Aziende, designer e rivenditori raccontano le misure messe in campo per far fronte ai rincari di elettricità, carburante e materie prime

Un’indagine di Maison&Objet rivela che l’aumento delle bollette sta influenzando il 97 per cento dei professionisti del settore, pari a 8 intervistati su 10.

Designer, rivenditori, aziende si stanno adeguando al rincaro con coraggio, flessibilità (e sacrificio).

Un esempio? Il 41 per cento degli intervistati ha iniziato la produzione su ordinazione, tra i rivenditori c’è chi spegne le luci delle vetrine un'ora prima, e i designer risparmiano su viaggi e trasferte optando per riunioni su Zoom.

Intervistiamo due aziende, due rivenditori e duestudi di design e architettura per capire come stanno affrontando la crisi energetica. E come l’emergenza contingente stia accelerando gli investimenti verso pratiche più responsabili nei confronti dell’ambiente.

Andrea Mulloni, responsabile della sostenibilità di Arper

"La crisi energetica è certamente un’emergenza contingente e, come tale, cerchiamo di affrontarla con interventi concreti e immediati, che vanno dall’abbassamento della temperatura di riscaldamento all’ottimizzazione dell’illuminazione, già da anni utilizziamo sensori crepuscolari negli uffici e stiamo passando ai led per l’illuminazione degli esterni.

Ottimizziamo anche gli spostamenti e il consumo di carburante. Queste iniziative rientrano in un disegno più articolato: sviluppare e promuovere un atteggiamento più responsabile nei confronti dell’ambiente è tra i nostri obiettivi di sviluppo come azienda e di crescita come persone.

Rimanendo nell’ambito degli spostamenti, stiamo promuovendo la mobilità elettrica con l’installazione di colonnine per la ricarica delle auto elettriche, e abbiamo appena fatto partire un progetto che mette a disposizione delle persone di Arper alcune bici per il tragitto casa-lavoro.

Nei processi produttivi implementiamo soluzioni e tecnologie che ci consentano di produrre in modo più sostenibile: tutte le nostre ultime collezioni vanno in questa direzione, dall’uso di plastiche riciclate e riciclabili ai legni certificati, senza dimenticare il peso delle spedizioni.

Per esempio, il tavolo Aeeri, disegnato da Peter Kunz e lanciato al Salone del mobile 2022, è realizzato con una lamiera di acciaio dallo spessore minimo di 4 millimetri, è leggero e compatto e viene spedito smontato, in un imballo piatto per ridurre i volumi e ottimizzare il trasporto".

Davide Malberti, proprietario e direttore finanziario di Rimadesio

"Abbiamo un’attività produttiva abbastanza energivora. Nel 2007 ci siamo dotati di un impianto fotovoltaico, siamo stati i primi in Italia nel settore dell’arredamento, poi, nel 2012, ne abbiamo costruito un secondo, e nel 2016 un terzo.

Questi impianti ci permettono quest’oggi di affrontare la crisi energetica con più serenità. I dati di fine ottobre ci confermano che l’azienda è per il 60 per cento autosufficiente grazie al fotovoltaico, inoltre vendiamo tanta corrente che non consumiamo nel fine settimana.

Da giugno 2022 abbiamo modificato l’orario di lavoro del personale negli impianti produttivi, per sfruttare al meglio la potenza dei pannelli solari.

Inoltre abbiamo messo in campo delle pratiche virtuose, che vanno dalle più basilari, come utilizzare la corrente con attenzione negli uffici, fino all’ottimizzazione energetica in fase produttiva. Abbiamo ridotto il consumo di energia nei due impianti di verniciatura dell’alluminio, e abbiamo abbassato di 7,5 gradi la temperatura dei forni di essiccazione, allungando i tempi di permanenza dei prodotti in cottura.

Il risultato finale è un risparmio di 720 kg di CO2 non dispersa nell’ambiente a settimana, circa 33 tonnellate all’anno, emissioni ridotte che significano anche meno consumi.

Abbiamo macchinari 4.0 intelligenti che ci permettono di consumare meno corrente: per esempio, i forni di cottura per il vetro e l’alluminio si spengono da soli in base al carico produttivo. Adottiamo buone pratiche anche negli showroom: i nostri flagship store di Londra e New York, aperti rispettivamente nel 2020 e 2022, sono stati progettati in ottica domotica per ottimizzare i consumi.

Sia nei punti vendita di Milano, che a Londra e New York, abbiamo ridotto l’utilizzo dell’illuminazione: al crepuscolo le luci sono parzialmente accese, e di notte si spengono.

