Frizzante e sferzante – un concentrato di colore, energia e cortesia – ci ha lasciati l’illustratrice Elena Xausa. La ricorda l’amico Matteo Cibic

Quello che usciva dalla penna di Elena Xausa, l'illustratrice veneta che ci ha lasciati ieri, ancora giovanissima, era coloratissimo, spiazzante, ma anche immediato e riconoscibile.

Nata nel 1984 a Marostica, dopo aver studiato disegno industriale allo Iuav, e lavorato a Berlino, Milano e New York Elena Xausa si era affermata a livello internazionale, conquistandosi un pubblico di affezionati al suo stile fresco e sintetico, pop e vibrante, ironico e accattivante.

Per chi la conosceva, Elena lascia il ricordo di una creatività cristallina, di unenergia inesauribile e di una gentilezza posata, daltri tempi.

Collaboratrice di aziende e testate internazionali come The New YorkerThe New York TimesNew York Mag, Financial Times, Le Monde, Die Zeit, Monocle, Rolling Stone, per Interni aveva disegnato la copertina del numero di Maggio 2019.

La ricorda lamico Matteo Cibic.

Elena ci ha insegnato a guardare la realtà con le sue lenti speciali, attraverso cui il mondo si tingeva di colori saturi e prospettive ironiche e ingegnose. Dalle pagine delle riviste, dai cartelloni pubblicitari, dai feed di Instagram, le sue immagini infondevano speranza anche nei giorni e nei momenti in cui non sembrava che ce ne fosse rimasta molta a cui attingere. Con lo stesso approccio colorato e ottimista ha affrontato a cuore aperto e con una determinazione piena di grazia anche i momenti più difficili della sua vita e della sua malattia. Elena per me era come Giacomo di Cristallo, il personaggio della favola di Gianni Rodari: trasparente, gentile, capace di contagiare tutti quelli che le stavano intorno con la sua personalità. In lei ci si poteva specchiare.

 

Leggi anche: la personale Coming Home di Elena Xausa a BassanoBassano del Grappa