La creatività femminile nel progetto ceramico di design, interior e architettura

Si è parlato di progettualità, di visioni, di creatività, seguendo il file rouge del materiale ceramico e della sua declinazione al femminile, nel corso del talk promosso da Interni mercoledì 29 settembre presso il Café della Stampa Agorà dei Media a Cersaie. Giorgia Zanellato designer e founder dello Studio Zanellato/Bortotto, Mara Servetto architetto e founder di Migliore+Servetto Architects e Cristina Celestino designer e titolare dello Studio Cristina Celestino hanno affrontato l'argomento, guidate da Patrizia Catalano, giornalista di Interni, e hanno indagato l’importanza della visione femminile nell’ambito del progetto, in particolare di quello legato all'universo ceramico.

Le progettiste hanno raccontato al pubblico le loro esperienze, il percorso che le ha portate dal concept originario a un prodotto di serie o custom made, la scelta di un materiale preciso per la configurazione di uno spazio: un racconto al femminile del design delle superfici, in particolare quella ceramica che è femminile per eccellenza, spesso morbida e sinuosa.

Dopo il benvenuto di Gilda Bojardi, direttore di Interni, Giorgia Zanellato ha esordito ricordando l'esperienza nel dipartimento design di Fabrica, centro di ricerca del gruppo Benetton e l'apertura, insieme a Daniele Bortotto, del loro studio a Treviso nel 2013 anno in cui hanno presentato al Salone Satellite di Milano il loro primo progetto, la collezione Acqua Alta per Rubelli, un omaggio a Venezia che ha segnato l'inizio di una ricerca sulla relazione tra i luoghi e lo scorrere del tempo attraverso l'analisi e la reinterpretazione di tecniche artigianali legate al territorio. Dopo questo primo incontro con una superficie tessile, la ceramica diventa materiale per raccontare storie, per recuperare la storia reinterpretata attraverso un linguaggio contemporaneo: dalla collaborazione con Botteganove per un progetto sulle superfici ceramiche per il Moulin des Ribes a Grasse in Francia nel quale i rivestimenti definiscono lo spazio molto più di quanto facciano arredi e complementi, a Marea per DeCastelli una madia sulla cui pelle mutevole in metallo sono composte forme rigorose che tracciano una sull’altra i segni del tempo, a Dot per Delsavio 1910 omaggio alla tradizione della pavimentazione palladiana rivisitata in chiave contemporanea, un gioco di contrasti tra il disegno irregolare del fondo marmoreo e i cerchi perfetti che vi compaiono, fino alla collezione Storie per Cedit in lastre di grande formato (240x120 cm) che raccontano storie attraverso le alterazioni, l’usura, la stratificazione della materia nel tempo.

Mara Servetto ha sottolineato come sia difficile definire una creatività al femminile nell'ambito del progetto architettonico che è un lavoro di team (donne, uomini, giovani e meno giovani, architetti e maestranze) non di una singola persona. Ha ricordato inoltre come durante i mesi del lockdown sia mancato soprattutto lo spazio condiviso della città che rappresenta il futuro del progetto architettonico. Uno spazio condiviso che va ripensato, nel quale la ceramica può rivestire un ruolo da protagonista nella progettazione di una nuova ospitalità che immagini la città come casa collettiva. Ne sono esempio il Parco Guell a Barcellona e il lungomare di Copacabana decorato con i grandi pattern disegnati da Roberto Burle Marx che delimitano lo scarto tra il tempo incalzante della città e il tempo libero. Illustrando alcuni progetti dello studio, Servetto ha ribadito il valore narrativo ed espressivo della ceramica (il Blue Line Park a Busan in Corea del Sud è un parco urbano lineare che si estende per 5 km fino al mare che riscrive la vivibilità della seconda metropoli coreana), ma anche quello tecnologico e innovativo delle superfici antibatteriche, autopulenti che aumentano comfort e benessere di un ambiente (Dmail New Format Store e Mondadori Store).

Infine, Cristina Celestino ha spiegato come la creatività non possa essere ridotta a una mera questione di genere e che non esiste una progettualità al maschile e al femminile, citando progetti di Nanda Vigo (Casa Museo Remo Brindisi al Lido di Spina), Gio Ponti (Hotel Parco dei Principi a Sorrento), Carla Accardi (i pannelli in maiolica colorata per la piazza del Municipio di Gibellina Nuova) e Paolo Soleri (la facciata per la fabbrica Ceramica Artistica Solimene a Vietri sul Mare): ogni progetto è, a suo modo, un inno alla ceramica valorizzata ora come rivestimento ora come vero e proprio monumento alla ceramica stessa. Ha poi illustrato alcuni punti fermi della sua progettazione: dallo Charm of Nature, ricerche e connessioni tra campi diversi per affrontare gli stimoli che arrivano dal materiale (Piumage per Botteganove, Palazzo Avino a Ravello, The Pink Closet sempre a Ravello) all'Italian Heritage una progettazione attenta alla tradizione ma aperta verso il contemporaneo (Giardino all'Italiana, Giardino delle Delizie e Scenografica per Fornace Brioni, Policroma per Cedit), al Tailor Made progetti realizzati su misura (dalle decorazioni manuali e tridimensionali al Cotto Variegato sempre per Fornace Brioni).