Il designer presenta Timemade, dal 3 all'8 febbraio 2022 da Riviera in via Gorani 4 a Milano

Nella teoria taoista dei cinque elementi (il taoismo è una filosofia e scienza naturista nata nella Cina del VII secolo a.C. che, dall’osservazione della natura, intuiva le leggi che ne regolano gli eventi), il legno è il primo elemento perchè nasce dalla primavera, le cui forze creano il vento in cielo e il legno sulla terra. Dal legno tutto nasce e tutto al legno si riconduce: il legno brucia per produrre il fuoco le cui ceneri generano la terra nel cui ventre nasce e poi viene estratto il metallo che disciolto diventa acqua che, nutrendo piante e alberi, genera nuovamente il legno. In un equilibrio eterno e ciclico, scandito dalle forze complementari di Yin e Yang.

Il legno è simbolo di operosità e lavoro, dote e attività che richiedono tempo. E in Oriente il tempo è come il sole: sta fermo, per cui le persone non hanno bisogno di rincorrerlo. Si siedono, si fermano e, così facendo, lo allungano. E allungando il tempo, allungano anche la loro vita. Questo torna alla memoria, osservando e ammirando le opere e i lavori in legno del designer milanese David Dolcini. E ascoltando le sue parole.

“Tutto ciò che faccio, dalla ricerca alla creazione, all’utilizzo dei materiali, è un processo che richiede un tempo fisiologico, che va rispettato e assecondato. E considero sia ciò che dovremmo fare noi esseri umani nei confronti del mondo. Quando entriamo in contatto con la natura dobbiamo essere consapevoli dell’importanza del tempo di cui disponiamo e dargli il valore che merita”, spiega Dolcini raccontando Timemade, un viaggio alla scoperta di creazioni in legno in cui il tempo e i materiali sono i veri protagonisti, trascendendo la funzionalità degli oggetti.

L’approccio di Dolcini al product design nasce da un’analisi che gli permette di dedicarsi al lavoro senza la pressione del tempo, delle scadenze e delle restrizioni dettate da una specifica funzione: una situazione più unica che rara nel mondo del design industriale. “Il design è per me un magico equilibrio. Un processo di sintesi in grado di condensare le complessità di un progetto in un prodotto essenziale e organico, ma pur sempre carico di significato”, prosegue il designer.

La passione per la lavorazione del legno è una lunga tradizione di famiglia per David, convinto assertore che il lavoro manuale sia essenziale non solo per produrre oggetti eleganti e raffinati, ma anche perchè permette di rallentare il passo, cambiare prospettiva e osservare realmente ciò che si sta facendo.

Il legno è tra i materiali che si concede meglio al tempo del lavoro: ne esprime tempi e proprietà in quel “fare” a misura d’uomo, e in quella misura trova affinità con la forma. Seguire questo percorso, significa riprendere confidenza con ciò che si usa, si tocca, si lavora. È un fare-con che presuppone l’educazione all’attenzione, il trasporto di un ritmo che è quello del materiale, per cui talora bisogna saper anche rallentare.

Timemade (da Riviera a Milano dal 3 all'8 febbraio) è quindi un viaggio a passo lento, un’esperienza che rivela il desiderio di libertà; è la ricerca di un metodo indipendente dalla finalità degli oggetti, tracciando un sentiero dove ogni pezzo racconta qualcosa del materiale di cui è fatto e dell’evoluzione del pensiero all’origine del progetto; è una presa di coscienza nei confronti della Terra, del rispetto e del valore verso la natura e l’ambiente, della responsabilità verso il futuro.

Photos by Mattia Balsamini