La terza città dell’Alto Adige mette in discussione le abituali strategie turistiche e scommette sulla qualità dei servizi (anche per i residenti)

A Bressanone si sta tracciando la via per un turismo alpino sostenibile.

Tutto è iniziato nel 2023 quando, in Alto Adige, è successa una cosa di cui si è parlato poco: la Provincia Autonoma di Bolzano ha dato un limite ai posti letto per l’ospitalità.

"Abbiamo deciso di puntare su una nuova cultura turistica sostenibile e lungimirante per l'Alto Adige e vogliamo promuoverla anche attraverso una serie di controlli", ha affermato Arnold Schuler, assessore provinciale al turismo.

E Bressanone, terza città dell’Alto Adige, ha risposto alla direttiva mettendo in discussione le abituali strategie turistiche, ormai evidentemente superate, e spostando il focus. Che sia un prodotto o un servizio, progettare significa guardare avanti e confrontarsi, sempre, con i bisogni di chi fruisce quel prodotto (o quel servizio). Questo il punto di partenza che ha portato Bressanone Turismo alla definizione di otto sfide da affrontare, partendo da oggi.

Le 8 sfide per la stagione 2024

Werner Zanotti, direttore di Bressanone Turismo e Presidente dei consorzi turistici dell’Alto Adige, ci ha illustrato la strategia messa in atto da Bressanone per la stagione turistica 2024, interamente focalizzata, settore per settore, alla progettazione di un turismo sostenibile.

Il punto di partenza, non bisogna dimenticarlo, è quello di una regione che ogni anno ospita 34 milioni di pernottamenti: numeri che non possono e non ha senso aumentare, ma occorre gestire al meglio.

1. Arrivo e mobilità in Alto Adige: l’80% della produzione di CO2 è data dalla mobilità - spiega Werner Zanotti - ecco perché la proposta di quest’anno agli albergatori è di proporre due prezzi: un costo minore a chi raggiunge la destinazione con i mezzi pubblici.

2. Permanenza: offrire sconti o prezzi vantaggiosi a chi resta più di due giorni è u altro sistema per diminuire la mobilità: se aumenta la permanenza, si abbassa il numero degli arrivi e delle partenze.

3. Esclusività: è un argomento delicato, ma è inevitabile considerare che ci sono dei luoghi del mondo che il viaggiatore ha il diritto di visitare senza trovarsi in mezzo a una calca di persone: la sfida è aperta, come organizzarla senza diventare arroganti?

Bressanone Tursimo sta lavorando per abituare le persone del luogo a istruire personale che arriva da fuori: il bisogno è di 45.000 persone, un dato impossibile da raggiungere solo con lavoratori locali.

5. La popolazione locale: quando l’impatto turistico è così forte, la popolazione gode di vantaggi, ma anche di numerosi svantaggi. L’impegno degli enti turistici è quello di trovare un equilibrio, rimettendo i residenti al centro per evitare che prendano decisioni contro l’accoglienza.

6. Innovazione: l’ottica è quello del “trial & error”, innovare per migliorare. Una direzione decisamente antitetica rispetto all’andamento conservatore del turismo attuale.

7. La famiglia ospitante: è il motivo di maggior ritorno dei turisti. Bisogna aiutare le famiglie, soprattutto le nuove generazioni, a non lavorare e basta per evitare che i giovani lascino le attività.

8. L’offerta gastronomica: una delle proposte più apprezzate dai visitatori dell’Alto Adige è la cucina locale. Si tratta, però, di una cucina a base di carne e la richiesta supera abbondantemente l’offerta di prodotti del territorio: l’impegno, quindi, è di formare i cuochi delle strutture ricettive perché propongano piatti tradizionali, non a base di carne.

La nuova cabinovia Plose

Uno dei primi progetti concretizzati riguarda proprio la mobilità interna al territorio di Bressanone e, in particolare, l’impianto di risalita Plose che è stato completamente ripensato (e inaugurato a luglio 2023) per rispondere al cambiamento climatico e al conseguente cambio di abitudini dei turisti.

