedicato al celebre librettista della Madama Butterfly. Il direttore artistico Fabrizio Cassi racconta l'edizione 2021 tra ricordi di Luigi Illica e performance musicali

Fabrizio Cassi è il Maestro del coro del Teatro Petruzzelli di Bari. Ed è anche, da qualche mese, il direttore artistico del Festival Illica, fino al 24 luglio a Castell’Arquato. Siamo a metà del programma delle celebrazioni per il cittadino più conosciuto del bellissimo borgo piacentino, di cui il direttore di Interni Gilda Bojardi è Assessore alla Cultura. Abbiamo chiesto a Fabrizio Cassi di parlarci dell'edizione 2021, tra novità, progetti futuri e una diffusa soddisfazione per l’evento.

Leggi anche: Festival Illica 2021 a Castell'Arquato

 

Come sta andando il Festival Illica 2021?

Finora siamo molto soddisfatti. Si è svolto il programma di Illicamente, la parte del Festival dedicata ai più giovani con due concerti al parco delle Driadi di Castell’Arquato. Abbiamo avuto una buona affluenza e i concerti sono stati entusiasmanti. Per il Percussion Ensemble del Conservatorio di Piacenza è stato scelto un repertorio contemporaneo, adatto di solito a palati più sofisticati ma, nel caso delle percussioni, in grado di esprimere al meglio un ensemble dalla composizione rara, con strumenti anche poco conosciuti. Più classico, sebbene incentrato sempre sulla musica di epoca moderna, il concerto di martedì sera. Un quintetto di fiati, composto ancora una volta da studenti del Conservatorio Nicolini, ha eseguito pezzi più riflessivi, in un’atmosfera concentrata e evocativa.

Domenica sera Gian Giacomo Schiavi ha dialogato con la musicologa Mariateresa Dellaborra su Luigi Illica scrittore. Come è andata?

Quello di Luigi Illica era un talento poliedrico, complesso, un vero e proprio personaggio risorgimentale capace di esprimere al meglio la spinta ideale e rivoluzionari di fine Ottocento. Gian Giacomo Schiavi ha ritrovato alcuni pezzi di critica teatrale scritti da Illica per il Corriere della Sera, e il coccodrillo pubblicato in occasione dei funerali e scritto da un personaggio storico, il critico Renato Simoni. Ne esce un personaggio eclettico, bizzarro, vivacissimo. Un uomo entusiasta e con un talento per ogni tipo di genere letterario, che ha partecipato a una rivoluzione importante nei codici e nei modelli della librettistica del tempo. È anche per questa ragione che durante la serata del Festival Illica, saranno rappresentati alcuni pezzi scelti della Bohème, dell’ Andrea Chénier e di Madama Butterfly, intercalati dalla recitazione di Giorgio Melazzi, che nelle vesti di Luigi Illica declamerà i testi dei libretti. È un modo per sottolineare l’importanza della parola in armonia con quello del lavoro compositivo. Un omaggio che serve innanzitutto a concentrare l’attenzione sul lavoro del librettista.

Sembra un uomo fuori dal comune e pieno di talento quello che esce dal ritratto che i diversi eventi del Festival compongono…

Certamente la fine dell’Ottocento, con i suoi moti rivoluzionari e i movimenti del Verismo e della Scapigliatura, vede molti di questi artisti supportare e celebrare i valori libertari dell’epoca. Giuseppe Verdi è un celebre simpatizzante del Risorgimento, ma anche i suoi coevi Ponchielli e Boito non sono da meno. Luigi Illica è un uomo del suo tempo, pieno di audacia, di entusiasmo, pronto a battersi per le cause in cui credeva.

Quali sono i programmi futuri per il Festival Illica?

È il primo anno che sono alla direzione artistica del Festival e mi auguro di poter continuare a lavorare per questo evento anche nelle prossime edizioni. Ringrazio il sindaco di Castell’Arquato, Giuseppe Bersani, e l’Assessore alla Cultura Gilda Bojardi, che mi hanno dato fiducia e si mettono da tempo in gioco per sostenere e promuovere il festival. Nel futuro mi auguro di poter ampliare il programma e integrare più spettacoli, per poter parlare del lavoro di Luigi Illica non solo come librettista, ma anche come autore di pièce teatrali e giornalista. Un'apertura a modelli diversi di rappresentazione della musica, della narrativa, della prosa librettistica è necessaria per rileggere Illica in una chiave contemporanea e incuriosire sempre di più un pubblico che, se educato con leggerezza e occasioni di ascolto, può appassionarsi e trovare un nuovo ambito in cui scoprire una così grande e importante parte della cultura italiana.