All’aumento dell’energia, dobbiamo sommare i rincari dei materiali: alluminio e vetro, i nostri materiali principali, sono raddoppiati nell’arco del 2022, e i prezzi di carta e cartone, che rappresentano una voce importante del nostro bilancio, sono aumentati del 60 per cento.

Ma grazie ai nostri comportamenti attenti, al fotovoltaico e a un’accurata gestione finanziaria dell’azienda, riusciamo ad affrontare con serenità la situazione. Abbiamo aumentato i prezzi solo del 5 per cento, e ciò ci permette di chiudere l’anno con risultati positivi: alla fine di ottobre abbiamo segnato un +22 per cento all’estero, e un +17 per cento in Italia rispetto all’anno precedente.

Abbiamo 300 rivenditori sul territorio nazionale e tutti con vendite in crescita, la gente investe in beni durevoli, che restano in casa vent’anni o più, proprio come i nostri prodotti".

Gli architetti Ludovica Serafini e Roberto Palomba

"La crisi energetica impatta nella vita di tutti noi. Come architetti e progettisti siamo tra i primi ad essere investiti da questa responsabilità.

Nella quotidianità della vita privata così come in quella dello studio, gestiamo in modo oculato l’energia. Facciamo più call giornaliere, speech e talk in remoto, meno viaggi fisici.

Teniamo i riscaldamenti abbassati e spenti per alcune ore del giorno pur lavorando in un open space di grandi dimensioni, abbiamo cambiato tutti gli elettrodomestici e le lampadine con modelli ad efficienza energetica migliore, spegniamo tutte le alimentazioni dei pc e delle stampanti quando non utilizzati.

Sul piano progettuale, da tempo integriamo nelle nostre architetture fonti di energia ecologica e rinnovabil, e nel design utilizziamo sempre di più materiali che ci consentano di ridurre la quantità di materiale grezzo.

Noi tutti oggi viviamo in ambienti artificiali, costantemente riscaldati e raffreddati a seconda della stagionalità. Questa crisi ci insegnerà molto probabilmente a confrontarci di più, nei periodi temperati, con il naturale svolgimento delle stagioni, e attraverso fonti di energia rinnovabili ed ecocompatibili, trovando alternative alle fonti tradizionali.

Da molti anni la nostra filosofia di studio per quanto riguarda l’architettura è quella di sviluppare progetti a km0, con una evidente riduzione di sprechi ed esaltando così il territorio, questa rappresenta una scelta progettuale oltre che una cifra estetica.

Emblema di questa progettazione è la dimora salentina di Sogliano Cavour, come il boutique hotel Palazzo Daniele.

Come designer e produttori di beni di consumo nel quotidiano, non possiamo tralasciare il fatto che oggi al mondo coabitano 8 miliardi di persone, per questo, qualunque prodotto dovrà partire dall’obiettivo di ridurre il più possibile la quantità di materiale utilizzato, specie quelli che necessitano di energia per essere prodotti.

Ad esempio, con Ideal Standard abbiamo sviluppo e brevettato la nuova ceramica Diamantek, realizzata con il 40 per cento in meno di quantità di materiale grezzo, risparmiando sull’utilizzo di acqua ed energia".

Il designer Luca Nichetto

"Io ho due studi, uno con quattro persone a Stoccolma, città dove vivo, e un altro a Venezia con altri quattro collaboratori.

La crisi energetica in Svezia si fa sentire, ma sicuramente meno rispetto all’Italia, perché in Svezia c’è il nucleare, il Paese non dipende dal gas e lo Stato dà degli aiuti per affrontare le bollette.

In entrambe le sedi abbiamo ridotto di qualche grado la temperatura dei riscaldamenti, e spegniamo le luci quando non servono. Inoltre, a Stoccolma, per riscaldare lo studio sfruttiamo anche l’energia geotermica, in più sto considerando di installare il fotovoltaico.

La spesa energetica non è così impattante sulla mia attività di designer, ma incide drammaticamente sull’economia di Murano, realtà dalla quale provengo e con cui lavoro spesso. La situazione sull’isola è insostenibile, o interviene il Governo oppure Murano sparirà.

Al di là dei grandi marchi, come Venini e Barovier&Toso, le fornaci più piccole sono ferme, stiamo parlando di circa duecento realtà gestite da famiglie. Ho degli amici in laguna che hanno dovuto chiudere perché hanno ricevuto una bolletta del gas di 70mila euro.

Murano ha tantissimi ordini, ma al momento si lavora a singhiozzo, gli artigiani aprono solo alcuni giorni a settimana in cui concentrano la produzione. A mio avviso, al di là dell’attuale periodo di crisi energetica, Murano per salvarsi deve puntare sulla produzione premium-luxury, sui prodotti di eccellenza.