Abbiamo fatto qualche domanda ad Alessandro Marzola, AD di Plose Funivie, qui le sue risposte: “La vecchia cabinovia aveva 37 anni di esercizio e già da prima del Covid mostrava segni di usura che ci hanno spinti a pensare alla sostituzione di quell’impianto con un impianto capace di soddisfare al meglio la clientela estiva che ha delle esigenze molto più articolate rispetto agli sportivi che usano l’impianto in inverno.

In estate abbiamo famiglie con passeggini, persone su sedie a rotelle, mountainbiker e poi il trasporto dei mountaincarts. Nel 2021 ci siamo messi a studiare al meglio quali fossero le caratteristiche del nuovo impianto per soddisfare queste esigenze.

Nella nostra gara d’appalto abbiamo chiesto ai produttori di offrire una cabinovia per 10 persone che oltre al comfort offrisse anche delle cabine panoramiche per avere più vista possibile. Abbiamo chiesto che l’impianto fosse sostenibile nel senso di una riduzione dei consumi energetici grazie a un azionamento diretto e che le emissioni acustiche fossero il più basso possibile al fine di non creare disturbi al territorio circostante.

Mentre sul fronte dell’innovazione a favore della nostra clientela abbiamo chiesto le seguenti cose:

_ Portabici all’esterno della cabina per consentire ai passeggeri di viaggiare comodamente senza una bici fra le gambe. Inoltre, doveva essere possibile agganciare la bici su questi porta-bici senza dover sollevare la bicicletta, questo perché le nuove E-bike pesano anche 25 kg.

_ Sistema di trasporto dei mountaincarts automatizzato. In sostanza questi g-cart in passato dovevano essere sollevati e sistemati all’interno di una cabina. Le cabine occupate da un mountaincart non potevano essere occupate da persone visto la mancanza di spazio per entrambe le cose.

Il nuovo sistema doveva prevedere che i mountaincarts venissero trasportati all’esterno della cabina agganciandoli automaticamente sotto la scocca della cabina, in modo tale che la cabina rimanesse libera per i passeggeri e nessun operatore dovesse intervenire manualmente nel carico e scarico di questi mezzi.”

Il Bressanone Water Light Festival

L’offerta artistica e di intrattenimento della zona, pensata per la stagione, rientra a pieno titolo nel progetto di un nuovo turismo sostenibile. Tra le proposte, sottolineiamo l’importanza del Water Light Festival di Bressanone che quest’anno risponde al tema "L'acqua è vita - la luce è arte”.

Il festival non è solo una celebrazione dell'arte visiva, ma anche una piattaforma per riflettere su temi importanti come la sostenibilità, la consapevolezza, la diversità e la visione di una natura intatta, varia e colorata. Sono 15 le installazioni di light art negli spazi pubblici di Bressanone, che possono essere ammirate gratuitamente la sera dalle 21.00 a mezzanotte fino al 12 maggio.

Quest'anno, per la prima volta, l'ampia mostra si prolungherà oltre il periodo del festival fino al 29 giugno nella sede dell’Abbazia di Novacella dove, sotto la curatela di Bettina Pelz, 19 artisti hanno lavorato con la luce e i media digitali per occuparsi del dialogo tra patrimonio culturale e arte contemporanea.

Lasserhaus: il nuovo volto di una dimora storica

Arte, innovazione e rispetto del territorio sono valori che in alcuni progetti, poi, trovano la fusione perfetta. È il caso del nuovo Lasserhaus Hotel, un Art Hotel dallo spirito contemporaneo, realizzato dallo studio Vudafieri-Saverino Partners in una residenza aristocratica del XV secolo.

Su commissione della famiglia Faller, da oltre 40 anni proprietaria dell’edificio, gli architetti Claudio Saverino e Tiziano Vudafieri hanno suddiviso gli spazi trasformando i primi due piani in un hotel 4 stelle superior e destinando gli ultimi due a residenza privata della famiglia.

La nuova struttura dedicata all’ospitalità offre dieci camere, di cui tre suite, dove la collezione di pittura classica di proprietà dei Faller incontra opere di artisti contemporanei, rendendo così lo spazio un nuovo punto d’interesse per la collettività.