Un libro di Giampaolo Grassi su Francesco Binfaré, presentato allo showroom di Edra, racconta la storia progettuale e umana di un designer che ha cambiato il nostro modo di pensare agli oggetti

È stato presentato ieri sera, nello showroom di Edra a Milano (insieme al secondo numero di Edra magazine. Our point of view) , il libro di “Francesco Binfaré” di Giampaolo Grassi.

Il volume, edito da Mandragora, non è una biografia ma non assomiglia nemmeno a un libro di design. Del resto, il suo incipit spiega tutto, senza (volutamente) spiegare nulla: “Nessuno saprebbe dire con esattezza che mestiere faccia Francesco Binfaré, nemmeno lui…”.

È bello quando il design viene raccontato da chi lo fa, senza veli né reticenze. Ed è proprio questo aspetto che colpisce nel libro di Grassi: attraverso le sue pagine emergono le idee e opere di Francesco Binfaré e il suo modo di concepire gli oggetti che ha rivoluzionato il mondo che ci circonda.

Vero e proprio protagonista in prima persona della nascita e dello sviluppo dell’Italian design come lo conosciamo oggi, Francesco Binfaré ha diretto i centri ricerca Cassina negli anni Settanta e Ottanta per poi diventare autore egli stesso, firmando divani prodotti da Edra.

È quindi un’epoca straordinaria quella che Francesco Binfaré rievoca in questo libro.

Il centro ricerca Cassina viene raccontato come un Bauhaus italiano, il luogo i cui gravitavano i designer che, con Binfaré alla regia, hanno creato lo stile italiano contemporaneo.

«Il Centro era come una nave in missione”, spiega Binfaré. “Eravamo mandati dalla regina Isabella, ma non era importante sapere quello che voleva lei. L’importante era navigare nell’oceano e cercare di trovare il Nuovo Mondo, una terra che non si sapeva se ci fosse o no. A noi interessava vivere l’esplorazione”.

Dopo la ricerca del Nuovo Mondo, arriva per Binfaré l’era della navigazione in solitaria da creatore di divani, per Edra, che hanno fatto epoca: L’Homme et la Femme, Flap, On the Rocks, Standard, Pack, Grande Soffice.…

Foto di copertina: Francesco Binfaré in un ritratto di Giovanni Gastel