Stiamo vivendo un periodo complesso. La crisi energetica probabilmente porterà le aziende a fare degli investimenti più mirati, concentrandosi su meno prodotti. Forse è l’occasione per capire che non per forza si deve crescere anno dopo anno. Ed è anche il momento storico in cui fare i giusti investimenti per poi fare la differenza, fare piccole o grandi migliorie per essere più efficienti e lavorare meglio, ottimizzare gli spazi, diventare autosufficienti dal punto di vista energetico.

Io, nel mio piccolo, durante la pandemia ho comprato lo spazio dove ho lo studio a Stoccolma, e adesso non mi trovo in difficoltà a causa dell’inflazione che sta facendo schizzare gli affitti.

Al contempo, sto ristrutturando lo studio dal punto di vista organizzativo, sto assumendo delle persone per coprire dei ruoli che prima facevamo internamente in modo multitasking, sto pensando a delle attività e a dei servizi da proporre alle aziende. L’importante è essere proattivi e non passivi".

Andrea Salvioni, responsabile acquisti degli showroom Salvioni Design Solutions

"Dalla seconda metà dell’anno stiamo patendo i rincari dell’elettricità, ma c’è da dire anche che siamo stati agevolati dai rimborsi governativi sulle spese energetiche.

Abbiamo diversi negozi in Svizzera, in Brianza e a Milano. Per far fronte alla crisi energetica stiamo installando il fotovoltaico in Brianza, sia sul negozio che sul magazzino, su una superficie di circa 500 metri quadrati.

Abbiamo messo in atto dei piccoli accorgimenti per ridurre i consumi e gli sprechi: abbiamo modificato gli scenari luminosi, dopo l’orario di chiusura spegniamo le vetrine, e quando non ci sono clienti sul piano la luce si spegne automaticamente.

Nel nostro monomarca Baxter a Milano stiamo portando avanti diversi interventi strutturali per migliorare l’efficienza energetica, installando delle grosse ventole che spingono l'aria calda verso il basso, ottimizzando così i costi di riscaldamento.

Stiamo anche aggiornando il parco mezzi, con camion più moderni, che consumano e inquinano meno. Con la crisi energetica è aumentata anche l’inflazione, e di conseguenza gli affitti degli immobili, che per noi rivenditori rappresentano una delle spese maggiori.

Sono aumentati anche i listini, per la classe media l'acquisto di arredo di qualità rischia di diventare poco accessibile. Nonostante la situazione generale critica, la nostra categoria è fortunata perché i costi energetici impattano sì, ma meno rispetto alle realtà produttive.

A livello di ricavi abbiamo registrato un anno buono, forse uno dei migliori della nostra storia".

Arch. Beatrice Frattali, proprietaria e general manager degli omonimi Show-room Frattali

"Sono arrivate delle bollette altissime, i costi per l’energia elettrica sono aumentati di 5 volte.

Noi abbiamo tre punti vendita a Roma: uno di 3mila metri quadrati in via Aurelia, un monomarca Molteni&C|Dada in piazza Cavour di 300 metri quadrati, e infine uno di 400 metri quadrati in via Cassia.

Stiamo cercando di capire a livello tecnico se è possibile installare i pannelli solari, e nei nostri showroom abbiamo di recente ridotto l’intensità dell’illuminazione notturna.

Un altro effetto dei rincari sono gli aumenti dei prezzi: di solito, i listini aumentavano del 5 per cento ogni uno o due anni; quest’anno invece i listini sono lievitati più volte fino ad arrivare ad aumenti del 10 o addirittura del 18 per cento in un anno, è la prima volta che succede.

Per fortuna l’anno sta procedendo bene perché stiamo beneficiando del maggiore interesse per la casa innescato dalla pandemia.

Vendiamo meno ma con un valore più alto, i nostri clienti sono imprenditori e professionisti, sostanzialmente solo chi può permetterselo compra arredi di lusso, la fetta di mercato si è ristretta e la fascia media è la più colpita.

I rincari energetici influenzano l’intera filiera del settore arredo: ci sono molti terzisti che hanno chiuso, prima a causa della mancanza di materie prime, adesso per le bollette insostenibili; di conseguenza a volte le aziende di arredamento si trovano senza alcuni componenti o lavorazioni necessarie che facevano terzisti più piccoli nella filiera produttiva, e quindi ci sono dei ritardi nelle consegne del prodotto finito.

A mio avviso, gli effetti dei rincari energetici si vedranno soprattutto il prossimo anno".