Le produzioni autogestite hanno grandi potenzialità espressive ma il mondo del design editoriale è anche ricco di sfide importanti: eccole, raccontate dai partecipanti di EDIT Napoli 2021

EDIT Napoli è una fiera dedicata al design editoriale: uno spazio, a cura di Emilia Petruccelli e Domitilla Dardi, in cui dare voce a chi progetta e realizza oggetti in modo indipendente, non facendo leva su una realtà produttiva di supporto.

Il design indipendente sta prendendo sempre più piede e il successo di EDIT Napoli 2021, appena conclusasi, lo conferma. Nel recente passato, però, il tema dell'autoproduzione ha vissuto un periodo di facile retorica. Sembrava che il futuro artigiano fosse a portata di mano, pronto a sostituire in modo quasi naturale una produzione e un modo di progettare che nel Novecento si è fondato sull'industria e la produzione in serie.

Questa idea romantica si è scontrata con una realtà più articolata: oggi chi si occupa di produzioni autogestite ne conosce le grandi potenzialità espressive, ma sa anche quanti problemi comporta non avere l'organizzazione logistica e tecnica dell'azienda.

Leggi anche: tre progettiste a EDIT Napoli

Diventare designer e imprenditore

La prima grande problematica per i progettisti autoproduttori è acquisire le competenze per diventare un “designer imprenditore”. Trasformarsi quindi da una figura non più solo ideatrice del progetto, ma che segua tutte le fasi, anche quelle logistiche, come ad esempio la prototipazione, la produzione, la comunicazione, il magazzino, la distribuzione, la vendita, e che si accolli direttamente investimenti, ricavi, utili e perdite.“L'autoproduzione obbliga a essere pronto a fare una costante negoziazione con te stesso. Devi sempre essere capace di reinterpretare vincoli, ostacoli e tutto quello che può accadere fino alla vendita” spiega Letizia Trulli, fondatrice dello studio Formepiane. “Nel design editoriale il tuo studio si trasforma in un brand” dicono Stefano Bassan e Gianluca Gismondi dello studio Finemateria.

Leggi anche: due contest a EDIT Napoli

La vendita del design autoprodotto

Questione delicata da risolvere per il design editoriale è la commercializzazione. Non basta una piattaforma generica come Etsy per poter comunicare e vendere il design autoprodotto: c'è bisogno di canali che diano la possibilità di raccontare i progetti ad una fascia di persone che cercano quel tipo di messaggio. “Per vendere all'inizio mi sono buttata nel web, ma capisci subito che lì ti trovi in un enorme calderone con migliaia di utenti. Manca una vetrina specifica, un network dedicato in cui i designer siano a contatto non solo con i possibili clienti ma anche con un giro di esperti, professionisti e buyer” dice la designer Alessia Pinna, che conclude “avere dei canali specifici è indispensabile per mantenere il racconto del progetto”.

Un linguaggio autonomo come sano limite produttivo

Il design editoriale trova poi senso solo quando riesce a svincolarsi dai sistemi comunicativi dell'industria. La costruzione di un linguaggio alternativo, autonomo, rispetto alla produzione in serie è importante per cercare altri codici espressivi e per raggiungere un pubblico diverso, orgogliosamente minoritario. Letizia Trulli aggiunge “i numeri che realizzo non mi permettono di seguire le mode o i trend dell'industria: creare un linguaggio autonomo è una necessità espressiva, ma anche un sano limite produttivo”.

Una fiera come possibile risposta alle sfide dell'autoproduzione

EDIT Napoli prova a rispondere a queste esigenze prima di tutto attraverso una accurata selezione dei partecipanti: “ai designer viene chiesto di presentare dei prodotti risolti”, dice Domitilla Dardi. “Valutiamo ovviamente la qualità dei progetti, ma se un potenziale espositore ha realizzato un prototipo che non ha testato non può esporre, perché di fatto non ha un prodotto”. L'obiettivo è quello dare aiuto e una direzione chiara ai designer, ma anche avere uno spazio dedicato per la vendita.

EDIT Napoli è nata grazie a Emilia Petruccelli, che ha posto dei problemi pratici: “è difficile trovare progetti di design autoriale in una design week, le poche volte che li trovo sono quasi sempre prototipi, quindi non li posso ordinare per il mio negozio”, ed è per questo che a EDIT tutti i prodotti esposti sono pronti per la vendita.

 

Cover photo: EDIT Napoli 2021, Refettorio. Ph. Serena Eller